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Agesilao un modello di virtù versione di greco di Senofonte
Inizio: Εì δε καλòν ευρημα ...Fine: ...εκεινους οις επολεμει
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Alessandro Magno giunto ad Ilio sacrifica ad Atena
Versione di Greco di Arriano
λέγουσι δὲ καὶ πρῶτον ἐκ[ῆς νεὼς σὺν τοῖς ὅπλοις ἐκβῆναι αὐτὸν ἐς τὴν γῆν τὴν Ἀσίαν καὶ βωμοὺς ἱδρύσασθαι ὅθεν τε ἐστάλη ἐκ τῆς Εὐρώπης καὶ ὅπου ἐξέβη τῆς Ἀσίας Διὸς ἀποβατηρίου καὶ Ἀθηνᾶς καὶ Ἡρακλέους. ἀνελθόντα δὲ ἐς Ἴλιον τῇ τε Ἀθηνᾷ θῦσαι τῇ Ἰλιάδι, καὶ τὴν πανοπλίαν τὴν αὑτοῦ ἀναθεῖναι ἐς τὸν νεών, καὶ καθελεῖν ἀντὶ ταύτης τῶν ἱερῶν τινα ὅπλων ἔτι ἐκ τοῦ Τρωικοῦ ἔργου σωζόμενα. καὶ ταῦτα λέγουσιν ὅτι οἱ ὑπασπισταὶ ἔφερον πρὸ αὐτοῦ ἐς τὰς μάχας.
TRADUZIONE
Dicono anche che egli fu il primo a balzare completamente armato in terra d'Asia e che sia nel punto dove era partito dall'Europa, sìa dove era approdato in Asia innalzò altari a Zeus protettore dello sbarco, ad Atena e a Eracle. Salito a Ilio, sacrificò ad Atena Iliade, e dedicò nel tempio la sua armatura completa, e prese in cambio alcune delle armi sacre conservate dal tempo della guerra troiana. Queste armi si dice che gli ipaspiti portassero dinanzi a lui nella battaglia.
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Enna città dell'entroterra della Sicilia
Versione di greco di Strabone
traduzione dal libro Didaxis
pochi abitano Enna nell'entroterra, nella quale c'è un tempio di Demetra, che si trova su un colle, tutta cinta da estesi altipiani coltivati. i disertori al seguito di Euno la danneggiarono moltissimo assediandola per molto tempo, e furono allontanati a stento dai romani; subivano (le stesse cose) la stessa sorte sia i Cataniesi, che i Tauromeni e altri più numerosi.
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Deucalione e il diluvio universale
versione greco Apollodoro traduzione libro didaxis
Dunque nacque il figlio di Prometeo, Deucalione. questo che governava i luoghi attorno a Ptia, sposò Pirra la figlia di Epimeteo e di Pandora, che gli dei plasmavano come prima donna. quando Zeus volle annientare la stirpe del bronzo, avendoglielo suggerito prometeo, deucalione costruita un'arca, e, poste dentro le cose necessarie, si imbarcò su questa con Pirra. Zeus poi rovesciando dal cielo un acquazzone sulla città, sommerse la maggior parte delle regioni della Grecia, sicchè tutti gli uomini vennero uccisi, eccetto pochi che si rifugiarono verso le vicine alture. allora anche le parti presso la Tessaglia si separarono e tutte le parti al di fuori dell'istmo e del Peloponneso furono annientate. Allora Deucalione nell'arca attraverso il mare, trasportato per 9 giorni e 9 notti approdò a Parnaso, e là essendo cessate le piogge, dopo esser uscito dall'arca fece un sacrificio a Zeus protettore dei fuggiaschi. Allora zeus avendogli inviato Ermes gli permise di scegliere ciò che voleva: egli voleva che da lui nascessero degli uomini. e col consenso di Zeus, prendendo delle pietre le gettò oltre la sua testa e quelli che gettava Deucalione divennero uomini, quelli che gettava Pirra, invece, divennero donne.
