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Vittoria dei greci a Maratona
VERSIONE DI GRECO di Erodoto
TRADUZIONE dal libro Didaxis
Μαχομένων δε εν τω Μαραθώνι χρόνος εγίνετο πολλός. Και το μεν μέσον του στρατοπέδου ενίκων οι βάρβαροι, τη Πέρσαι τε αυτοί και Σάκαι ετετάχατο κατά τούτο μεν δη ενίκων οι βάρβαροι και ρήξαντες εδίωκον ες την μεσόγαιαν, το δε κέρας εκάτερον ενίκων Αθηναίοί τε και Πλαταιέες. Νικώντες δε το μεν τετραμμένον των βαρβάρων φεύγειν έων, τοίσι δε το μέσον ρήξασι αυτών συναγαγόντες τα κέρεα αμφότερα εμάχοντο, και ενίκων Αθηναίοι. Φεύγουσι δε τοίσι Πέρσησι είποντο κόπτοντες, ες ο επί την θάλασσαν απικόμενοι πυρ τε αίτεον και επελαμβάνοντο των νεών. Και τούτο μεν εν τούτω τω πόνω ο πολέμαρχος Καλλίμαχος διαφθείρεται, ανήρ γενόμενος αγαθός, από δ’ έθανε των στρατηγών Στησίλεως ο Θρασύλεω τούτο δε Κυνέγειρος ο Ευφορίωνος ενθαύτα επιλαμβανόμενος των αφλάστων νεός, την χείρα αποκοπείς πελέκεϊ πίπτει, τούτο δε άλλοι Αθηναίων πολλοί τε και ονομαστοί.
TRADUZIONE
A Maratona si combatté a lungo. I barbari ebbero il sopravvento al centro dove erano schierati i Persiani stessi e i Saci; qui i barbari prevalsero, sfondarono le file dei nemici e li inseguirono nell'interno. Invece alle due ali la spuntavano gli Ateniesi e i Plateesi; essi, vincendo, lasciarono scappare i barbari volti in fuga, e operata una conversione delle due ali affrontarono quelli che avevano spezzato il loro centro; gli Ateniesi ebbero la meglio. Inseguirono i Persiani in fuga facendone strage, finché, giunti sulla riva del mare, ricorsero al fuoco e cercarono di catturare le navi. In questa impresa morì il polemarco Callimaco, dimostratosi un uomo valoroso, e fra gli strateghi Stesilao, figlio di Trasilao; inoltre Cinegiro, figlio di Euforione, mentre si afferrava agli aplustri di una nave cadde con la mano troncata da un colpo di scure; e perirono molti altri illustri Ateniesi
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LA STATUA DI ZEUS AD OLIMPIA VERSIONE DI GRECO di PAUSANIA TRADUZIONE dal libro gymnasion e dal libro DIDAXIS
Testo del libro gymnasion
Θαυμα ου τη Ελλαδι μονον αλλα και παση τη οικουμενη εστι το του Διος αγαλμα εν Ολυμπια. Καθεζεται μεν ο θεος εν θρονω χρυσω και ελεφαντι καλλωπιζομενω· στεφανον δε εχει εν τη κεφαλη, ελαιας κλωνας απεικαζοντα. Εν μεν τη δεξια Νικην φερει, ες ελεφαντος και χρυσου, ταινιαν τε εχουσαν και, επι τη κεφαλη, στεφανον τη δε αριστερα του θεου καλον εστι σκηπτρον, μεταλλοις παντοδαποις ποικιλον. Επι δε τω σκηπτρω αετος εστι καθεζομενος, χρυσους. Εκ χρυσου δε και τα υποδηματα τω θεω, και το ιματιον εστιν. Τω δε ιματιω ζωδια τε και, των ανθων, τα κρινα εστιν εικαζομενα. Ο δε θρονος ποικιλος μεν χρυσω και λιθοις και εβενω τε και ελεφαντι. Επι δε του Διος και ζωα εστι γλυφομενα και μικρα αγαλματα.
TRADUZIONE dal libro gymnasion
La statua di Zeus ad Olimpia è una meraviglia non solo per l’Ellade, ma per tutta la terra abitata. Il dio è seduto su un trono adornato d’oro e di avorio; ha sulla testa una corona che rappresenta rami d’olivo. Nella mano destra porta una Vittoria, fatta d’orio ed avorio, con una fascia ed una corona sul capo; la sinistra del dio impugna un bello scettro, variamente decorato con minerali di ogni genere. Sullo scettro c’è un’aquila posata d’oro. Il dio ha d’oro anche i sandali e il mantello. Il mantello ha anche piccole immagini e, fra i fiori, sono raffigurati i gigli. Il trono è variamente decorato d’oro, pietre preziose ed avorio. Sopra il dio ci sono anche animali incisi e piccole statue.
traduzione n. 2 dal libro gymnasion
La statua di Zeus a olimpia è oggetto di ammirazione non solo per la Grecia, ma anche per tutta la terra abitata. Il dio è seduto su un trono adornato con oro e con l'avorio, sul capo ha una corona raffigurante ramoscelli di ulivo. Nella destra porta Nike, d'oro e d'avorio, che ha anche una fascia e sulla testa una corona; nella sinistra c'è il grandioso scettro del dio, lavorato con vari metalli. Sullo scettro c'è un aquila seduta, dorata. Il dio ha i sandali d'oro ed un mantello. Il mantello ha animali, fiori ed anche gigli raffigurati. Il trono, elaborato con oro, marmi, avorio e anche ebano. Sopra a Zeus ci sono animali scolpiti e piccoli ornamenti_da Pausania.
