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Ομηρον τον ποιητην χρονω μεν των πλειστων, δυναμει δε παντων αναγιγνωσκομεν πρωτον γενεσθαι ωφελουμενοι μεγιστα εις τε την φωνην και την διανοιαν και την των πραγματων πολυπειριαν. Λεγωμεν ουν δια βραχεως περι το γενους και του χρονου, καθ' ον ενγενετο. Πινδαρος μεν γαρ εφη αυτον Σμυρναιον γενεσθαι, Σιμωνιδης δε Ξιον. Εφορος δε ο ιστορικος Κυμαιον, αλλα δε Σαλαμινιον απο Κυπρου. Ωσπερ δε τα του γενους αυτου διαπορειται, ουτω και τα περι των χρονων καθ'υς εγενετο, και οι μεν φασιν αυτον γενεσθαι κατα την των Ιωνων αποικιαν, ητις υστερει της των ἑρακλειδων καθοδου ετεσιν εξηκοντα. οι δε και προ της των Ηρακλειδων καθοδου λεγουσιν αυτον γενεσθαι, ως ουδε ετη ογδοηκοντα απεχειν των Τροκων. Αλλ'οι πλειστοι νομιζουσιν αυτον ετη τε τετρακοσια μετα τα Τρωικα γενεσθαι, ου πολυ προς της θεσεως των Ολυμπιων, αφ' ης ο κατα τας Ολυμπιαδας χρονος αριθμειται.
Leggiamo (conosciamo) prima di ogni altro poeta Omero che nel tempo fu superiore alla maggior parte per la lingua e l'intelletto e per la conoscenza dei fatti. Parliamo ora brevemente della (sua) stirpe e del tempo in cui costui visse. Pindaro infatti disse che costui proveniva da Smirna, Simonide (che proveniva) da Chio. Lo storico Eforo (disse che proveniva) da Cuma, Ma (altri) (che lui proveniva) da Salamina di Cipro. E alcuni dicono che lui provenisse dalla colonia degli Ionii, il che fu sessant'anni dopo il ritorno degli eraclidi, che seguì all'incirca ottant'anni dopo la guerra troiana. Ma molti ritengono per certo che lui sia esistito cento anni dopo la guerra troiana non molto prima dell'istituzione dei giochi olimpici da cui le olimpiadi si annoverano.
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Inizio: Επων ποιηται γεγονασι πολλοι τουτων δ'εισι κρατιστοι Ομηρος, Πανυασσις, Αντιμαχος. Ομηρος εν ουν τινων γονεων η ποιας εγενετο πατριδος ου ραδιον αποφηνασθαι ουτε γαρ αυτος τι λελαληκεν, αλλ'ουδ'οι περι αυτου ειποντες συμπεφωνηκασιν...
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Και επικρατησαντες τους Τρωας εντος τειχων κατεκλεισαν, αυτοι δε εις δυο μερισθεντες τους μεν ειασαν παρεδρευειν την πολιν ...
E dopo aver prevalso sui Troiani, li rinchiusero all’interno delle mura, ed essi, divisi in due parti, consentirono ad alcuni di stare nei dintorni della città, altri, sotto la guida di Achille, devastavano le città che erano lì vicine. Conquistata una di queste, Crisa, assegnarono come dono ad Agamennone Criseide, figlia di Crise, sacerdote di Apollo. Questo, arrivato presso le navi all’àncora, per riscattare la figlia, e oltraggiato da Agamennone, pregò Apollo di punire i Greci. Il dio, dopo che ebbe udito la preghiera, inviò contro di loro una carestia. Allora, avendolo Achille consigliato di restituire Criseide, Agamennone, infuriato, minacciò che avrebbe portato via il dono di Achille, Briseide. Achille allora convinse la madre Teti a chiedere a Zeus la sconfitta dei Greci. Avvenuto ciò, Patroclo supplicò Achille di concedergli l’armatura, per allontanare i Troiani dalle navi. Patroclo, uscito in battaglia e dopo aver primeggiato valorosamente in combattimento, dopo non molto tempo fu ucciso. Achille, pur avendo provato una forte collera, pose fine all’odio verso Agamennone, e presa l’armatura costruita da Efesto, uccise molti altri e per ultimo Ettore.
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Inizio: Αλεξανδρος ο Πριαμου παις, επιθυμησας Ελληνικου βιου μαθειν αγωγην, επλευσεν εις Σπαρτην, και επιξενωθεις Ελενη, Μενελαου κατα τον οικον ουκ οντος, ανεπεισεν αυτην ακολουθειν. Ελθων εις Καρανανην καλουμενην νησον εμιγη προτων τη γυναικι, κακειθεν πλευσας δια Σιδωνος και Φοικινης ηκεν εις Ιλιον...
Alessandro, figlio di Priamo, avendo desiderato imparare il modo di vita greco, navigò verso Sparta, e ospitato da Elena, poiché Menelao non era in casa, la convinse a seguirlo. Giunto all’isola chiamata Cranae, per prima cosa si unì alla donna, e da lì, dopo aver fatto rotta attraverso Sidone e la Fenicia, arrivò a Troia. Coloro che erano al seguito di Agamennone e Menelao, avenduto saputo ciò che era stato compiuto, radunarono un esercito ad Aulide, città della Beozia. E mentre lì sacrificavano, un serpente, salito su un albero lì vicino, divorò otto piccoli di un passero, e anche, come nona (vittima), la madre. Il prodigio rivelava che, dopo aver combattuto per nove anni, il decimo avrebbero conquistato Troia. Quando dunque, messisi in navigazione, sbarcarono a Troia, dopo il primo scontro, durante il quale fu ucciso Protesilao, inviarono Menelao e Odisseo come ambasciatori, per reclamare Elena. Ma poiché i Troiani si opposero, diederò inizio nuovamente alle ostilità.
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Versioni per il biennio pagina 126-127 numero 230-231
Inizio: Επει δ'εδοκει ηδν πορευεσθαι αυτω ανω, την μεν προφασιν εποιειτο ως Πισιδας ... Fine: Τισσαφερνους τον κυρου σταλον, αντιπαρεσκευαζετο.