- Dettagli
- Scritto da Anna Maria Di Leo
- Categoria: Versioni di Greco di Luciano
- Visite: 6
Il pomo della discordia Luciano
versione greco traduzione libro Alfabeta grammata
Η Θετις μεν ηδη και ο Πηλευς απεληλυθεσαν εiς τον ταλαμον, η Ερις δε εν τοσουτω λαθουσα παντας (εδυνηθη δε ραδιως, των μεν πινοντων, ενιων δε κροτουντων, η τω Απολλωνι κιθαριζοντι η ταις Μουσαις αδουσαις προσεχοντων τον νουν) ενεβαλεν εiς το συμποσιον μηλον τι παγκαλον, χρυσουν ολον επεγεγραπτο δε· «η καλη λαβετω». Κυλινδουμενον δε τουτο ωσπερ εξεπιτηδες, ηκεν ενθα Ηρα τε και Αφροδιτη και Αθηνα κατεκλινοντο. Καπειδη ο Ερμης ανελομενος επελεξατο τα γεγραμμενα, αι μεν Νηρηιδες ημεις απεσιωπησαμεν τι γαρ εδει ποιειν εκεινων παρουσων; Αι δε αντεποιουντο εκαστη και αυτης ειναι το μηλον ηξιουν, και ει μη γε ο Ζευς διεστησεν αυτας, και αχρι χειρων αν το πραγμα προυχωρησεν. Αλλ' εκεινος· «Αυτος μεν ου κρινω», φησι, «περι τουτου· απιτε δε ες την Ιδην παρα τον Πριαμου παιδα, ος οιδε τε διαγνωναι το καλλιον φιλοκαλος ων, και ουκ αν εκεινος κριναι κακως».
Clicca qui se ti serve quella di greco nuova edizione (diversa)
Clicca qui se ti serve quella di Alfa beta grammata (diversa)
Clicca qui per il pomo della discordia di Igino(versione latino)
Teti e Peleo erano andati nel talamo, La Discordia cogliendo il tempo, e non vista da nessuno (era cosa facile, chè chi beveva, chi schiamazzava, chi stava attento a udire Apollo suonare la cedra, le Muse cantare), gettò nella sala del banchetto un pomo bellissimo, tutto d’oro, e con una scritta, che diceva: "la bella l’abbia. " Quello ruzzolò, ed arrivo', come (fatto) apposta, dove erano sedute Giunone, Venere e Minerva. Poichè Mercurio lo raccolse, e lesse la scritta, noi altre Nereidi non dicemmo una parola (e che ci conveniva fare quando c’erano quelle?); ma tra loro sorse contesa, e ciascuna voleva il pomo: e se Giove non le avesse separate, sarebbero venute persino alle mani. Lo pregarono che definisse lui la lite, ma egli rispose: " Di questo non voglio giudicare io; ma andate sull’ Ida da Paride figliuolo di Priamo, il quale è fine conoscitore di bellezze, e sa giudicarne, e non farà torto a nessuna. "
- Dettagli
- Scritto da Anna Maria Di Leo
- Categoria: Versioni di Greco di Luciano
- Visite: 6
la fortuna guida uno strano corteo
Versione greco Luciano traduzione libro LUKEION Pagina 435 numero 27
δόκει μοι ὁ τῶν ἀνθρώπων βίος πομπῇ τινι μακρᾷ προσεοικέναι, χορηγεῖν δὲ καὶ διατάττειν ἕκαστα ἡ Τύχη, διάφορα καὶ ποικίλα τοῖς πομπευταῖς τὰ σχήματα προσάπτουσα· τὸν μὲν γὰρ λαβοῦσα, εἰ τύχοι, βασιλικῶς διεσκεύασεν, τιάραν τε ἐπιθεῖσα καὶ δορυφόρους παραδοῦσα καὶ τὴν κεφαλὴν στέψασα τῷ διαδήματι, τῷ δὲ οἰκέτου σχῆμα περιέθηκεν· τὸν δέ τινα καλὸν εἶναι ἐκόσμησεν, τὸν δὲ ἄμορφον καὶ γελοῖον παρεσκεύασεν· παντοδαπὴν γάρ, οἶμαι, δεῖ γενέσθαι τὴν θέαν. πολλάκις δὲ καὶ διὰ μέσης τῆς πομπῆς μετέβαλε τὰ ἐνίων σχήματα οὐκ ἐῶσα εἰς τέλος