- Dettagli
- Scritto da Anna Maria Di Leo
- Categoria: ANTROPON ODOI - versioni greco tradotte
- Visite: 3
Antropon Odoi pagina 23 numero 12
Inizio: οι των Αθηνων πολιται εν θ δεμοκρατια διαγουσιν. - δημοκρατια απο της μοναρχιας διαφερειν θ κοινωνια και τη ισονομια της πολιτειας, ... Fine αει δε εις εργασιας αναγκαζουσι και της ελευθεριας στερουσιν.
- Dettagli
- Scritto da Anna Maria Di Leo
- Categoria: ANTROPON ODOI - versioni greco tradotte
- Visite: 3
Amore e Psiche VERSIONE DI GRECO DI APULEIO dal Libro Anthropon odoi Versione numero 70 pagina 94
traduzione n. 1
C'era una volta una fanciulla di nobili origini e di straordinaria bellezza, chiamata Psiche. Eros, essendo colpito dalla bellezza di Psiche, rapiva la fanciulla e la conduceva a casa. Ma il dio si avvicinava alla niìnfa solamente di notte; ella non poteva vedere il volto dell'amato. Infine una volta Psiche illuminava con una torcia Eros mentre dormiva e riconosceva il dio. Eros era adirato; Afrodite voleva punire la fanciulla. Dapprima ordinava a Psiche di dividere i semi delle diverse piante mescolati nel mucchio; ma le formiche davano aiuto e terminavano il lavoro. Infine ordinava a Psiche di dirigersi verso l'Ade e prendere da Persefone delle boccette, Ma Zeus placava l'ira di Afrodite e dava in moglie Psiche a Eros.
traduzione n. 2
c'era una volta una fanciulla di origine nobile chiamata Psiche, che si distingueva per la bellezza dalle altre ragazze; perciò dei giovani nobili si ritiravano, non solo dalla regione, ma anche da una terra lontana, offrendosi in matrimonio. alcuni dicevano anche che psiche si fosse trasformata in una dea. afrodite, che era gelosa della fama della ragazza, mandava il figlio eros chiedendo di lanciare la ragazza verso l'amore di un uomo confuso e brutto. ma eros quando vedeva psiche, trattenuto per la bellezza, rapiva la ragazza e la conduceva verso una meravigliosa casa. là psiche conduceva una vita felice con il bellissimo amato, ma ignorava che il ragazzo fosse un dio. eros infatti, solo di notte aveva rapporti con la fidanzata, ella non poteva vedere il viso dell'amato. alla fine, un giorno, psiche riconosceva il dio eros che giaceva alla luce e risplendeva.
- Dettagli
- Scritto da Anna Maria Di Leo
- Categoria: ANTROPON ODOI - versioni greco tradotte
- Visite: 3
Sgomento ad Atene
VERSIONE DI GRECO di Tucidide
TRADUZIONE dal libro. Antropon Odoi
- Dettagli
- Scritto da Anna Maria Di Leo
- Categoria: ANTROPON ODOI - versioni greco tradotte
- Visite: 3
Una potenza pacifica
VERSIONE DI GRECO di Isocrate
TRADUZIONE dal libro Antropon odoi
Ἢν οὖν ἐμμείνητε τοῖς εἰρημένοις, καὶ πρὸς τούτοις ὑμᾶς αὐτοὺς παράσχητε πολεμικοὺς μὲν ὄντας ταῖς μελέταις καὶ ταῖς παρασκευαῖς, εἰρηνικοὺς δὲ τῷ μηδὲν παρὰ τὸ δίκαιον πράττειν, οὐ μόνον εὐδαίμονα ποιήσετε ταύτην τὴν πόλιν, ἀλλὰ καὶ τοὺς Ἕλληνας ἅπαντας. Οὐδὲ γὰρ ἄλλη τῶν πόλεων οὐδεμία τολμήσει περὶ αὐτοὺς ἐξαμαρτάνειν, ἀλλ' ὀκνήσουσι καὶ πολλὴν ἡσυχίαν ἄξουσιν, ὅταν ἴδωσιν ἐφεδρεύουσαν τὴν δύναμιν τὴν ἡμετέραν καὶ παρεσκευασμένην τοῖς ἀδικουμένοις βοηθεῖν. Οὐ μὴν ἀλλ' ὁπότερον ἂν ποιήσωσι, τό γ' ἡμέτερον καλῶς ἕξει καὶ συμφερόντως. Ἤν τε γὰρ δόξῃ τῶν πόλεων ταῖς προεχούσαις ἀπέχεσθαι τῶν ἀδικημάτων, ἡμεῖς τούτων τῶν ἀγαθῶν τὴν αἰτίαν ἕξομεν· ἤν τ' ἐπιχειρῶσιν ἀδικεῖν, ἐφ' ἡμᾶς ἅπαντες οἱ δεδιότες καὶ κακῶς πάσχοντες καταφεύξονται, πολλὰς ἱκετείας καὶ δεήσεις ποιούμενοι, καὶ διδόντες οὐ μόνον τὴν ἡγεμονίαν ἀλλὰ καὶ σφᾶς αὐτούς
- Dettagli
- Scritto da Anna Maria Di Leo
- Categoria: ANTROPON ODOI - versioni greco tradotte
- Visite: 3
Alessandro e Diogene versione di greco di Plutarco Traduzione dal libro Anthropon odoi
inizio: εις δε τον ισθμον των ελληνων fine: ει μη αλεξανδρος ημην διογενης αν ημην
Essendosi i Greci radunati all'Istmo e avendo decretato di compiere una spedizione militare con Alessandro contro i Persiani, egli fu proclamato comandante supremo. Poiché molti uomini politici e filosofi gli erano venuti incontro e si congratulavano con lui, Alessandro sperava che facesse la stessa cosa anche Diogene di Sinope, il quale soggiornava nei dintorni di Corinto. Ma siccome quello, avendo pochissima considerazione di Alessandro, passava il tempo nel Cranèo, egli stesso si diresse verso di lui; (Diogene) si trovava sdraiato al sole. E si tirò un pò su a sedere, poiché stavano venendogli incontro tanti uomini, ed osservò attentamente Alessandro. Poiché quegli, salutatolo e rivoltagli la parola, gli chiese se per caso avesse bisogno di qualcosa, rispose: «spostati un pò dal sole». Si dice che perciò Alessandro sia stato così colpito ed abbia (a tal punto) ammirato, (pur) disprezzato, l'orgoglio e la grandezza (d'animo) di (quell') uomo, che, mentre quelli del suo seguito, allontanandosi, (lo) deridevano e lo sbeffeggiavano, affermò: «E invece io, se non fossi Alessandro, vorrei essere Diogene