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Μενέλαος δὲ αἰσθόμενος τὴν ἁρπαγὴν ἧκεν εἰς Μυκήνας πρὸς Ἀγαμέμνονα, καὶ δεῖται στρατείαν ἐπὶ Τροίαν ἀθροίζειν καὶ στρατολογεῖν τὴν Ἑλλάδα. ὁ δὲ πέμπων κήρυκα πρὸς ἕκαστον τῶν βασιλέων τῶν ὅρκων ὑπεμίμνησκεν ὧν ὤμοσαν, καὶ περὶ τῆς ἰδίας γυναικὸς ἕκαστον ἀσφαλίζεσθαι παρῄνει, ἴσην λέγων γεγενῆσθαι τὴν τῆς Ἑλλάδος καταφρόνησιν καὶ κοινήν. ὄντων δὲ πολλῶν προθύμων στρατεύεσθαι, παραγίνονται καὶ πρὸς Ὀδυσσέα εἰς Ἰθάκην. Ὅτι Ὀδυσσεὺς μὴ βουλόμενος στρατεύεσθαι προσποιεῖται μανίαν· Παλαμήδης δὲ ὁ Ναυπλίου ἤλεγξε τὴν μανίαν ψευδῆ, καὶ προσποιησαμένῳ μεμηνέναι παρηκολούθει· ἁρπάσας δὲ Τηλέμαχον ἐκ τοῦ κόλπου τῆς Πηνελόπης ὡς κτενῶν ἐξιφούλκει. Ὀδυσσεὺς δὲ περὶ τοῦ παιδὸς εὐλαβηθεὶς ὡμολόγησε τὴν προσποίητον μανίαν καὶ στρατεύεται. ὁ δὲ οὐ βουλόμενος στρατεύεσθαι προσποιεῖται μανίαν. Παλαμήδης δὲ ὁ Ναυπλίου ἤλεγξε τὴν μανίαν ψευδῆ, καὶ προσποιησαμένου μεμηνέναι παρηκολούθει. ἁρπάσας δὲ Τηλέμαχον ἐκ τοῦ Πηνελόπης κόλπου ὡς κτενῶν ἐξιφούλκει. Ὀδυσσεὺς δὲ περὶ τοῦ παιδὸς εὐλαβηθεὶς ὡμολόγησε τὴν προσποίητον μανίαν καὶ στρατεύεται. Ὅτι Ὀδυσσεὺς λαβὼν αἰχμάλωτον Φρύγα ἠνάγκασε γράψαι περὶ προδοσίας ὡς παρὰ Πριάμου πρὸς Παλαμήδην· καὶ χώσας ἐν ταῖς σκηναῖς αὐτοῦ χρυσὸν τὴν δέλτον ἔρριψεν ἐν τῷ στρατοπέδῳ. Ἀγαμέμνων δὲ ἀναγνοὺς καὶ εὑρὼν τὸν χρυσόν, τοῖς συμμάχοις αὐτὸν ὡς προδότην παρέδωκε καταλεῦσαι.
Quando Menelao si accorgeva del rapimento, andava a Micene da Agamennone, e (gli) chiede un esercito per marciare contro Troia e di arruolare la Grecia. Eglimandava dei messaggeri presso ciascuno dei re e rammentava (loro) i giuramenti che avevano fatto, e li esortava a lottare ognuno per l'incolumità della propria sposa, dicendo che quell'affronto aveva colpito l'Ellade intera. Poichè erano in molti ad aver desiderio di combattere si presentano anche a Itaca, da Odisseo. Ma Odisseo poiché non voleva combattere si finge(va) pazzo. Palamede, figlio di Nauplio, capisce la finta pazzia e decise di smascherarlo. Dopo aver rapito Telemaco dalle braccia di Penelope, come per ucciderlo estraeva la spada. Allora Odisseo si tradiva, confessava la sua finta pazzia, e combatteva. Ma Odisseo prendendo un prigioniero frigio, lo costrinse a scrivere una lettera sui tradimenti, come (se fosse inviata) da Priamo a Palamede, poi, dopo aver nascosto dell'oro nella tenda di Palamede, lasciò cadere quella lettera in mezzo all'accampamento. Agamennone dopo averla letta trovò l'oro, e consegnava Palamede agli alleati perché venisse lapidato come traditore.
