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I saggi non hanno alcun timore della morte
versione greco Platone traduzione
libro Hellenikon phronema
Ὁ θανατος, ος ισους τους ανθροπους ποιει, ου μονον τον βιον, αλλα και τας λυπας και τῶν ανθροπῶν μεριμνας παυει. Δικαιως οὖν ὁ θανατος υπο τῶν φιλοσοφων και τῶν ποιητῶν ὁ τῶν λυπῶν και τῶν κακῶν ιατρος λεγεται... questa è la fine: Διο ο θανατος ουδεποτε κακος και φοβερος εστι· οτε γὰρ μεν εμεῖς εσμεν, ὁ θανατος ουκ εστιν, οτε δε ὁ θανατον εστι, τοθ ἑμεῖς ουλ εσμεν.
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La morte, che rende gli uomini uguali, fa cessare non solo la vita, ma anche le sofferenze e gli affanni degli uomini. A buon diritto si dice che sia il medico non solo dei filosofi e dei poeti, ma anche delle sofferenze e dei mali.
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La prosopopea delle leggi
versione greco Platone traduzione
libro Remata numero 316 pagina 351
“ὦ Σώκρατες, μὴ θαύμαζε τὰ λεγόμενα ἀλλ᾽ ἀποκρίνου, ἐπειδὴ καὶ εἴωθας χρῆσθαι τῷ ἐρωτᾶν τε καὶ ἀποκρίνεσθαι. φέρε γάρ, τί ἐγκαλῶν ἡμῖν καὶ τῇ πόλει ἐπιχειρεῖς ἡμᾶς ἀπολλύναι; οὐ πρῶτον μέν σε ἐγεννήσαμεν ἡμεῖς, καὶ δι᾽ ἡμῶν ἔλαβε τὴν μητέρα σου ὁ πατὴρ καὶ ἐφύτευσέν σε; φράσον οὖν, τούτοις ἡμῶν, τοῖς νόμοις τοῖς περὶ τοὺς γάμους, μέμφῃ τι ὡς οὐ καλῶς ἔχουσιν;” “οὐ μέμφομαι”, φαίην ἄν. “ἀλλὰ τοῖς περὶ τὴν τοῦ γενομένου τροφήν τε καὶ παιδείαν ἐν ᾗ καὶ σὺ ἐπαιδεύθης; ἢ οὐ καλῶς προσέταττον ἡμῶν οἱ ἐπὶ τούτῳ τεταγμένοι νόμοι, παραγγέλλοντες τῷ πατρὶ τῷ σῷ σε ἐν μουσικῇ καὶ γυμναστικῇ παιδεύειν;” “καλῶς”, φαίην ἄν. “εἶεν. ἐπειδὴ δὲ ἐγένου τε καὶ ἐξετράφης καὶ ἐπαιδεύθης, ἔχοις ἂν εἰπεῖν πρῶτον μὲν ὡς οὐχὶ ἡμέτερος ἦσθα καὶ ἔκγονος καὶ δοῦλος, αὐτός τε καὶ οἱ σοὶ πρόγονοι; καὶ εἰ τοῦθ᾽ οὕτως ἔχει, ἆρ᾽ ἐξ ἴσου οἴει εἶναι σοὶ τὸ δίκαιον καὶ ἡμῖν, καὶ ἅττ᾽ ἂν ἡμεῖς σε ἐπιχειρῶμεν ποιεῖν, καὶ σοὶ ταῦτα ἀντιποιεῖν οἴει δίκαιον εἶναι;
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ma testo greco diverso da alto libro
O Socrate, non meravigliarti del nostro parlare, ma rispondi: sei pur uso anche tu a valerti di questo mezzo, di domandare e rispondere. Dì, dunque, che cosa hai da reclamare tu contro di noi e contro la città, che stai tentando di darci la morte? E anzi tutto, non fummo noi che ti demmo la vita, e per mezzo nostro tuo padre prese in moglie tua madre e ti generò? Parla dunque: credi forse non siano buone leggi quelli di noi che regolano i matrimoni, e hai da rimproverare loro qualche cosa?". –"Non ho nulla da rimproverare", risponderei io. "E allora, a quelle di noi che regolano l'allevamento e l'educazione dei figli, onde fosti anche tu allevato e educato, hai rimproveri da fare? che forse non facevano bene, quelle di noi che sono ordinate a questo fine prescrivendo a tuo padre che ti educasse nella musica e nella ginnastica?" "Bene", direi io. "E sia. Ma ora che sei nato, che sei stato allevato, che sei stato educato, potresti tu dire che non sei figliolo nostro e un nostro servo e tu e tutti quanti i progenitori tuoi? E se questo è così, pensi tu forse che ci sia un diritto da pari a pari fra te e noi, e che, se alcuna cosa noi tentiamo di fare contro di te, abbia il diritto anche tu di fare altrettanto contro di noi? O
