Nonostante i sotterfugi della madre Achille è costretto ad andare a Troia - versione greco Apollodor
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NONOSTANTE I SOTTERFUGI DELLA MADRE, ACHILLE E' COSTRETTO AD ANDARE A TROIA
VERSIONE DI GRECO di Apollodoro
TRADUZIONE dal libro Didaxis - pag. 16 n. 11
TRADUZIONE
Quando Achille aveva nove anni, Calcante predisse che Troia non sarebbe mai stata presa senza di lui. Teti, sapendo che era destino che suo figlio morisse combattendo, di nascosto lo vestì da femmina e lo affidò a Licomede, dicendogli che era una fanciulla. Così Achille fu allevato nel palazzo di Licomede, ma si unì in amore con una delle sue figlie, Deidamia, e gli nacque il figlio Pirro, che dopo fu chiamato Neottolemo. Ma il nascondiglio di Achille fu scoperto, e Odisseo vene a cercarlo alla corte di Licomede: fece suonare le trombe di battaglia e lo trovò. In questo modo Achille andò a Troia.
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LA GRADAZIONE DELLE COLPE
VERSIONE DI GRECO di Marco Aurelio
TRADUZIONE dal libro Didaxis
Φιλοσόφως ὁ Θεόφραστος ἐν τῇ συγκρίσει τῶν ἁμαρτημάτων, ὡς ἄν τις κοινότερον τὰ τοιαῦτα συγκρίνειε, φησὶ βαρύτερα εἶναι τὰ κατ ἐπιθυμίαν πλημμελούμενα τῶν κατὰ θυμόν. ὁ γὰρ θυμούμενος μετά τινος λύπης καὶ λεληθυίας συστολῆς φαίνεται τὸν λόγον ἀποστρεφόμενος˙ ὁ δὲ κατ ἐπιθυμίαν ἁμαρτάνων, ὑφ ἡδονῆς ἡττώμενος ἀκολαστότερός πως φαίνεται καὶ θηλύτερος ἐν ταῖς ἁμαρτίαις. ὀρθῶς οὖν καὶ φιλοσοφίας ἀξίως ἔφη μείζονος ἐγκλή ματος ἔχεσθαι τὸ μεθ ἡδονῆς ἁμαρτανόμενον ἤπερ τὸ μετὰ λύπης˙ ὅλως τε ὁ μὲν προηδικημένῳ μᾶλλον ἔοικε καὶ διὰ λύπης ἠναγκασμένῳ θυμωθῆναι˙ ὁ δὲ αὐτόθεν πρὸς τὸ ἀδικεῖν ὥρμηται, φερόμενος ἐπὶ τὸ πρᾶξαί τι κατ ἐπιθυμίαν.
Traduzione n. 1
Teofrasto da vero filosofo afferma che sono più gravi quelle commesse per concupiscenza di quelle commesse per ira. L'individuo adirato, infatti, sembra voltare le spalle alla ragione in uno stato di sofferenza e di latente contrazione, mentre chi sbaglia per concupiscenza, vinto dal piacere, risulta in un certo senso più intemperante e femmineo nelle proprie mancanze. Quindi è corretta e filosoficamente apprezzabile l'opinione di Teofrasto secondo cui l'errore che si accompagna al piacere è soggetto a imputazione più grave di quello che si accompagna al dolore; in sintesi: nel primo caso l'individuo è assimilabile a chi ha patito un'ingiustizia e dalla sofferenza è stato inevitabilmente spinto all'ira, mentre nel secondo la persona ha tratto da se stessa l'impulso a commettere ingiustizia, lasciandosi trascinare ad agire per concupiscenza
traduzione n. 2
Teofrasto da vero filosofo, facendo il confronto fra le diverse colpe, afferma che, come si giudicano la maggior parte delle volte tali fatti, che le colpe commesse per brama sono piú gravi di quelle commesse per ira. E' evidente infatti che chi è dominato dall'ira si svia dalla ragione non senza una certa sofferenza e turbamento interiore segreto; chi invece pecca per concupiscenza, soggiogato dal piacere, sembra più sregolato ed effemminato nella colpa. Quindi egli diceva giustamente ed in un modo che confaccia ad un filosofo che la colpa accompagnata da un senso di piacere, merita un rimprovero più grave di quella legata ad un sentimento di dolore. Per tanto, l'uno assomiglia piuttosto a colui che ha precedentemente subito un' offesa ed è costretto dal dolore ad arrabbiarsi, l'altro di sua volontá si appresta a commettere il male, trascinato dalla brama a commettere qualche azione cattiva.