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Θεσευς Ηρακλει συστρατευσαμενος επι Αμαζοντας ηρπασε Γλαυκην και Μελανιππην, εξ ης εσχε παιδα Ιππολυτον. Λαμβανει δε παρα Δευκαλιωνος Φαιδραν... Γενομενου δε του αρρητου ερωτος περιφανους εαυτην ανηρτησε Φαιδρα.
Teseo, avendo combattuto insieme a Eracle contro le Amazzoni, rapì Glauce e Melanippe e da questa ebbe un figlio, Ippolito. Prende poi da Deucalione Fedra, la figlia di Minosse; da questa genera due figli, Acamante e Demofonte. Fedra dunque si innamora del figlio dell'Amazzone, Ippolito, e gli chiede di unirsi a lei. Ma quello, detestando tutte le donne, evitò l'accoppiamento. Ma poiché Fedra temette che lo calunniasse al padre, ritenendo che bisognasse nascondere la verità, dopo aver chiuso le porte della sua camera da letto e dopo essersi lacerata le vesti, avanzò un'accusa di violenza contro Ippolito. Teseo, prestando fede a lei, pregò Poseidone che Ippolito fosse ucciso. Il dio, mentre egli correva sul carro e viaggiava presso il mare, mandò fuori dalle onde un toro. Essendosi spaventati i cavalli, il carro si rovesciò. Ippolito, impigliatosi nelle redini, morì trascinato. Quando l'indicibile amore divenne manifesto, Fedra si impiccò.
ANALISI DEI VERBI
VERBI
συστρατευσάμενος: participio aoristo medio, nominativo maschile singolare, da συστρατεύω (combattere insieme).
ἤρπασε: indicativo aoristo attivo, terza persona singolare, da ἁρπάζω (rapire).
ἔσχε: indicativo aoristo attivo, terza persona singolare, da ἔχω (avere).
λαμβάνει: indicativo presente attivo, terza persona singolare, da λαμβάνω (prendere).
γεννᾷ: indicativo presente attivo, terza persona singolare, da γεννάω (generare).
ἐρᾷ: indicativo presente attivo, terza persona singolare, da ἐράω (amare).
δεῖται: indicativo presente medio-passivo, terza persona singolare, da δέω (chiedere, aver bisogno).
συνελθεῖν: infinito aoristo attivo, da συνέρχομαι (unirsi, incontrarsi).
μισῶν: participio presente attivo, nominativo maschile singolare, da μισέω (odiare).
ἔφυγεν: indicativo aoristo attivo, terza persona singolare, da φεύγω (fuggire, evitare).
δείσασα: participio aoristo attivo, nominativo femminile singolare, da δείδω (temere).
διαβάλῃ: congiuntivo aoristo attivo, terza persona singolare, da διαβάλλω (calunniare, accusare).
νομίσασα: participio aoristo attivo, nominativo femminile singolare, da νομίζω (ritenere).
εἶναι: infinito presente attivo, da εἰμί (essere).
κρυπτέον: aggettivo verbale (da intendersi con estin sottinteso per formare una perifrastica passiva impersonale), neutro nominativo singolare, da κρύπτω (nascondere).
κατασχοῦσα: participio aoristo attivo, nominativo femminile singolare, da κατέχω (chiudere, trattenere).
σπαράξασα: participio aoristo attivo, nominativo femminile singolare, da σπαράσσω (lacerare).
κατεψεύσατο: indicativo aoristo medio, terza persona singolare, da καταψεύδομαι (mentire contro, accusare falsamente).
πιστεύσας: participio aoristo attivo, nominativo maschile singolare, da πιστεύω (credere).
ηὔξατο: indicativo aoristo medio, terza persona singolare, da εὔχομαι (pregare).
διαφθαρῆναι: infinito aoristo passivo, da διαφθείρω (distruggere, uccidere).