La tekne politike si può insegnare? Dal comportamento degli ateniesi nelle assemblee Socrate direbbe
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La tekne politike si puo insegnare? Dal comportamento
degli ateniesi nelle assembleeSocrate direbbe di no
versione greco Platone e traduzione
ἐγὼ γὰρ Ἀθηναίους, ὥσπερ καὶ οἱ ἄλλοι Ἕλληνες, φημὶ σοφοὺς εἶναι. ὁρῶ οὖν, ὅταν συλλεγῶμεν εἰς τὴν ἐκκλησίαν, ἐπειδὰν μὲν περὶ οἰκοδομίας τι δέῃ πρᾶξαι τὴν πόλιν, τοὺς οἰκοδόμους μεταπεμπομένους συμβούλους περὶ τῶν οἰκοδομημάτων, ὅταν δὲ περὶ ναυπηγίας, τοὺς ναυπηγούς, καὶ τἆλλα πάντα οὕτως, ὅσα ἡγοῦνται μαθητά τε καὶ διδακτὰ εἶναι· ἐὰν δέ τις ἄλλος ἐπιχειρῇ αὐτοῖς συμβουλεύειν ὃν ἐκεῖνοι μὴ οἴονται δημιουργὸν εἶναι, κἂν πάνυ καλὸς ᾖ καὶ πλούσιος καὶ τῶν γενναίων, οὐδέν τι μᾶλλον ἀποδέχονται, ἀλλὰ καταγελῶσι καὶ θορυβοῦσιν, ἕως ἂν ἢ αὐτὸς ἀποστῇ ὁ ἐπιχειρῶν λέγειν καταθορυβηθείς, ἢ οἱ τοξόται αὐτὸν ἀφελκύσωσιν ἢ ἐξάρωνται κελευόντων τῶν πρυτάνεων. περὶ μὲν οὖν ὧν οἴονται ἐν τέχνῃ εἶναι, οὕτω διαπράττονται· ἐπειδὰν δέ τι περὶ τῶν τῆς πόλεως διοικήσεως δέῃ βουλεύσασθαι, συμβουλεύει αὐτοῖς ἀνιστάμενος περὶ τούτων ὁμοίως μὲν τέκτων, ὁμοίως δὲ χαλκεὺς σκυτοτόμος, ἔμπορος ναύκληρος, πλούσιος πένης, γενναῖος ἀγεννής, καὶ τούτοις οὐδεὶς τοῦτο ἐπιπλήττει ὥσπερ τοῖς πρότερον, ὅτι οὐδαμόθεν μαθών, οὐδὲ ὄντος διδασκάλου οὐδενὸς αὐτῷ, ἔπειτα συμβουλεύειν ἐπιχειρεῖ· δῆλον γὰρ ὅτι οὐχ ἡγοῦνται διδακτὸν εἶναι.
Dico, infatti, che gli Ateniesi sono saggi, come gli altri Greci. Vedo che, in assemblea, quando la città deve deliberare sulla costruzione di un edificio, vengono chiamati gli architetti come consiglieri; quando invece bisogna deliberare sulla costruzione di navi, vengono chiamati i costruttori di navi e nello stesso modo si procede per tutte le altre cose che si ritiene possano essere insegnate e apprese. Se poi prova a dare consigli a qualcun altro, che gli ateniesi non ritengono un esperto, anche se è bello, ricco e nobile, non gli prestano affatto maggiore ascolto, ma lo deridono e lo contestano. Alla fine quello che cercava di parlare, sommerso dai fischi, si allontana da solo oppure le guardie pubbliche lo trascinano via o lo sollevano di peso per ordine dei pritani. Riguardo alle tecniche così si comportano. Quando si deve deliberare sull’amministrazione della città, invece, esprimono il loro parere, alzandosi in piedi, allo stesso modo il falegname, il fabbro e il calzolaio, il mercante e l’armatore, il ricco e il povero, il nobile e il plebeo. Nessuno li critica, come i precedenti, di tentare di dare consigli non avendolo imparato da nessuno né avendo mai avuto un maestro: è chiaro che non ritengono che la tecnica politica sia insegnabile.
