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Ἐν τοῖς Δελφοῖς ἱερόν ἐστι, ἔνθα ὁ Φοῖβος διὰ τὴς Πυθίας μαντεύεται. Οἱ Ἑλληνικοὶ τὸ χρηστήριον μάλα θεραπεύουσι πανταχόθεν γὰρ ἐκεῖσε πορεύονται καὶ τὸ μαντεῖον παρὰ τοῦ θεοῦ πυνθάνονται. ...
A Delfi c'è un tempio, dove Febo profetizza attraverso la Pizia. I Greci venerano molto l'oracolo, infatti vanno lì da ogni parte e interrogano l'oracolo del dio. Il dio non nasconde i responsi, ma acconsente e parla per enigmi; per questo è chiamato Lossia (l'Ambiguo) dagli uomini. Nel tempio c'è abbondanza di doni, sia d'oro che d'argento; il dio è venerato con feste e gare di atleti, e corone di alloro erano i premi della vittoria. E Creso, il sovrano dei Lidi, quando si prepara a combattere contro i Persiani, consulta i responsi di Febo, il dio a Delfi, e vuole informarsi sulla spedizione militare. Febo parla per enigmi e predice "Quando un mulo diventa re dei Persiani, non combattere, ma fuggi, o Creso". Creso crede che Febo predica la vittoria, poiché i muli non diventano re; ma allora regna sui Persiani Ciro, e Ciro è un bastardo. Un figlio bastardo è come un mulo, e l'oracolo del dio riguarda Ciro; infatti, l'impero dei Lidi viene distrutto da Ciro, e Creso è catturato e privato del suo regno.
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Οἱ γάμοι τοῦ Ἡλίου ἦσαν, καὶ γηθόσυνοι οἱ θεοὶ ἐν Ὀλύμπῳ ἐν θαλίαις δῶρα τῷ λαμπρῷ θεῷ ἔφερον, καὶ ἐν ταῖς ὕλαις τὰ ζῷα πετεηνά τε καὶ ἐν τοῖς βόθροις ἑρπετὰ ἔχαιρον ἕωθεν εἰς τὴν ἑσπέραν, καὶ ἐν τῇ λίμνῃ σφόδρα ἔκραζον οἱ βάτραχοι καὶ εὐφραίνοντο, ...
C'erano le nozze del Sole e gioiosi gli dèi sull'Olimpo durante i banchetti portavano doni al dio luminoso, e nei boschi gli animali, gli uccelli e nei fossi i rettili gioivano dall'aurora alla sera, e nel lago gracidavano fortemente le rane e si rallegravano, poiché vedevano il dio luminoso, splendente e sereno per le nozze. Ma lì però una rana saggia diceva ai compagni: "Ma amici siete molto stolti; infatti il Sole, dio luminoso e caldo è evidente che già anche ora inaridisce e secca i campi e i laghi; se si unisce con nozze divine ha anche un figlio e il sole e il figlio del Sole inaridiscono la terra e fanno seccare gli animali. La favola dice che non sempre è necessario che il popolo si rallegri con i ricchi e i potenti.
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Analisi grammaticale:
γάμοι: sostantivo maschile nominativo plurale (ὁ γάμος, τοῦ γάμου).
τοῦ: articolo determinativo maschile genitivo singolare.
Ἡλίου: sostantivo maschile genitivo singolare (ὁ Ἥλιος, τοῦ Ἡλίου).
ἦσαν: verbo indicativo imperfetto terza persona plurale (εἰμί, "sono").
καί: congiunzione coordinativa.
γηθόσυνοι: aggettivo maschile nominativo plurale (γηθόσυνος, γηθόσυνου).
οἱ: articolo determinativo maschile nominativo plurale.
θεοί: sostantivo maschile nominativo plurale (ὁ θεός, τοῦ θεοῦ).
ἐν: preposizione con dativo.
Ὀλύμπῳ: sostantivo maschile dativo singolare (ὁ Ὄλυμπος, τοῦ Ὀλύμπου).
