- Dettagli
- Scritto da Anna Maria Di Leo
- Categoria: versioni greco - PLATONE
- Visite: 4
Il destino delle anime dopo la morte II
versione greco Platone
Οἳ δ᾽ ἂν ἰάσιμα μὲν μεγάλα δὲ δόξωσιν ἡμαρτηκέναι ἁμαρτήματα, οἷον πρὸς πατέρα ἢ μητέρα ὑπ᾽ ὀργῆς βίαιόν τι πράξαντες, καὶ μεταμέλον αὐτοῖς τὸν ἄλλον βίον βιῶσιν, ἢ ἀνδροφόνοι τοιούτῳ τινὶ ἄλλῳ τρόπῳ γένωνται, τούτους δὲ ἐμπεσεῖν μὲν εἰς τὸν Τάρταρον ἀνάγκη, ἐμπεσόντας δὲ αὐτοὺς καὶ ἐνιαυτὸν ἐκεῖ γενομένους ἐκβάλλει τὸ κῦμα, τοὺς μὲν ἀνδροφόνους κατὰ τὸν Κωκυτόν, τοὺς δὲ πατραλοίας καὶ μητραλοίας κατὰ τὸν Πυριφλεγέθοντα· ἐπειδὰν δὲ φερόμενοι γένωνται κατὰ τὴν λίμνην τὴν Ἀχερουσιάδα, ἐνταῦθα βοῶσί τε καὶ καλοῦσιν, οἱ μὲν οὓς ἀπέκτειναν, οἱ δὲ οὓς ὕβρισαν, καλέσαντες δ᾽ ἱκετεύουσι καὶ δέονται ἐᾶσαι σφᾶς ἐκβῆναι εἰς τὴν λίμνην καὶ δέξασθαι, καὶ ἐὰν μὲν πείσωσιν, ἐκβαίνουσί τε καὶ λήγουσι τῶν κακῶν, εἰ δὲ μή, φέρονται αὖθις εἰς τὸν Τάρταρον καὶ ἐκεῖθεν πάλιν εἰς τοὺς ποταμούς, καὶ ταῦτα πάσχοντες οὐ πρότερον παύονται πρὶν ἂν πείσωσιν οὓς ἠδίκησαν· αὕτη γὰρ ἡ δίκη ὑπὸ τῶν δικαστῶν αὐτοῖς ἐτάχθη.
Quelli poi i cui peccati, sebbene gravi, son giudicati espiabili, per esempio chi nell'impeto dell'ira è stato violento contro il padre e la madre, ma poi ha trascorso in pentimento il resto della sua vita o chi ha commesso qualche omicidio sotto lo stesso impulso, costoro precipitano anch'essi nel Tartaro ma vi restano soltanto un anno, perché l'onda li ricaccia fuori, gli omicidi, nella corrente del Cocito, i violenti contro il padre e la madre, in quella del Periflegetonte; così sospinti, giungono alla palude acherusiade e qui chiamano con alte grida e invocano coloro che uccisero e che oltraggiarono, pregandoli di lasciarli passare nella palude e di accoglierli con loro; se riescono a persuaderli, passano al di là e le loro pene finiscono, altrimenti sono risospinti nuovamente nel Tartaro e ancora nei fiumi a patire il loro destino fino a quando non siano riusciti a piegare quelli che hanno offeso: è questa, infatti, la pena che per costoro han voluto i giudici.
