Ο δε τυραννος ως υπο παντων ανθρωπων κατακεκριμενος δί αδικιαν υποθνησκειν ουτως, ω Σιμωνιδης... αντιπαρασχοιτο αποθανουμενας:"

Ma il tiranno, sappilo bene, Simonide, vive notte e giorno co­me se l'intera umanità l'avesse condannato a morte per i suoi soprusi ". Dopo aver ascoltato fino in fondo questo discorso, Smonide chiese: " Ierone, se essere un tiranno è una condizione tanto penosa e tu ne sei convinto, perché mai non ti liberi di un male così grande? Perché, anzi, né tu né alcun altro, una volta impadronitosi della tirannide, ha mai rinunciato ad essa spontaneamente?" "Perché" rispose Ierone" anche sotto questo aspetto, Simonide, la tirannide è una grandissima sventura: non è possibile, infatti, disfarsene. Potrebbe mai un tiranno essere in grado di restituire le ricchezze a tutti quelli cui le ha strappate con la violenza, o sopportare tanta prigionia quanta ne ha imposto; oppure per tutti quelli che ha condannato a morte, potrebbe offrire, in cambio, alla morte vite sufficienti?