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Le DOTI DI ALESSANDRO MAGNO
VERSIONE DI GRECO DI ARRIANO
TRADUZIONE DAL LIBRO didaxis
καὶ τὸν θυμὸν τοῖςστρατιώταις ἐπᾶραι καὶ ἐλπίδων ἀγαθῶν ἐμπλῆσαι καὶτὸ δεῖμα ἐν τοῖς κινδύνοις τῷ ἀδεεῖ τῷ αὑτοῦ ἀφανίσαι͵ξύμπαντα ταῦτα γενναιότατος. καὶ οὖν καὶ ὅσα ἐντῷ ἐμφανεῖ πρᾶξαι͵ ξὺν μεγίστῳ θάρσει ἔπραξεν͵ ὅσατε φθάσας ὑφαρπάσαι τῶν πολεμίων͵ πρὶν καὶ δεῖσαίτινα αὐτὰ ὡς ἐσόμενα͵ προλαβεῖν δεινότατος· καὶ τὰμὲν ξυντεθέντα ἢ ὁμολογηθέντα φυλάξαι βεβαιότατος͵πρὸς δὲ τῶν ἐξαπατώντων μὴ ἁλῶναι ἀσφαλέστατος͵χρημάτων τε ἐς μὲν ἡδονὰς τὰς αὑτοῦ φειδωλότατος͵ἐς δὲ εὐποιΐαν τῶν πέλας ἀφθονώτατος. Εἰ δέ τι ἐπλημμελήθη Ἀλεξάνδρῳ δι΄ ὀξύτητα ἢὑπ΄ ὀργῆς͵ ἢ εἴ τι ἐς τὸ ὑπερογκότερον προήχθη βαρβαρίσαι͵ οὐ μεγάλα τίθεμαι ἔγωγε͵ εἰ τὴν νεότητά τέτις τὴν Ἀλεξάνδρου μὴ ἀνεπιεικῶς ἐνθυμηθείη καὶ τὸδιηνεκὲς τῆς εὐτυχίας καὶ τοὺς πρὸς ἡδονήν͵ οὐκ ἐπὶτῷ βελτίστῳ͵ τοῖς βασιλεῦσι ξυνόντας τε καὶ ἐπὶ κακῷξυνεσομένους· ἀλλὰ μεταγνῶναί γε ἐφ΄ οἷς ἐπλημμέλησε μόνῳ οἶδα τῶν πάλαι βασιλέων Ἀλεξάνδρῳὑπάρξαι ὑπὸ γενναιότητος. οἱ δὲ πολλοί͵ εἰ καί τιἔγνωσαν πλημμελήσαντες͵ οἱ δὲ τῷ προηγορεῖν αὐτοῦ͵ὡς καλῶς δὴ πραχθέντος͵ ἐπικρύψειν οἴονται τὴνἁμαρτίαν͵ κακῶς γιγνώσκοντες. μόνη γὰρ ἔμοιγε δοκεῖἴασις ἁμαρτίας ὁμολογεῖν τε ἁμαρτόντα καὶ δῆλον εἶναιἐπ΄ αὐτῷ μεταγιγνώσκοντα͵ ὡς τοῖς τε παθοῦσί τι ἄχαριοὐ πάντῃ χαλεπὰ τὰ παθήματα φαινόμενα͵ εἰ ὁ δράσαςαὐτὰ ξυγχωροίη ὅτι οὐ καλὰ ἔδρασεν͵ αὐτῷ τέ τινιἐς τὸ μέλλον ταύτην ἐλπίδα ἀγαθὴν ὑπολειπομένην͵μή ποτε ἂν παραπλήσιόν τι ἁμαρτεῖν͵ εἰ τοῖς πρόσθεν
πλημμεληθεῖσιν ἀχθόμενος φαίνοιτο. ὅτι δὲ ἐς θεὸντὴν γένεσιν τὴν αὑτοῦ ἀνέφερεν͵ οὐδὲ τοῦτο ἐμοὶδοκεῖ μέγα εἶναι αὐτῷ τὸ πλημμέλημα͵ εἰ μὴ καὶσόφισμα ἦν τυχὸν ἐς τοὺς ὑπηκόους τοῦ σεμνοῦ ἕνεκα
E nel sollevare l'animo dei soldati, riempirli di buone speranze, togliere loro la paura nei pericoli, mostrandosi lui stesso impavido, in tutto questo eccelleva grandemente. E dunque, quando era manifesto ciò che si doveva fare, egli dispiegava nell'azione il più grande coraggio; quando, invece, si doveva ghermire una vittoria prevenendo i nemici, era abilissimo nel colpire prima ancora che qualcuno potesse temere ciò che sarebbe accaduto. Nel rispetto dei patti e degli accordi fu fidatissimo, e sicuro nel non farsi prendere in trappola dagli ingannatori. Risparmiava il denaro se si trattava dei propri piaceri, ma ne era prodigo per fare del bene a chi gli era vicino. Se qualche errore Alessandro ha commesso per precipitazione o per ira, o se fu spinto in modo troppo arrogante a imitare i costumi dei barbari, non la giudico una cosa importante, se si considera non senza indulgenza la giovinezza di Alessandro, la continuità della sua buona fortuna e la presenza di quei cortigiani disposti sempre ad adulare i re e non a migliorarli, e che sempre saranno uniti ai re per il loro danno. Però, tra i re antichi io so che solo ad Alessandro la nobiltà dell'indole permise di pentirsi degli errori che aveva commesso I più invece se anche sono consapevoli di essersi comportati mal credono di nascondere il proprio errore col difenderlo sostenendo di aver agito giustamente. ma pensano male unico rimedio ad un errore è ammetterlo e mostrarsene pentiti. Così a chi ha subito un'ingiustizia non
sembrano del tutto insopportabili le proprie sofferenze, se chi lo ha offeso riconosce di avere agito male, e a costui per il futuro resta una buona speranza di non cadere in una colpa simile, se si mostra addolorato degli errori passati. Quanto poi al fatto che Alessandro rìconduceva la propria nascita a un dio, neppure questa mi sembra una grave colpa, se non era forse un espediente per apparire agli occhi dei sudditi più degno di rispetto.