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L'inerzia degli ateniesi
VERSIONE DI GRECO di Demostene
TRADUZIONE
« Filippo è morto?» « No, per Zeus, ma è ammalato. » Che differenza c'è per voi? Infatti anche se costui subisse qualche accidente, voi subito creereste (creerete) un altro Filippo, se così appunto vi occupate di ciò che vi riguarda; non tanto infatti costui è diventato potente per la sua forza quanto per la vostra indolenza. Tuttavia (considerate) anche questo: se (Filippo) subisse qualche accidente e (sei gli eventi della sorte, la quale appunto (provvede a noi) sempre meglio di quanto noi provvediamo a noi stessi, ci elargissero anche questo, sappiate che soltanto stando vicino, intervenendo in tulli quanti gli avvenimenti sconvolti, ve li regolereste come volete, mentre, così come vi trovate ora. neppure concedendolo le circostanze, potreste riprendervi Anfipoli, essendone lontani sia con i prepararvi che coni pensieri).
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Eschine si è sempre comportatato come un nemico della patria
VERSIONE DI GRECO di Demostene
TRADUZIONE dal libro Greco nuova edizione
πολλὰ τοίνυν, ὦ ἄνδρες Ἀθηναῖοι, καὶ ἄλλα κατηγορηκότος αὐτοῦ καὶ κατεψευσμένου, μάλιστ’ ἐθαύμασα πάντων ὅτε τῶν συμβεβηκότων τότε τῇ πόλει μνησθεὶς οὐχ ὡς ἂν εὔνους καὶ δίκαιος πολίτης ἔσχε τὴν γνώμην οὐδ’ ἐδάκρυσεν, οὐδ’ ἔπαθεν τοιοῦτον οὐδὲν τῇ ψυχῇ, ἀλλ’ ἐπάρας τὴν φωνὴν καὶ γεγηθὼς καὶ λαρυγγίζων ᾤετο μὲν ἐμοῦ κατηγορεῖν δηλονότι, δεῖγμα δ’ ἐξέφερεν καθ’ ἑαυτοῦ ὅτι τοῖς γεγενημένοις ἀνιαροῖς οὐδὲν ὁμοίως ἔσχε τοῖς ἄλλοις.
καίτοι τὸν τῶν νόμων καὶ τῆς πολιτείας φάσκοντα φροντίζειν, ὥσπερ οὗτος νυνί, καὶ εἰ μηδὲν ἄλλο, τοῦτό γ’ ἔχειν δεῖ, ταὐτὰ λυπεῖσθαι καὶ ταὐτὰ χαίρειν τοῖς πολλοῖς, καὶ μὴ τῇ προαιρέσει τῶν κοινῶν ἐν τῷ τῶν ἐναντίων μέρει τετάχθαι· ὃ σὺ νυνὶ πεποιηκὼς εἶ φανερός, ἐμὲ πάντων αἴτιον καὶ δι’ ἔμ’ εἰς πράγματα φάσκων ἐμπεσεῖν τὴν πόλιν, οὐκ ἀπὸ τῆς ἐμῆς πολιτείας οὐδὲ προαιρέσεως ἀρξαμένων ὑμῶν τοῖς Ἕλλησι βοηθεῖν,
ἐπεὶ ἔμοιγ’ εἰ τοῦτο δοθείη παρ’ ὑμῶν, δι’ ἔμ’ ὑμᾶς ἠναντιῶσθαι τῇ κατὰ τῶν Ἑλλήνων ἀρχῇ πραττομένῃ, μείζων ἂν δοθείη δωρειὰ συμπασῶν ὧν τοῖς ἄλλοις δεδώκατε. ἀλλ’ οὔτ’ ἂν ἐγὼ ταῦτα φήσαιμι (ἀδικοίην γὰρ ἂν ὑμᾶς), οὔτ’ ἂν ὑμεῖς εὖ οἶδ’ ὅτι συγχωρήσαιτε· οὗτός τ’ εἰ δίκαι’ ἐποίει, οὐκ ἂν εἵνεκα τῆς πρὸς ἔμ’ ἔχθρας τὰ μέγιστα τῶν ὑμετέρων καλῶν ἔβλαπτε καὶ διέβαλλεν. ἀλλὰ τί ταῦτ’ ἐπιτιμῶ, πολλῷ σχετλιώτερ’ ἄλλα κατηγορηκότος αὐτοῦ καὶ κατεψευσμένου
TRADUZIONE