- Dettagli
- Scritto da Anna Maria Di Leo
- Categoria: versioni greco - PLATONE
- Visite: 4
L'uomo temperante è anche coraggioso
versione greco Platone
traduzione LIBRO LUKEION
καὶ μὲν δὴ καὶ ἀνδρεῖόν γε ἀνάγκη: οὐ γὰρ δὴ σώφρονος ἀνδρός ἐστιν οὔτε διώκειν οὔτε φεύγειν ἃ μὴ προσήκει, ἀλλ' ἃ δεῖ καὶ πράγματα καὶ ἀνθρώπους καὶ ἡδονὰς καὶ λύπας φεύγειν καὶ διώκειν, καὶ ὑπομένοντα καρτερεῖν ὅπου δεῖ: ὥστε πολλὴ ἀνάγκη, ὦ Καλλίκλεις, τὸν σώφρονα, ὥσπερ διήλθομεν, δίκαιον ὄντα καὶ ἀνδρεῖον καὶ ὅσιον ἀγαθὸν ἄνδρα εἶναι τελέως, τὸν δὲ ἀγαθὸν εὖ τε καὶ καλῶς πράττειν ἃ ἂν πράττῃ, τὸν δ' εὖ πράττοντα μακάριόν τε καὶ εὐδαίμονα εἶναι, τὸν δὲ πονηρὸν καὶ κακῶς πράττοντα ἄθλιον: οὗτος δ' ἂν εἴη ὁ ἐναντίως ἔχων τῷ σώφρονι, ὁ ἀκόλαστος, ὃν σὺ ἐπῄνεις. /p>
«Ed è necessariamente anche coraggioso. Infatti, di certo non è caratteristica dell'uomo temperante né ricercare né fuggire ciò che non conviene ricercare o fuggire, bensì fuggire e ricercare ciò che si deve fuggire e ricercare, cose, uomini, piaceri e dolori, e, sopportando, resistere quando bisogna. Sicché è veramente necessario, Callicle, che l'uomo temperante, come ho spiegato, essendo giusto, coraggioso e santo, sia uomo perfettamente buono, che l'uomo buono, poi, faccia bene e in bel modo le cose che fa, e che chi agisce bene sia beato e felice, mentre chi è malvagio e agisce in malo modo sia infelice. E costui sarebbe colui che si trova nella condizione opposta al temperante, vale a dire il dissoluto che tu elogiavi». è così che io stabilisco queste cose, e sostengo che queste sono vere.
- Dettagli
- Scritto da Anna Maria Di Leo
- Categoria: versioni greco - PLATONE
- Visite: 4
Va apprezzato tutto ciò che tende al giusto
versione greco Platone traduzione LIBRO
SOPHIA pagina 72 numero 100
ἀλλ' ἐν τοσούτοις λόγοις τῶν ἄλλων ἐλεγχομένων μόνος οὗτος ἠρεμεῖ ὁ λόγος, ὡς εὐλαβητέον ἐστὶν τὸ ἀδικεῖν μᾶλλον ἢ τὸ ἀδικεῖσθαι, καὶ παντὸς μᾶλλον ἀνδρὶ μελετητέον οὐ τὸ δοκεῖν εἶναι ἀγαθὸν ἀλλὰ τὸ εἶναι, καὶ ἰδίᾳ καὶ δημοσίᾳ: ἐὰν δέ τις κατά τι κακὸς γίγνηται, κολαστέος ἐστί, καὶ τοῦτο δεύτερον ἀγαθὸν μετὰ τὸ εἶναι δίκαιον, τὸ γίγνεσθαι καὶ κολαζόμενον διδόναι δίκην: καὶ πᾶσαν κολακείαν καὶ τὴν περὶ ἑαυτὸν καὶ τὴν περὶ τοὺς ἄλλους, καὶ περὶ ὀλίγους καὶ περὶ πολλούς, φευκτέον: καὶ τῇ ῥητορικῇ οὕτω χρηστέον ἐπὶ τὸ δίκαιον ἀεί, καὶ τῇ ἄλλῃ πάσῃ πράξει.
. E fra tanti ragionamenti, mentre gli altri sono stati confutati, questo è l'unico che resti saldo, ossia che bisogna guardarsi dal commettere ingiustizia più che dal subirla, e che, più di ogni altra cosa, l'uomo deve cercare non di apparire ma di essere buono, sia in privato sia in pubblico; e se uno faccia qualcosa di male, egli deve essere punito, e questo è il secondo bene dopo l'essere giusto, vale a dire il diventarlo e scontare la propria colpa subendo il castigo. E ogni lusinga, sia verso se stesso sia verso gli altri, sia verso pochi sia verso molti, deve essere evitata; e della retorica bisogna servirsi sempre in funzione della giustizia, e così di ogni altra pratica.