θαλίαις: sostantivo femminile dativo plurale (ἡ θαλία, τῆς θαλίας).
δῶρα: sostantivo neutro nominativo/accusativo plurale (τὸ δῶρον, τοῦ δώρου).
τῷ: articolo determinativo maschile dativo singolare.
λαμπρῷ: aggettivo maschile dativo singolare (λαμπρός, λαμπροῦ).
θεῷ: sostantivo maschile dativo singolare (ὁ θεός, τοῦ θεοῦ).
ἔφερον: verbo indicativo imperfetto terza persona plurale (φέρω, "porto").
ταῖς: articolo determinativo femminile dativo plurale.
ὕλαις: sostantivo femminile dativo plurale (ἡ ὕλη, τῆς ὕλης).
τὰ: articolo determinativo neutro nominativo/accusativo plurale.
ζῷα: sostantivo neutro nominativo/accusativo plurale (τὸ ζῷον, τοῦ ζῷου).
πετεηνά: sostantivo neutro nominativo/accusativo plurale (τὸ πετεινόν, τοῦ πετεινοῦ).
τε: congiunzione coordinativa.
τοῖς: articolo determinativo maschile dativo plurale.
βόθροις: sostantivo maschile dativo plurale (ὁ βόθρος, τοῦ βόθρου).
ἑρπετὰ: sostantivo neutro nominativo/accusativo plurale (τὸ ἑρπετόν, τοῦ ἑρπετοῦ).
ἔχαιρον: verbo indicativo imperfetto terza persona plurale (χαίρω, "gioisco").
ἕωθεν: avverbio.
εἰς: preposizione con accusativo.
τὴν: articolo determinativo femminile accusativo singolare.
ἑσπέραν: sostantivo femminile accusativo singolare (ἡ ἑσπέρα, τῆς ἑσπέρας).
τῇ: articolo determinativo femminile dativo singolare.
λίμνῃ: sostantivo femminile dativo singolare (ἡ λίμνη, τῆς λίμνης).
σφόδρα: avverbio.
ἔκραζον: verbo indicativo imperfetto terza persona plurale (κράζω, "grido").
βάτραχοι: sostantivo maschile nominativo plurale (ὁ βάτραχος, τοῦ βάτραχου).
εὐφραίνοντο: verbo indicativo imperfetto terza persona plurale (εὐφραίνω, "rallegro").
ἐπεὶ: congiunzione subordinativa.
ἔβλεπον: verbo indicativo imperfetto terza persona plurale (βλέπω, "vedo").
φαεννὸν: aggettivo maschile accusativo singolare (φαεννός, φαεννοῦ).
φαιδρὸν: aggettivo maschile accusativo singolare (φαιδρός, φαιδροῦ).
ἵλαρον: aggettivo maschile accusativo singolare (ἵλαρος, ἱλάρου).
διὰ: preposizione con accusativo.
τοὺς: articolo determinativo maschile accusativo plurale.
γάμους: sostantivo maschile accusativo plurale (ὁ γάμος, τοῦ γάμου).
τὸν: articolo determinativo maschile accusativo singolare.
θεόν: sostantivo maschile accusativo singolare (ὁ θεός, τοῦ θεοῦ).
Ἐνταῦθα: avverbio.
σοφὸς: aggettivo maschile nominativo singolare (σοφός, σοφοῦ).
βάτραχος: sostantivo maschile nominativo singolare (ὁ βάτραχος, τοῦ βάτραχου).
ἑταίροις: sostantivo maschile dativo plurale (ὁ ἑταῖρος, τοῦ ἑταίρου).
ἔφη: verbo indicativo imperfetto terza persona singolare (φημί, "dico").
Ἀλλ': congiunzione coordinativa.
ἀνόητοι: aggettivo maschile vocativo plurale (ἀνόητος, ἀνοήτου).
πάνυ: avverbio.
ἐστέ: verbo indicativo presente seconda persona plurale (εἰμί, "sono").
ὦ: interiezione.
φίλοι: sostantivo maschile vocativo plurale (ὁ φίλος, τοῦ φίλου).