Dopo che, o Ateniesi, lui mi ha rivolto ed espresso molte altre accuse e menzogne, più di tutto rimasi meravigliato quando, ricordandosi delle cose accadute allora alla città, non si trovò nella disposizione in cui si sarebbe dovuto trovare un cittadino benevolo e giusto né pianse, né provò nell'animo niente di simile, anzi, alzando la voce e provando compiacimento e gridando a squarciagola pensava evidentemente di accusarmi, mentre dava dimostrazione contro se stesso che non aveva provato gli stessi sentimenti degli altri per i gravosi fatti accaduti. Eppure colui che dichiara di curarsi delle leggi della politica, come costui ora, deve avere, se non altro, questo, cioè il fatto di provare gli stessi dolori e le stesse gioie del popolo, e non schierarsi dalla parte del nemico nella scelta degli interessi comuni; ora, è chiaro che tu hai fatto ciò, dicendo che io sono causa di tutto e che la città è piombata in questa situazione per causa mia, mentre voi Ateniesi non avete intrapreso a soccorrere i Greci a partire dalla mia politica e dalle mie scelte, poichè, se ciò mi fosse concesso da voi, cioè il fatto che a causa mia voi vi opponeste ad un potere che operava contro i Greci, mi verrebbe concesso un dono più grande di tutti quelli che avete concesso agli altri. Ma né io potrei dire questo (vi farei infatti del male) e so bene che neppure voi lo permettereste; e se costui facesse cose giuste, non danneggerebbe né calunnierebbe i più grandi dei vostri valori per l'inimicizia nei miei confrontima perché giudico questi fatti, quando lui ha rivolto accuse e menzogne molto più meschine ?
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Siamo noi che abbiamo reso forte Filippo
VERSIONE DI GRECO di Demostene e traduzione
τότε μεν δη τούτον τον τρόπον είχe τα πράγματα έχείνοις χρωμένοις οις εΐπον προσταταις νννϊ δε πώς ύμϊν νπο των χρη στων τών ννν τα πράγματα ε χει αρα γε ομοίως χαϊ παραπλήσιος χαι τα μεν άλλα σιυιπώ πολλ αν ε χων είηέϊν αλλ όσης άπαντες οράτε ερημιάς επειλημμένοι και Λακεδαιμονίων μεν άπολωλότων θηβαίοιν δ ασχολων όντων τών ό άλλων οϋδενος όντος αξιοχρεω περί τών πρωτείων νμίν αντιταξα αϋαι εξόν δ ημν χαι τα ήμέτερ αυτών ασφαλώς ί χειν χαι τα των άλλων δίχαια βραβευειν απε ατερήμεΰα μεν χοίρας οικείας πλείω 8ί η χίλια και πενταν όαια τάλαντα άνηλωχαμεν εις ουδέν δέον ους δ έν τώ πολέμα συμμάχους έκτησάμε&α ειρήνης ούσης άπολωλέχασιν ούτοι εχϋρόν δ εφ ήμας αυτούς τήλιχοϋτον ήσχηχαμεν φρασατω τις έμοί παρε ϋών πυ&εν αλλο&εν ισχυρός γέγονεν η παρπαρε ημών αυτών Φίλιππος
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Non lasciatevi sfuggire anche questa occasione
VERSIONE DI GRECO di demostene
TRADUZIONE dal libro triakonta
Οὐ δεῖ δὴ τοιοῦτον, ὦ ἄνδρες Ἀθηναῖοι, παραπεπτωκότα καιρὸν ἀφεῖναι, οὐδὲ παθεῖν ταὐτὸν ὅπερ ἤδη πολλάκις πρότερον πεπόνθατε εἰ γάρ, ὅθ᾽ ἥκομεν Εὐβοεῦσιν βεβοηθηκότες καὶ παρῆσαν Ἀμφιπολιτῶν Ἱέραξ καὶ Στρατοκλῆς ἐπὶ τουτὶ τὸ βῆμα, κελεύοντες ἡμᾶς πλεῖν καὶ παραλαμβάνειν τὴν πόλιν, τὴν αὐτὴν παρειχόμεθ᾽ ἡμεῖς ὑπὲρ ἡμῶν αὐτῶν προθυμίαν ἥνπερ ὑπὲρ τῆς Εὐβοέων σωτηρίας, εἴχετ᾽ ἂν Ἀμφίπολιν τότε καὶ πάντων τῶν μετὰ ταῦτ᾽ ἂν ἦτ᾽ ἀπηλλαγμένοι πραγμάτων. καὶ πάλιν ἡνίκα Πύδνα, Ποτείδαια, Μεθώνη, Παγασαί, τἄλλα, ἵνα μὴ καθ᾽ ἕκαστα λέγων διατρίβω, πολιορκούμεν᾽ ἀπηγγέλλετο, εἰ τότε τούτων ἑνὶ τῷ πρώτῳ προθύμως καὶ ὡς προσῆκεν ἐβοηθήσαμεν αὐτοί, ῥᾴονι καὶ πολὺ ταπεινοτέρῳ νῦν ἂν ἐχρώμεθα τῷ Φιλίππῳ. νῦν δὲ τὸ μὲν παρὸν ἀεὶ προϊέμενοι, τὰ δὲ μέλλοντ᾽ αὐτόματ᾽ οἰόμενοι σχήσειν καλῶς, ηὐξήσαμεν, ὦ ἄνδρες Ἀθηναῖοι, Φίλιππον ἡμεῖς καὶ κατεστήσαμεν τηλικοῦτον ἡλίκος οὐδείς πω βασιλεὺς γέγονεν Μακεδονίας. .