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L'ignoranza è causa di gravi mali per gli uomini
versione greco Platone
traduzione libro Erga emeron
Καλεπον, ω Σωκρατες, εστιν αντιλεγειν προς τα καλως ειρημενα· εκεινο δ'ουν εννοω, οσων κακων αιτια η αγνοια τοις ανθροποις, οποτε, ως εοικε, λεληθαμεν ημας αυτους δια ταυτην και πραττοντες και το γε εσχατον ευχομενοι ημιν αυτοις τα κακιστα. Οπερ ουν ουδεις αν οιηθειη, αλλα τουτο γε πας αν οιοιτο ικανος ειναι, αυτος αυτω τα βελτιστα ευξασθαι, αλλ' ου τα κακιστα. Τουτο μεν γαρ ως αληθως καταρα τινι αλλ' ουκ ευχη ομοιον αν ειη.
È difficile, o Socrate, contraddire parole ben dette. C'è quindi un pensiero che mi viene in mente: di quanti mali per gli uomini è causa l'ignoranza, quando, come sembra, ignari, mossi da questa, non solo compiamo, ma arriviamo addirittura nelle preghiere a invocare per noi stessi i mali peggiori! Una cosa, questa, che nessuno crederebbe, al contrario, ognuno penserebbe di essere capace di chiedere per se stesso i beni migliori e non i mali peggiori. Una situazione del genere infatti somiglierebbe a una maledizione piuttosto che a una preghiera.
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Se volete farci cosa gradita
versione greco Platone e traduzione
δεόμεθα δὴ καὶ πατέρων καὶ μητέρων τῇ αὐτῇ ταύτῃ διανοίᾳ χρωμένους τὸν ἐπίλοιπον βίον διάγειν, καὶ εἰδέναι ὅτι οὐ θρηνοῦντες οὐδὲ ὀλοφυρόμενοι ἡμᾶς ἡμῖν μάλιστα χαριοῦνται, ἀλλ᾽ εἴ τις ἔστι τοῖς τετελευτηκόσιν αἴσθησις τῶν ζώντων, οὕτως ἀχάριστοι εἶεν ἂν μάλιστα, ἑαυτούς τε κακοῦντες καὶ βαρέως φέροντες τὰς συμφοράς· κούφως δὲ καὶ μετρίως μάλιστ᾽ ἂν χαρίζοιντο. τὰ μὲν γὰρ ἡμέτερα τελευτὴν ἤδη ἕξει ἥπερ καλλίστη γίγνεται ἀνθρώποις, ὥστε πρέπει αὐτὰ μᾶλλον κοσμεῖν ἢ θρηνεῖν· γυναικῶν δὲ τῶν ἡμετέρων καὶ παίδων ἐπιμελούμενοι καὶ τρέφοντες καὶ ἐνταῦθα τὸν νοῦν τρέποντες τῆς τε τύχης μάλιστ᾽ ἂν εἶεν ἐν λήθῃ καὶ ζῷεν κάλλιον καὶ ὀρθότερον καὶ ἡμῖν προσφιλέστερον.
TRADUZIONE
Preghiamo dunque i nostri padri e le nostre madri di trascorrere il lesto della vita con questa stessa persuasione e convincimento: che né con i lamenti né compiangendoci ci faranno cosa gradita: al contrario. se i morti hanno qualche percezione dei vivi, i nostri genitori non sarebbero assolutamente graditi sopportando le sciagure a malincuore, lo sarebbero invece sopportandole con mitezza e misura. Quanto a noi, avremo presto la morte più bella che possa esserci per gli uomini. tanto che conviene onorar la piuttosto che lamentarsene. Ma occupandosi delle nostre donne e dei nostri figli. mantenedoli e rivolgendo qui il loro pensiero. potranno dimenticare al meglio la loro sorte e vivere in modo pù: bello, retto e a noi caro.