ὁ: articolo determinativo maschile nominativo singolare.
γὰρ: congiunzione coordinativa.
Ἥλιος: sostantivo maschile nominativo singolare (ὁ Ἥλιος, τοῦ Ἡλίου).
θεὸς: sostantivo maschile nominativo singolare (ὁ θεός, τοῦ θεοῦ).
λαμπρὸς: aggettivo maschile nominativo singolare (λαμπρός, λαμπροῦ).
καὶ: congiunzione coordinativa.
θαλπνὸς: aggettivo maschile nominativo singolare (θαλπνός, θαλπνοῦ).
ἤδη: avverbio.
φανερός: aggettivo maschile nominativo singolare (φανερός, φανεροῦ).
ἐστι: verbo indicativo presente terza persona singolare (εἰμί, "sono").
ἀγροὺς: sostantivo maschile accusativo plurale (ὁ ἀγρός, τοῦ ἀγροῦ).
τὰς: articolo determinativo femminile accusativo plurale.
λίμνας: sostantivo femminile accusativo plurale (ἡ λίμνη, τῆς λίμνης).
αὔει: verbo indicativo presente terza persona singolare (αὔω).
ἔτι: avverbio.
νῦν: avverbio.
καταξηραίνει: verbo indicativo presente terza persona singolare (καταξηραίνω,).
εἰ: congiunzione subordinativa.
θείοις: aggettivo maschile dativo plurale (θεῖος, θείου).
γάμοις: sostantivo maschile dativo plurale (ὁ γάμος, τοῦ γάμου).
εὐνάζεται: verbo indicativo presente terza persona singolare (εὐνάζω).
υἱόν: sostantivo maschile accusativo singolare (ὁ υἱός, τοῦ υἱοῦ).
ἔχει: verbo indicativo presente terza persona singolare (ἔχω, "ho").
Ἥλιός: sostantivo maschile nominativo singolare (ὁ Ἥλιος, τοῦ Ἡλίου).
υἱὸς: sostantivo maschile nominativo singolare (ὁ υἱός, τοῦ υἱοῦ).
γῆν: sostantivo femminile accusativo singolare (ἡ γῆ, τῆς γῆς).
ξηραίνετον: verbo indicativoterza persona duale (ξηραίνω,).
αὐετον: verbo indicativo terza persona duale (αὐαίνω).
μῦθος: sostantivo maschile nominativo singolare (ὁ μῦθος, τοῦ μύθου).
λέγει: verbo indicativo presente terza persona singolare (λέγω).
ὅτι: congiunzione subordinativa.
οὐκ: avverbio di negazione.
ἀεὶ: avverbio.
χρὴ: verbo indicativo presente terza persona singolare (χρή, "è necessario").
δῆμον: sostantivo maschile accusativo singolare (ὁ δῆμος, τοῦ δήμου).
σὺν: preposizione con dativo.
πλουσίοις: aggettivo maschile dativo plurale (πλούσιος, πλουσίου).
δυνατοῖς: aggettivo maschile dativo plurale (δυνατός, δυνατοῦ).
εὐφραίνεσθαι: verbo infinitivo presente (εὐφραίνω).
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Οἱ εὐπατρίδαι καὶ οἱ κλεινοὶ καὶ οἱ χρηστοὶ τῶν Ἀθηναίων πολιτῶν ἐλέγοντο καλοὶ κἀγαθοί, ἐπεὶ τὸ καλὸν καὶ τὸ ἀγαθὸν ἐστέργοντο, καὶ τοῦ κάρπου τῆς δικαιοσύνης καὶ τῆς ἀρετῆς ἐπετύγχανον. Οἱ ἀγαθοὶ πολῖται καὶ οἱ εὐδόκιμοι ...