- Dettagli
- Scritto da Anna Maria Di Leo
- Categoria: versioni greco - PLATONE
- Visite: 4
Socrate e Critone discutono su quello
che è il migliore encomio
versione greco Platone traduzione libro sophia
ΣΩΚΡΑΤΗΣ Φέρε δή, πῶς αὖ τὰ τοιαῦτα ἐλέγετο; Γυμναζόμενος ἀνὴρ καὶ τοῦτο πράττων πότερον παντὸς ἀνδρὸς ἐπαίνῳ καὶ ψόγῳ καὶ δόξῃ τὸν νοῦν προσέχει, ἢ ἑνὸς μόνου ἐκείνου ὃς ἂν τυγχάνῃ ἰατρὸς ἢ παιδοτρίβης ὤν; ΚΡΙΤΩΝ Ἑνὸς μόνου. ΣΩΚΡΑΤΗΣ Οὐκοῦν φοβεῖσθαι χρὴ τοὺς ψόγους καὶ ἀσπάζεσθαι τοὺς ἐπαίνους τοὺς τοῦ ἑνὸς ἐκείνου ἀλλὰ μὴ τοὺς τῶν πολλῶν. ΚΡΙΤΩΝ Δῆλα δή. ΣΩΚΡΑΤΗΣ Ταύτῃ ἄρα αὐτῷ πρακτέον καὶ γυμναστέον καὶ ἐδεστέον γε καὶ ποτέον, ᾗ ἂν τῷ ἑνὶ δοκῇ, τῷ ἐπιστάτῃ καὶ ἐπαΐοντι, μᾶλλον ἢ ᾗ σύμπασι τοῖς ἄλλοις. ΚΡΙΤΩΝ Ἔστι ταῦτα.
SO. Ma dimmi, come allora si dicevano le cose di questo genere? Un uomo che si dedica alla ginnastica e che pratica questa attività presta attenzione all'elogio e al biasimo e all'opinione di qualsiasi uomo o di quell'unico solo che si trovi ad essere medico o allenatore? CR. Di quell'unico solo. SO. Dunque bisogna temere i rimproveri e gradire gli elogi di quell'unico e non quelli dei più. CR. Evidentemente. SO. Dunque egli deve agire e allenarsi e mangiare e bere in quel modo in cui sembri opportuno a quell'unico, all'esperto e intenditore, piuttosto che nel modo in cui (sembri opportuno) a tutti quanti gli altri. CR. È così
- Dettagli
- Scritto da Anna Maria Di Leo
- Categoria: versioni greco - PLATONE
- Visite: 4
I deboli amano l'uguaglianza
versione greco Platone traduzione
φύσει μεν γαρ παν αισχιόν εστιν οπερ και κάκιον, το αδικεισθαι, νόμωι δε το αδικειν. ουδε γαρ ανδρος τουτο γ'εστι το πάθημα, το αδικεισθαι, αλλ'ανδραπόδου τινός, ωι κρειττόν εστι τεθνάναι η ζην, οστις αδικούμενος και προπηλακιζόμενος μη οιός τε εστιν αυτος αυτωι βοηθειν μηδε αλλωι ου αν κήδηται. αλλ ', οιμαι, οι τιθέμενοι τους νόμους οι ασθενεις άνθρωποί εισι και οι πολλοί. προς αυτους ουν και το αυτοις συμφέρον τούς τε νόμους τίθενται και τους επαίνους επαινουσι και τους ψόγους ψέγουσιν, εκφοβουντες τους ερρωμενεστέρους των ανθρώπων και δυνατους οντας πλέον έχειν, ίνα μη αυτων πλέον έχωσιν, λέγουσιν ως αισχρον και αδικον το πλεονεκτειν, και τουτο έστι το αδικειν, το πλέον των αλλων ζητειν έχειν. αγαπωσι γάρ, οιμαι, αυτοι αν το ίσον έχωσι φαυλότεροι όντες.
Secondo natura, infatti, è più brutto tutto ciò che è anche peggiore, vale a dire il subire ingiustizia; secondo la legge, invece, è più brutto il commettere ingiustizia. Infatti questa condizione, ossia quella di essere vittima di ingiustizia, non è degna di un uomo, bensì di uno schiavo qualsiasi, per il quale è meglio essere morto che vivere, e che, quando è vittima di ingiustizia e viene oltraggiato, non è in grado di portare aiuto a se stesso, né ad altri di cui si prenda cura. Ma io credo che ad istituire le leggi siano stati uomini deboli e del volgo. Dunque, per sé e nel proprio interesse costoro istituiscono leggi, fanno elogi e muovono rimproveri. E per spaventare gli uomini più forti e capaci dì prevaricare, affinché non abbiano più di loro, dicono che è brutto e ingiusto prevaricare, e che proprio in questo consiste il commettere ingiustizia, vale a dire nel cercare di avere più degli altri. Io credo, in effetti, che costoro siano contenti quando abbiano l'uguaglianza, perché sono meno capaci degli altri.
- Il potere logora - Platone versione greco Sapheneia
- Gli Ateniesi sono nati per la Democrazia e la difesa della Libertà - Platone versione greco
- Concordia e semplicità degli uomini scampati al diluvio universale - Platone versione greco
- Dio non è causa del Male ma solo del Bene - Platone versione greco Sapheneia