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Οι Αργειοι εγκαλεσαντες τοις Λακεδαιμονιοις οτι τα θυματα ουκ απεστειλαν τω Απολλωνι τω Πυθιω... τους πολεμιους εις μαχην. (da Tucidide)
Gli Argivi, dopo aver chiesto agli Spartani perché non facevano sacrifici ad Apollo tramite la Pizia, dichiararono guerra contro di loro. Alcibiade, comandante degli Ateniesi, andava verso l'Argea in forze (avendo forza). Gli Argivi allora portarono guerra contro di lui verso Trezene, città alleata con gli Spartani e dopo aver depredato (λεηλᾰτέω) la regione, si ritirarono. Questo irritò (παροξύνω) gli Spartani i quali dichiararono guerra agli Argivi: perciò, riunite le truppe, misero sul regno Agide. Egli combatté contro gli Argivi ed attaccò la regione, nei pressi della città chiamava fuori (προκᾰλέω) i nemici in battaglia.
(By Geppetto)
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Ερμης γνωναι βουλομενος εν τινι τιμη παῥ ανθρωποις εστιν, ηκεν...
Ermes, volendo sapere in quale onore era (lett.è) presso gli uomini, andava facendosi simile ad un uomo al laboratorio di uno scultore. E vedendo una statua di Zeus, chiedeva a quanto poteva essergli venduta. Poichè quello diceva "Una dracma" ridendo diceva "Quanto quella di Era?" "Di più" (Ermes), vedendo anche la sua statua pensando che presso gli uomini, poiché era anche messaggero degli déi e protettore del commercio, la sua fama fosse molta chiedeva anche sulla sua. Ma quello gli rispondeva: "se comprerai quelle due ti darò anche questa in regalo. La favola si adatta all'uomo vanaglorioso, che però non è in nessuna stima presso gli altri.
ULTERIORE PROPOSTA DI TRADUZIONE
Ermes, volendo sapere in quale considerazione fosse fra gli uomini, si recava nello studio di uno scultore dopo che aveva assunto sembianze (εἰκάζω) di uomo. E, vedendo la statua di Zeus, chiedeva (ἐρωτάω) per quanto uno la potesse acquistare (ὠνέομαι). Poiché quello rispondeva: "(il prezzo) Di una dracma", (Ermes) diceva: "Quanto quella di Era?". Poiché (l'altro) rispondeva: "Di più", visto che vedeva anche la sua statua e, essendo messaggero degli dei e procuratore di guadagno (per gli uomini) e che molto la sua fama fosse presso gli uomini, domandava circa la sua (statua). Lo scultore diceva: "Se le comprerai ambedue, ti darò questa in omaggio". Racconto per l'uomo vanaglorioso che non è in alcuna stima presso gli altri.
(By Geppetto)
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Επει δ' εργασια αμφοτερα, τα ενδον και τα εξω, και εργων και επιμελειας δειται...Η γυνη εφυ γαρ τεκνοτροφος.
Poiché entrambe le attività quelle di dentro e quelle di fuori si ha bisogno di cura e di lavori, dio predispose la natura, come a me pare, che le attività per dentro si prenda cura la donna, quelle invece per fuori l'uomo. Infatti predispose che il corpo e la mente dell'uomo possa sopportare meglio i freddi e i calori delle marce e del servizio militare, cosicché a lui predispose le attività di fuori; alla donna invece dio mi sembra che avendo predisposto per natura un corpo meno dotato per queste cose a lei di compiere le attività di dentro. Poiché alla donna fu connaturata ed affidò l'allevamento dei figli appena nati, e mise di amare teneramente i bambini appena nati più a lei che all'uomo. La donna infatti fu per natura educatrice di figli
(By Stuurm) ).