Testo del libro Didaxis
Traduzione dal libro didaxis
Dopo queste cose entrando nel sacro recinto di Giove, chiamato "Olipieo" c è un tempio degno da vedersi. La statua di Giove non pote' finirsi a causa della guerra del Peloponneso, nella quale gli ateniesi, distrugendo ogni anno con l'armata navale e con l'esercito di terra il paese di Megara danneggiarono il loro erario pubblico e ridussero le case dei privati alla povertà. (all'ultima debolezza). La faccia della statua di Giove è di avorio ed oro ed il resto è di creta e di gesso. Si dice (sia stata) creata da Teocosmo, persona del paese, aiutato però da Fidia. Sul capo di Giove ci sono le Stagioni e le Parche, poiché è noto a tutti che solo a lui il fato obbedisce, e che questo nume regola le stagioni secondo il bisogno. Dietro al tempio ci sono dei legni, lavorati a metò, dei quali si doveva servire )si sarebbe dovuto servire)Teocosmo per finire la stuatua di Giove dopo averli adornati d'oro ed avorio.
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La geografia della Cappadocia
VERSIONE DI GRECO e TRADUZIONE dal libro Didaxis n. 204
I Cappadoci sono chiamati dai Greci Siriani; questi Siriani prima che i Persiani dominassero erano sottomessi ai Medi, allora a Ciro. Infatti il confine del dominio medo e dei Lidi era il fiume Alis, che scorre dal monte dell'Armenia attraverso i Cilici, dopo, scorrendo, ha sulla destra i Matieni, dall'altra parte i Frigi, oltrepassando questi e scorrendo in alto verso settentrione delimita di li i Siriani Cappadoci, a sinistra i Paflagoni. Cosi il fiume Alis taglia in due all'incira tutte le parti inferiori dell'Asia dal mare di fronte a Cipro fino al Ponto Eusino; questo è il corso di fiume di tutta questa regione; quanto alla lunghezza per un uomo libero di impedimenti si impiegano cinque giorni
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GIASONE E MEDEA (Versione libro DIDAXIS) versione di greco di Apollodoro e traduzione libro didaxis
Giasone e Medea giungevano a Corinto, e passavano 10 anni di prosperità. Dapprima Creonte re di Corinto dando i moglie a Giasone la figlia Glauce, avendo ripudiato Medea, Giasone la sposava. Quella avendo invocato gli Dei nel nome dei quali Giasone aveva giurato, e avendo accusato spesso d'ingratitudine Giasone, Medea mandò alla sposa un peplo intriso di veleno, avendolo indossato fu consumata da un fuoco violento insieme al padre che tentava di aiutarla, uccise con inganno anche i bambini che aveva avuto da Giasone, Mermero e Ferete, e avendo preso il carro dei dragoni volanti dal Sole scappando su questo si recò ad Atene.
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L'amicizia è cosa necessaria tra i giovani
versione di greco di Aristotele
Traduzione dal libro didaxis
Eστι γάρ αρΐτή τις η μετ αρετής έτι δ όναγχαιότατον εις τον β ιον άνευ γαρ φίλων ουδείς αν ελοιτο ζήν έχων τα λοιπά όγα&ά πάντα χαϊ γάρ πλουτοϋσι χαϊ αρχάς χαϊ δυναστείας χε χτημένοις δοχεϊ μάλιστα φίλων είναι χρεία τι όφελος της τοιαύτης εύετηρίας άφαίρε&είσης ευεργεσίας η γίγνεται μάλιστα χαϊ επαινετωτάτη προς φίλους η πώς αν τηρη&είη χαι σώζοιτο άνευ φίλων οσω γάρ πλείων τοσούτω επισφαλεστέρα Έν πενία δί χαι ταΐς λοιπαϊς δνςτνχίαις μόνην οΐονται χαταφυγην είναι τους φίλους χαι νέοις δι προς το άναμόρτητον χαι πρεσβυτεροις προς β ε ραπείαν χαι το ίλλεΐπον της πράξεως δι άσ&ένειαν βοη&είας τοις τ εν άχμΐ προς τάς χαλάς πρά ύ τ 9ύ Ιρχομιια 3χαϊ γάρ νοήσαι χαι πράξαι δυνατώτεροι