θέοντος: participio presente attivo, genitivo maschile singolare, da θέω (correre).
ὀχουμένου: participio presente medio-passivo, genitivo maschile singolare, da ὀχέω (portare; al passivo: viaggiare, cavalcare).
ἀνῆκεν: indicativo aoristo attivo, terza persona singolare, da ἀνίημι (mandar su, far uscire).
πτοηθέντων: participio aoristo passivo, genitivo maschile plurale, da πτοέω (spaventare).
κατηρράχθη: indicativo aoristo passivo, terza persona singolare, da καταράσσω (abbattere, rovesciare).
ἐμπλακεὶς: participio aoristo passivo, nominativo maschile singolare, da ἐμπλέκω (impigliare).
συρόμενος: participio presente medio-passivo, nominativo maschile singolare, da σύρω (trascinare).
ἀπέθανε: indicativo aoristo attivo, terza persona singolare, da ἀποθνῄσκω (morire).
γενομένου: participio aoristo medio, genitivo maschile singolare, da γίγνομαι (diventare, essere).
ἀνήρτησε: indicativo aoristo attivo, terza persona singolare, da ἀναρτάω (appendere; qui riflessivo: impiccarsi).
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Οιδιπους, δε, πυνθανομενος παρα της Περιβοιας, μανθανειν περι της γενεσεως ουκ ηδυνατο· ... Εν τη αυτου βασιλεια ου μικρα συμφορα κατεχει Θηβας.
Edipo pur chiedendo informazioni da parte di Peribea, non riusciva a venire a sapere (nulla) sulla sua nascita. Giungeva a Delfi e si informava su suo padre E il dio gli disse di non mettersi in cammino verso la patria: infatti avrebbe ucciso il padre e si sarebbe unito alla madre. Edipo pur ascoltando ciò lascia Corinto trasportato da un carro attraverso la Focide incontra Laio in uno stretto passaggio. Quando il messaggero di Laio Polifonte gli ordina di lasciargli il posto e a causa della (sua) disubbidienza e rifiuto uccide uno dei due cavalli, Edipo, si adirava e uccideva sia Polifonte sia Laio e giungeva a Tebe. Damasistrato il tiranno di Platea dunque seppellisce Laio e prende il regno Creonte, figlio di Meneceo. Durante il suo regno non una piccola sciagura invade Tebe
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αγων δε Δημανειραν επι ποταμον Ευηνον ηκεν, εν ωι παθεζομενος Νεσσος ο Κενταυρος τους παριοντας διεπορθεμευε μισθου, λεγων παρα θεων ....
Arrivò con Deianira al fiume Eveno, presso il quale il centauro Nesso sedeva e traghettava i passanti a pagamento, dicendo di aver ricevuto dagli dei il traghettare a causa della sua rettitudine.
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Μετ' ου πολυ ο Ηρακλης επ' Αυγεαν εστρατευετο, συναθροιζων Αρκαδικον στρατον και παραλμβανων του εθελοντας ... και στρατευοενος επι την Ηλιν αιρει την πολιν. (da Apollodoro)
Dopo non molto Eracle radunando un esercito arcade e prendendo con sè i volontari (lett. coloro che volevano) dalle migliori famiglie dell'Ellade faceva una spedizione militare contro Augia. Augia avendo notizia della guerra da parte di Eracle elegge comandanti degli elei i gemelli Eurita e Cteato. Costoro superavano in forza gli uomini di allora, erano figli di Molione e Attore, Attore era il fratello di Augia. Durante la spedizione a Eracle capitava di essere colpito da una malattia assai dura; anche per questo faceva una tregua con i Molionidi. Ma quando dopo questi sapevano che lui era ammalato attaccavano (lett. Presente) e uccidevano (lett. presente) molti. Eracle dunque allora indietreggia(va). In seguito mentre si celebrava il terzo dei giochi istmici, quando gli Elei inviavano i Molionidi per i sacrifici, Eracle a Cleone tendeva (loro) un agguato e li uccide(va). Poi dopo aver fatto una spedizione militare contro Elide riduce(va) in proprio potere la città.