ULTERIORE PROPOSTA DI TRADUZIONE
Poichè entrambi i lavori non solo il lavoro che si svolge all'interno ma anche quello che si svolge fuori hanno bisogno di impegno il dio dispose la natura, come mi sembra, la natura per i lavori e le incombenze dell'interno mentre [quella] dell'uomo per i lavori all'esterno. In effetti ha fatto in modo che il fisico e l'animo maschile fossero maggiormente in grado di resistere a freddo e caldo e viaggi e spedizioni militari; pertanto gli assegnò i compiti esterni. Il dio generò, mi sembra, invece il corpo della donna meno adatto per queste cose e "riferì di aver detto "mi sembra che la divinità gli ordinò i lavori da svolgere dentro. Poichè nella donna generò e assegnò il nutrimento dei figli neonati le assegnò la responsabilità di amare i piccoli più che all'uomo. La donna infatti è per natura quella che educa i figli.
(By Vogue)
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Μετα δε ταυτα θερους μεσουντος ηδη η αναγωγη εγιγνετο ες την Σικελιαν. Των μεν ουν ξυμμαχων τοις πλειστοις... οσον πλουν εκ της σφετερας απεστελλοντο. (Tucidide)
Ma dopo questi avvenimenti quando l'estate era già nel mezzo ci fu la partenza della flotta verso la Sicilia. Dunque alla maggior parte degli alleati e alle imbarcazioni destinate al trasporto delle vettovaglie e alle navi e a tutto il rimanente corpo di spedizione che seguiva era stato detto precedentemente di radunarsi verso Corcira con il proposito di attraversare compatti da là lo Ionio verso il promontorio Iapigio; gli Ateniesi stessi invece e tutti quelli tra gli alleati che erano presenti, scesi al Pireo in un giorno prestabilito all'alba allestirono le navi con l'intenzione di salpare. E scese insieme anche tutta la restante folla per così dire che (era) nella città sia di cittadini sia di forestieri, quelli del luogo accompagnando ciascuno i propri (congiunti), chi amici, chi invece parenti e chi figli, andando sia con speranza contemporaneamente che con lamenti, (poiché) quei successi (speravano) che avrebbero conquistato, ma quelli (si chiedevano) se mai li avrebbero rivisti, considerando per quanto tratto di mare venivano mandati lontano dalla loro terra.
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Αρχεται δε ο πολεμος ενθενδε ηδη Αθηναιων και Πελοποννησιων και των εκατεροις ξυμμακων... οτι την Ελλαδα ελευθερουσιν. (Tucidide)
Inizia ora da qui la guerra degli Ateniesi, dei Peloponnesiaci e degli alleati di ciascuno dei due, nella quale neppure non si univano (ἐπιμίγνυμι) più senza l'intervento degli araldi (καταστάντες =καθίστημι participio aoristo) ma intraprendendola combattevano senza interruzione dall'una e dall'altra parte. Γέγραπται perfetto passivo di γράφω) E' stata scritta in successione a ciascuna cosa accaduta secondo le estati e gli inverni. Entrambi pensavano (imperf. Ἐπινοέω) poco o nulla ma mettevano forza (imperf. Ῥώννυμι) nella guerra inverosimilmente. Infatti iniziando tutti molto impetuosi (ὀξύς comparativo) vi prendevano parte, prima molta gioventù che era nel Pelloponneso e molta che era ad Atene volontariamente (lett. non involontariamente) si infiammavano dall'inesperienza della guerra. Anche tutta la restante (parte della) Grecia era in attesa di coloro che andavano (σύνειμι part. ) delle prime città. Si dicevano molte predizioni, molte profezie risuonavano fra coloro che stavano per combattere e nelle altre città. Anche Delo poco prima di queste cose (aor. pass. Κινέω) subì un evento sismico (aor. pass. Κινέω) che aveva tremato come non mai (σεισθεῖσα participio aoristo σείω) (perf. Μιμνήσκω) i Greci si ricordavano a causa di questo. Si diceva e sembrava che fossero segnali (σημαίνω) sugli avvenimenti che sarebbero accaduti. Tutti investigavano (ἀναζητέω) se accadeva anche che si fosse verificato qualcun altro di tale modo (ξυνέβη aσυμβαίνω). La benevolenza degli uomini propendeva più verso gli Spartani soprattutto dopo che essi dissero che liberavano la Grecia.
(Traduzione letterale by Vogue)