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COMMIATO DI PANTEA DAL MARITO ABRADATA
VERSIONE DI GRECO di Senofonte
TRADUZIONE dal libro Dianoia
Ἡ μὲν ταῦτα εἶπεν· ὁ δὲ Ἀβραδάτας ἀγασθεὶς τοῖς λόγοις καὶ θιγὼν αὐτῆς τῆς κεφαλῆς ἀναβλέψας εἰς τὸν οὐρανὸν ἐπηύξατο· Ἀλλ᾽, ὦ Ζεῦ μέγιστε, δός μοι φανῆναι ἀξίῳ μὲν Πανθείας ἀνδρί, ἀξίῳ δὲ Κύρου φίλῳ τοῦ ἡμᾶς τιμήσαντος. ταῦτ᾽ εἰπὼν κατὰ τὰς θύρας τοῦ ἁρματείου δίφρου ἀνέβαινεν ἐπὶ τὸ ἅρμα. ἐπεὶ δὲ ἀναβάντος αὐτοῦ κατέκλεισε τὸν δίφρον ὁ ὑφηνίοχος, οὐκ ἔχουσα ἡ Πάνθεια πῶς ἂν ἔτι ἄλλως ἀσπάσαιτο αὐτόν, κατεφίλησε τὸν δίφρον· καὶ τῷ μὲν προῄει ἤδη τὸ ἅρμα, ἡ δὲ λαθοῦσα αὐτὸν συν-εφείπετο, ἕως ἐπιστραφεὶς καὶ ἰδὼν αὐτὴν Ἀβραδάτας εἶπε· Θάρρει, Πάνθεια, καὶ χαῖρε καὶ ἄπιθι ἤδη. ἐκ τούτου δὴ οἱ εὐνοῦχοι καὶ αἱ θεράπαιναι λαβοῦσαι ἀπῆγον αὐτὴν εἰς τὴν ἁρμάμαξαν καὶ κατακλίναντες κατεκάλυψαν τῇ σκηνῇ. οἱ δὲ ἄνθρωποι, καλοῦ ὄντος τοῦ θεάματος τοῦ τε Ἀβρα-δάτου καὶ τοῦ ἅρματος, οὐ πρόσθεν ἐδύναντο θεάσασθαι αὐτὸν πρὶν ἡ Πάνθεια ἀπῆλθεν
TRADUZIONE
Lieto per queste parole Abradata le posò una mano sul capo e levando gli occhi alcielo così pregò: "o sommo Zeus fa che io possa mostrarmi un degno marito di Pantea e un degno amico di ciro che tanto ci onorò" Poi attraverso lo sportello del cassone montò sul carro e allora Pantea dopo che l'aiutante ebbe rinchiuso lo sportello non avendo più modo di abbracciare il marito baciò lo stesso sedile. E già il carro avanzava e Pantea lo seguiva ll'insaputa del marito quando Abradata volgendosi indietro la vide e disse "coraggio Pantea e addio! su torna indietro!" Gli eunuchi e le ancelle la presero e la riortarono alla carrozza poi ve la fecero distendere e tirarono le tende per sottrarla a sguardi estranei. E nonostante lo spettacolo magnifico offerto da Abradata e dal suo carro nessuno potè rivolgervi lo sguardo prima che Pantea si fosse allontanata.
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Il tiranno Gerone racconta la sua vita al poeta Simonide
VERSIONE DI GRECO di Senofonte
TRADUZIONE dal libro Dianoia
Inizio: Ό δε τυραννος ως υπο
Fine : καταθεσθαι τα κακα λυσιτελει
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Dure accuse di Licurgo contro Lisicle
VERSIONE DI GRECO di Diodoro Siculo
TRADUZIONE dal libro DIANOIA N. 834 PAGINA 104
inizio: Οι δ'Αθηναιοι μετά τήν ητταν Λυσικλεους μεν του στρατεγου θαυατον κατεγνοσαν Λυκουργου του ρητορος κατηγορησαντος.
fine: ...υπομνημα γεγονως αισχυνης και ονειδους τή πατριδι.
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ALESSANDRO DOMA BUCEFALO
versione di greco TRADUZIONE dal libro Dianoia
Alessandro, dopo esser corso subito verso il cavallo, afferrate le redini, lo volse verso il sole, verosimilmente pensando che esso si immobilizzasse vedendo che la propria ombra era proiettata al suolo e ondeggiava davanti a lui. Dopo aver galoppato con lui al trotto accarezzandolo un poco, quando vide che era fremente e pieno di ardore, dopo essersi sfilato il mantello e essersi sollevato, gli saltò in groppa senza paura. Afferrato per un attimo il morso con le briglie, senza colpirlo, né strattonarlo lo domò Quando vide che il cavallo aveva abbandonato atteggiamento minaccioso e che era invece, smanioso di correre, dopo averlo lasciato libero lo lanciò al galoppo facendo ricorso a un intrepido grido e a un colpo di piede. Le cose più importanti erano la paura e il silenzio di quelli con Filippo. Dopo che virando fiero e soddisfatto lo fece voltare indietro correttamente, mentre tutti gli altri innalzavano grida di battaglia, si dice che il padre piangesse per la gioia, e dopo aver baciato la testa di lui che era sceso da cavallo, disse: "O figliolo, cerchi per te stesso un regno giusto: la Macedonia infatti, non ti allontana. "
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PERICLE ELOGIA LA DEMOCRAZIA ATENIESE
VERSIONE DI GRECO di Tucidide
TRADUZIONE dal libro Dianoia
Abbiamo una costituzione che non emula le leggi dei vicini, in quanto noi siamo più di esempio ad altri che imitatoti degli altri; poiché essa è retta in modo che i diritti civili spettino alla maggioranza, essa è chiamata democrazia: di fronte alle leggi per quanto riguarda gli interessi privati a tutti spetta la parità, mentre per quanto riguarda la considerazione pubblica nell'amministrazione dello Stato ciascuno è preferito a seconda del suo emergere in un determinato campo, non per la provenienza da una classe sociale più che per quello che vale. E per quanto riguarda la povertà se uno può fare qualcosa di buono alla citta non ne è impedito dall'oscurità del suo rango sociale. liberamente noi viviamo nei rapporti con la comunità e in tutto quanto riguarda il sospetto che sorge dai rapporti reciproci nelle abitudini giornaliere senza adirarci col vicino se fa qualcosa secondo il suo piacere e senza infliggerci a vicenda molestie che non sono dannose ma sono spiacevoli ai nostri occhi. Senza danneggiarci esercitiamo reciprocamente i rapporti privati e nella vita pubblica la reverenza soprattutto ci impedisce di violare le leggi, in obbedienza a coloro che sono nei posti di comando, e alle istituzioni poste a tutela di chi subisce ingiustizia, e in particolare a quelli che, pur essendo non scritte, portano a chi le infrange una vergogna riconosciuta da tutti.