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LA MENSA DEL SOLE
VERSIONE DI GRECO di Erodoto
TRADUZIONE dal libro Dianoia
TRADUZIONE
Si dice che la mensa del sole sia di tal fatta: nel sobborgo vi è un prato pieno di carni cotte di tutti i quadrupedi, sul quale durante la notte quelli fra i cittadini che, a turno, occupano le cariche pubbliche hanno cura di porre le carni e di giorno chi vuole accostarsi se ne ciba: gli abitanti del luogo dicono che è la terra stessa a produrre queste carni di volta in volta. Si dice quindi che la mensa del Sole sia tale.
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SGOMENTO A ROMA
TRADUZIONE dal libro Dianoia
TRADUZIONE
La città dopo che fu annunciata la disgrazia quelli non solo piangevano nelle strade invocando i familiari ma compiangevano anche se stessi che al più presto sarebbero stati presi dai nemici. Le donne supplicavano nei templi con i figli di fare cessare finalmente la sventura della città, i comandanti propiziavano gli dei con offerte e sacrifici, se qualche motivo di ira li turbava di essere stanchi per gli avvenimenti. Il senato mandò a Delfi Quinto Fabio, scrittore di questa impresa per consultare l'oracolo sulle cose presenti. Poi liberò circa ottomila schiavi dei padroni che li cedevano, ordinò che tutti nella città fabbricassero scudi e archi e radunò alcuni alleati, così come Claudio Marcello che si accingeva a navigare verso la sicilia, spostò la guerra di Annibale. Quello assegnò il viaggio al collega di comando Furio e mandò la parte verso la Sicilia, egli stesso conducendo gli schiavi e quanti altri dei cittadini e degli alleati poteva. FECE giungere tutti che erano circa 10 mila fanti e duemila cavalieri a Teano e sorvegliare qualsiasi cosa Annibale avesse intenzione di fare.
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Il proemio delle storie di Tucidide
VERSIONE DI GRECO di Tucidide
TRADUZIONE dal libro Dianoiap 159 n 169
Θουκυδίδης Ἀθηναῖος ξυνέγραψε τὸν πόλεμον τῶν ελοποννησίων καὶ Ἀθηναίων, ὡς ἐπολέμησαν πρὸς ἀλλήλους, ἀρξάμενος εὐθὺς καθισταμένου καὶ ἐλπίσας μέγαν τε ἔσεσθαι καὶ ἀξιολογώτατον τῶν προγεγενημένων, τεκμαιρόμενος ὅτι ἀκμάζοντές τε ᾖσαν ἐς αὐτὸν ἀμφότεροι παρασκευῇ τῇ πάσῃ καὶ τὸ ἄλλο Ἑλληνικὸν ὁρῶν ξυνιστάμενον πρὸς ἑκατέρους, τὸ μὲν εὐθύς, τὸ δὲ καὶ ιανοούμενον. κίνησις γὰρ αὕτη μεγίστη δὴ τοῖς Ἕλλησιν ἐγένετο καὶ μέρει τινὶ τῶν βαρβάρων, ὡς δὲ εἰπεῖν καὶ ἐπὶ πλεῖστον ἀνθρώπων. τὰ γὰρ πρὸ αὐτῶν καὶ τὰ ἔτι παλαίτερα σαφῶς μὲν εὑρεῖν διὰ χρόνου πλῆθος ἀδύνατα ἦν, ἐκ δὲ τεκμηρίων ὧν ἐπὶ μακρότατον σκοποῦντί μοι πιστεῦσαι ξυμβαίνει οὐ μεγάλα νομίζω γενέσθαι οὔτε κατὰ τοὺς πολέμους οὔτε ἐς τὰ ἄλλα
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Il mito di Eco
VERSIONE DI GRECO di Longo sofista
TRADUZIONE dal libro Dianoia
TRADUZIONE
Eco, nacque in quanto mortale dal padre mortale e bella in quanto la madre bella. Fu nutrita dalle Ninfe, dalle Muse e fi istruita a suonare lo zufolo, a suonare il flauto oltre alla lira, oltre alla cedra tutto il canto cosicchè essendo stato tutta intesa al fiore della verginità cantava insieme alle Ninfe, cantava con le Muse, evitava tutti i maschi sia umani che dei, amava la condizione di verginità. Pan si adirò con la anciulla, poiché invidiava la musica e non trovando bellezze, e scagliando la pazzia ai pastori e ai caprai. Nel modo in cui i cani oppure i lupi la sconvolgono e gettava via verso tutta la terra ancora. E la Terra essendo gradita alle Ninfe nascose tutte le canzoni. E conservò la musica e lascia andare la voce al buon senso delle Muse e riproduce tutto, nel modo in cui prima la ragazza degli uomini, strumenti, animali, riproduce suonando lo zufolo lo stesso.
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Il governo di Pericle
VERSIONE DI GRECO di Plutarco
TRADUZIONE dal libro Dianoia
inizio: Ως ουν πανταπασι λυθεισης της διαφορας, και της πολεως
fine: κατα καιρον δε δηγμους και φαρμακα προσφεροντα σωτηρια