διαπομπεῦσαι ὡς ἐτάχθησαν, ἀλλὰ μεταμφιέσασα τὸν μὲν Κροῖσον ἠνάγκασε τὴν τοῦ οἰκέτου καὶ αἰχμαλώτου σκευὴν ἀναλαβεῖν, τὸν δὲ Μαιάνδριον τέως ἐν τοῖς οἰκέταις πομπεύοντα τὴν τοῦ Πολυκράτους τυραννίδα μετενέδυσε. καὶ μέχρι μέν τινος εἴασε χρῆσθαι τῷ σχήματι· ἐπειδὰν δὲ ὁ τῆς πομπῆς καιρὸς παρέλθῃ, τηνικαῦτα ἕκαστος ἀποδοὺς τὴν σκευὴν καὶ ἀποδυσάμενος τὸ σχῆμα μετὰ τοῦ σώματος ἐγένετο οἷόσπερ ἦν πρὸ τοῦ γενέσθαι, μηδὲν τοῦ πλησίον διαφέρων
La vita umana mi sembra simile ad un lungo corteo e la sorte è quella che dirige e dispone ogni cosa, assegnando di volta in volta ruoli diversi ed eterogenei ai partecipanti. Infatti, a seconda di come capita, uno lo prende e gli assegna onori regali conferendogli la tiara e assegnandogli guardie del corpo e mettendogli in testa una corona, mentre ad un altro assegna il ruolo di servo, un altro ancora dispone che sia bello, uno lo fa brutto e ridicolo; lo spettacolo infatti, secondo me, deve essere vario al massimo. Spesso anche nel mezzo dello svolgimento del corteo scambia i ruoli di alcuni non permettendo loro di continuare a procedere nel corteo fino alla fine così come erano stati sistemati all’inizio, e scambiando i ruoli a quello che è Creso fa assumere la parte da servo e prigioniero, mentre quel Meandrio che nel corteo ha il posto tra i servi lo investe della tirannide di Policrate e fino ad un certo momento lascia che indossi tale maschera; ma, quando arriva il momento giusto del corteo, allora ognuno, restituita la maschera e toltosi di dosso il ruolo insieme con il corpo, allora ridiventa quello che era prima, esattamente identico al suo vicino.
- Dettagli
- Scritto da Anna Maria Di Leo
- Categoria: Versioni di Greco di Luciano
- Visite: 6
La vita è un corteo lo conduce la fortuna
VERSIONE DI GRECO TRADUZIONE
μοι ἐδόκει ὁ τῶν ἀνθρώπων βίος πομπῇ τινι μακρᾷ προσεοικέναι, χορηγεῖν δὲ καὶ διατάττειν ἕκαστα ἡ Τύχη, διάφορα καὶ ποικίλα τοῖς πομπευταῖς τὰ σχήματα προσάπτουσα· τὸν μὲν γὰρ λαβοῦσα, εἰ τύχοι, βασιλικῶς διεσκεύασεν, τιάραν τε ἐπιθεῖσα καὶ δορυφόρους παραδοῦσα καὶ τὴν κεφαλὴν στέψασα τῷ διαδήματι, τῷ δὲ οἰκέτου σχῆμα περιέθηκεν· τὸν δέ τινα καλὸν εἶναι ἐκόσμησεν, τὸν δὲ ἄμορφον καὶ γελοῖον παρεσκεύασεν· παντοδαπὴν γάρ, οἶμαι, δεῖ γενέσθαι τὴν θέαν. πολλάκις δὲ καὶ διὰ μέσης τῆς πομπῆς μετέβαλε τὰ ἐνίων σχήματα οὐκ ἐῶσα εἰς τέλος διαπομπεῦσαι ὡς ἐτάχθησαν, ἀλλὰ μεταμφιέσασα τὸν μὲν Κροῖσον ἠνάγκασε τὴν τοῦ οἰκέτου καὶ αἰχμαλώτου σκευὴν ἀναλαβεῖν, τὸν δὲ Μαιάνδριον τέως ἐν τοῖς οἰκέταις πομπεύοντα τὴν τοῦ Πολυκράτους τυραννίδα μετενέδυσε. καὶ μέχρι μέν τινος εἴασε χρῆσθαι τῷ σχήματι· ἐπειδὰν δὲ ὁ τῆς πομπῆς καιρὸς παρέλθῃ, τηνικαῦτα ἕκαστος ἀποδοὺς τὴν σκευὴν καὶ ἀποδυσάμενος τὸ σχῆμα μετὰ τοῦ σώματος ἐγένετο οἷόσπερ ἦν πρὸ τοῦ γενέσθαι, μηδὲν τοῦ πλησίον διαφέρων. ἔνιοι δὲ ὑπ' ἀγνωμοσύνης, ἐπειδὰν ἀπαιτῇ τὸν κόσμον ἐπιστᾶσα ἡ Τύχη, ἄχθονταί τε καὶ ἀγανακτοῦσιν ὥσπερ οἰκείων τινῶν