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LA MUTILAZIONE DELLE ERME
VERSIONE DI GRECO di Tucidide
TRADUZIONE dal libro Didaxis
TRADUZIONE
Nel frattempo c'erano tanto grandi erme fatte di pietra nella città quella degli ateniesi (sono conformi alla consuetudine, la forma quadrata, molte sono nei vestiboli privati che in quelli sacri) in una sola notte moltissimi tagliarono le teste. e nessuno vide i colpevoli, ma quelli erano ricercati dallo stato mediante la promessa di grosse taglie e quali più decretarono di denunciare senza timore colui che voleva, se qualcuno aveva visto fare qualche altra empietà, sia tra i cittadini sia tra gli stranieri. e prendevano la cosa alquanto seriamente, infatti sembrava essere un cattivo presagio per la spedizione e sembrava che (la cosa) fosse avvenuta per una congiura in vista allo stesso tempo di una rivoluzione e dello scioglimento dell'assemblea popolare.
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LE VIRTU' E LA SAGGEZZA DI TESEO
VERSIONE DI GRECO di Isocrate
TRADUZIONE dal libro Didaxis - pagina 36 numero 16
INIZIO: comincia con ten men oun andrian en toutois epedeixato
FINE: E finisce con kai malist'en ois ten polin diokesen
TRADUZIONE
Mostrò così il coraggio in quelle imprese in cui egli corse pericolo da sè, abilità che aveva in guerra, nelle battaglie che affrontò con tutta la città, poi la venerazione verso gli dei sia nelle suppliche sia di Adrasto sia con quelle dei figli di Ercole, infatti salvò i primi dopo aver vinto in battaglia i peloponnesiaci, al secondo restituì perché li seppellisse a scapito dei Tebani quelli che erano morti sotto Cadmea, le altre virtù e la prudenza non solo nelle imprese citate prima ma anche soprattutto in quelle durante le quali governò la città.
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L'esercito si imbarca per la Sicilia
VERSIONE DI GRECO
TRADUZIONE dal libro Didaxis
Μετὰ δὲ ταῦτα θέρους μεσοῦντος ἤδη ἡ ἀναγωγὴ ἐγίγνετοἐς τὴν Σικελίαν. τῶν μὲν οὖν ξυμμάχων τοῖς πλείστοις καὶταῖς σιταγωγοῖς ὁλκάσι καὶ τοῖς πλοίοις καὶ ὅση ἄλλη παρα-σκευὴ ξυνείπετο πρότερον εἴρητο ἐς Κέρκυραν ξυλλέγεσθαι
ὡς ἐκεῖθεν ἁθρόοις ἐπὶ ἄκραν Ἰαπυγίαν τὸν Ἰόνιον δια-βαλοῦσιν· αὐτοὶ δ’ Ἀθηναῖοι καὶ εἴ τινες τῶν ξυμμάχων
παρῆσαν, ἐς τὸν Πειραιᾶ καταβάντες ἐν ἡμέρᾳ ῥητῇ ἅμα ἕῳἐπλήρουν τὰς ναῦς ὡς ἀναξόμενοι. ξυγκατέβη δὲ καὶ ὁ ἄλλος
ὅμιλος ἅπας ὡς εἰπεῖν ὁ ἐν τῇ πόλει καὶ ἀστῶν καὶ ξένων, οἱ μὲν ἐπιχώριοι τοὺς σφετέρους αὐτῶν ἕκαστοι προπέμποντες,
οἱ μὲν ἑταίρους, οἱ δὲ ξυγγενεῖς, οἱ δὲ υἱεῖς, καὶ μετ’ ἐλπίδοςτε ἅμα ἰόντες καὶ ὀλοφυρμῶν, τὰ μὲν ὡς κτήσοιντο, τοὺς δ’
εἴ ποτε ὄψοιντο, ἐνθυμούμενοι ὅσον πλοῦν ἐκ τῆς σφετέραςἀπεστέλλοντο.
TRADUZIONE
Dopo di ciò avveniva subito la partenza per il mare verso la Sicilia. Era stato ordinato in precedente alla maggioranza degli alleati, alle navi che trasportano grano, alle navi da trasporto e a quando altro equipaggiamento accompagnasse (la spedizione) di radunarsi a Corcira, per attraversare lo Ionio tutti insieme, (partendo) da lì verso il capo della regione dei Iapigi, gli ateniesi stessi e se alcuni degli alleati avessero marciato verso il Pireo arrivando nel giorno stabilito all'aurora, avrebbero riempito le navi per salpare. Scese in massa anche tutto quanto il resto della folla, per così dire quella nella città sia di cittadini sia di forestieri, gli abitanti del posto, ciascuno dei quali accompagnava in avanti (i propri cari), gli amici, i parenti, i figli, e giungendo contemporaneamente sia con speranza sia con lamenti, poiché da una parte avevano conquistato queste cose, dall'altra pensando se avrebbero mai rivisto quelli, pensando per un quanto lungo viaggio si allontanavano da loro.