TRADUZIONE n. 1
Non bisogna, o Ateniesi, lasciar sfuggire l'occasione che ci si presenta perché non vi accada di soffrire ciò che già più volte in passato avete sofferto. Se infatti, quando tornavamo dall'aver portato soccorso agli Eubeesi e si presentarono su questa tribuna, tra gli Anfipoliti, Gerace e Stratocle, esortandoci a salpare con le navi e a prendere in consegna la loro città, noi avessimo dimostrato per noi stessi il medesimo zelo che per la salvezza degli Eubeesi, voi allora avreste occupato Anfipoli e vi sareste liberati da tutti i mali che vennero dopo di ciò. E di nuovo, quando si annunciò che erano assediate Pidna, Potidea, Metone, Pegase e le altre città, per non indugiare a passarle in rassegna ad una ad una, se allora fossimo accorsi noi in aiuto, con prontezza e come si conveniva, a una sola di queste, alla prima, noi avremmo ora a che fare con un Filippo più facile da vincere e assai più umile di quello che adesso abbiamo. Ora invece, lasciando sempre andare il presente e pensando che le cose future andranno bene di per se stesse, noi, o Ateniesi, abbiamo accresciuto la potenza di Filippo e l'abbiamo reso tale quale ancora non è stato nessun re di Macedonia.
traduzione n. 2
Non si deve, o ateniesi, lasciar passare l'occasione che si è presentata e ripetere un errore commesso ormai molte volte in passato. Se, quando siamo andati a portare aiuto agli Euboic4 e lerace e Stratocle di Anfipoli da questa tribuna vi esortavano a salpare e a prendere in consegna la città, noi ci fossimo impegnati per i nostri interessi come per la salvezza degli Euboici, allora avreste avuto Anfipoli e vi sareste sbarazzati di tutti i fastidi che seguirono. E ancora, quando ci fu riferita la notizia dell'assedio di Pidna, di Potidea, di Metone, di Pagase5 e di tutte le altre città, per non dilungarmi a elencarle una per una, se soltanto noi avessimo portato aiuto in modo risoluto e adeguato alla prima di queste, ora tratteremmo con un Filippo di gran lunga più arrendevole e umile. Ma, trascurando sempre la situazione presente e pensando che gli avvenimenti futuri avrebbero trovato spontaneamente ùìia risoluzione, noi, o Ateniesi, abbiamo rafforzato Filippo e lo abbiamo già innalzato a una posizione a cui nessun re macedone era mai arrivato.
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Il dovere di Atene
Versione di greco di Demostene
versione di greco dal libro Triakonta