I nobili, i celebri e i valorosi tra i cittadini ateniesi erano chiamati 'καλοὶ κἀγαθοί' (belli e buoni), poiché amavano il bello e il buono e ottenevano il frutto della giustizia e della virtù. I buoni cittadini e quelli stimati non oltraggiavano il popolo, né maltrattavano gli umili o gli schiavi, come gli Spartani. Ad Atene non era lecito ai cittadini, sia ai ricchi che avevano una buona reputazione sia agli altri, oltraggiare i concittadini. Infatti, anche i nobili obbedivano alle leggi uguali della democrazia e i nobili fornivano servizi pubblici a loro spese, ottenevano onori, comandavano i soldati in guerra e spesso erano gloriosi vincitori, come Milziade, o Callimaco, o Temistocle o Pericle. E in guerra contro i Persiani offrivano la libertà ad Atene e a tutta la Grecia.
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Οὐκ ὅμοιοί εἰσι οἱ λόγοι οἱ περὶ τοῦ Ὁμήρου. Οἱ γὰρ λόγιοι οὐκ ὁμολογίαν ἔχουσι περὶ τοῦ ποιητοῦ. Οἱ μέν γάρ φασι Χῖον τὸν ἀοιδὸν εἶναι, οἱ δὲ Σμυρναῖον, οἱ δὲ λέγουσι Κολοφώνιον γίγνεσθαι τὸν ἀοιδόν, οἱ δὲ δὴ Πύλιον ἢ καὶ Ἰθακήσιον, οἱ δὲ Ἀργεῖον, οἱ δὲ Ἀθηναῖον...
I pensieri non sono uguali per tutti riguardo ad Omero. Le persone competenti (i competenti) non hanno accordo sul poeta. Infatti alcuni dicono che il cantore sia di Chio, alcuni di Smirne, altri dicono che il cantore sia di Colofone, altri invece (dicono che sia) di Pilo o anche di Itaca, altri di Argo, altri di Atene. I filologi dicono che alcune opere siano di Omero, altre no. A Chio, i cittadini onorano l'esametro/sepolcro di Omero e venerano il cantore come un dio. A Samo, invece, vi sono cantori famosi e (costoro) sono detti figli di Omero o anche Omeridi. Riguardo alla vita del poeta, discorsi di ogni tipo si aggirano nelle storie e non sembrano essere credibili, poiché sono simili a miti. Perciò Luciano, lo scrittore di Samosata, deride i miti su Omero e schernisce la contesa delle regioni greche riguardo alla nascita del poeta, e inventa uno scherzo e dice che, negli Elisi, incontra Omero, e che il poeta non dice di essere di Chio, né di Smirne, né di Colofone, né di Pilo, né di Itaca, né di Argo, né di Atene, ma (dice di essere) Babilonese. Anche se non conosciamo la verità su Omero, ammiriamo i canti del poeta e i miti omerici portano piacere.
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Ἴβυκος ὁ ποιητὴς ᾠδαῖς πλοῦτον καὶ ἀργύριον συλλέγει καὶ συμβουλεύεται ἀνέρχεσθαι εἰς Ἀσίαν πρὸς τὸν τῆς Σάμου νήσου τύραννον. Ἐν δὲ νόστῳ ὑπὸ λῃστῶν φονεύεται. Γέρανοι πέτονται καὶ ἐκ τοῦ οὐρανοῦ βλέπουσι τὴν ἀνδροκτασίαν· ὁ δ' οὖν ποιητὴς πρὸ τοῦ θανάτου...
Il poeta Ibico raccoglie ricchezza e denaro con le odi e decide di recarsi in Asia dal tiranno dell'isola di Samo. Durante il viaggio di ritorno, viene ucciso dai briganti. Delle gru volano e dal cielo osservano l'omicidio dell'uomo; allora il poeta, prima della morte, invoca (λίσσομαι) le gru: "O gru, diventate autori della punizione di questo delitto." Una volta, a Samo, il popolo e il tiranno sono nel teatro, e tra la folla degli spettatori sono seduti (ἕζομαι) anche i briganti. Sopra il teatro volano le gru, e i briganti dicono: "Ecco, le vendicatrici di Ibico." Questi vengono uditi da uno spettatore e portati davanti al tiranno; il tiranno punisce i briganti con la morte.
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