στερισκόμενοι καὶ οὐχ ἃ πρὸς ὀλίγον ἐχρήσαντο ἀποδιδόντες. δόκει μοι ὁ τῶν ἀνθρώπων βίος πομπῇ τινι μακρᾷ προσεοικέναι, χορηγεῖν δὲ καὶ διατάττειν ἕκαστα ἡ Τύχη, διάφορα καὶ ποικίλα τοῖς πομπευταῖς τὰ σχήματα προσάπτουσα· τὸν μὲν γὰρ λαβοῦσα, εἰ τύχοι, βασιλικῶς διεσκεύασεν, τιάραν τε ἐπιθεῖσα καὶ δορυφόρους παραδοῦσα καὶ τὴν κεφαλὴν στέψασα τῷ διαδήματι, τῷ δὲ οἰκέτου σχῆμα περιέθηκεν· τὸν δέ τινα καλὸν εἶναι ἐκόσμησεν, τὸν δὲ ἄμορφον καὶ γελοῖον παρεσκεύασεν· παντοδαπὴν γάρ, οἶμαι, δεῖ γενέσθαι τὴν θέαν. πολλάκις δὲ καὶ διὰ μέσης τῆς πομπῆς μετέβαλε τὰ ἐνίων σχήματα οὐκ ἐῶσα εἰς τέλος διαπομπεῦσαι ὡς ἐτάχθησαν, ἀλλὰ μεταμφιέσασα τὸν μὲν Κροῖσον ἠνάγκασε τὴν τοῦ οἰκέτου καὶ αἰχμαλώτου σκευὴν ἀναλαβεῖν, τὸν δὲ Μαιάνδριον τέως ἐν τοῖς οἰκέταις πομπεύοντα τὴν τοῦ Πολυκράτους τυραννίδα μετενέδυσε. καὶ μέχρι μέν τινος εἴασε χρῆσθαι τῷ σχήματι· ἐπειδὰν δὲ ὁ τῆς πομπῆς καιρὸς παρέλθῃ, τηνικαῦτα ἕκαστος ἀποδοὺς τὴν σκευὴν καὶ ἀποδυσάμενος τὸ σχῆμα μετὰ τοῦ σώματος ἐγένετο οἷόσπερ ἦν πρὸ τοῦ γενέσθαι, μηδὲν τοῦ πλησίον διαφέρων
A me sembrava che la vita degli uomini assomigliasse a un grande corteo, che la Fortuna guidasse il coro e disponesse ciascuna, attribuendo ai partecipanti al corteo parti diverse e variopinte; infatti avendo preso uno per caso lo vesti' da re, mettendogli la tiara e assegnandogli guardie del corpo e incoronandogli la testa con un diadema, all'altro ha assegnato un aspetto da servo; a chi diede di essere bello, chi dispose brutto e ridicolo; infatti penso che bisogna che lo spettacolo sia multiforme. Spesso anche nel mezzo della processione mutò l ordine di alcuni, non lasciando che conducessero la processione alla fine, come erano stati collocati, ma mutando l abito a Creso, lo costrinse a indossare l abito dello schiavo e del prigioniero. E fino a un tempo lo lascio servirsi della maschera; ma quando il tempo adatto alla processione passò oltre, allora ognuno avendo restituito la veste ed essendosi spogliato della maschera insieme col corpo, diventò quale era prima di essere nato, non differendo in nulla dalla persona vicino.
La vita umana mi sembra simile ad un lungo corteo e la sorte è quella che dirige e dispone ogni cosa, assegnando di volta in volta ruoli diversi ed eterogenei ai partecipanti. Infatti, a seconda di come capita, uno lo prende e gli assegna onori regali conferendogli la tiara e assegnandogli guardie del corpo e mettendogli in testa una corona, mentre ad un altro assegna il ruolo di servo, un altro ancora dispone che sia bello, uno lo fa brutto e ridicolo; lo spettacolo infatti, secondo me, deve essere vario al massimo. Spesso anche nel mezzo dello svolgimento del corteo scambia i ruoli di alcuni non permettendo loro di continuare a procedere nel corteo fino alla fine così come erano stati sistemati all’inizio, e scambiando i ruoli a quello che è Creso fa assumere la parte da servo e prigioniero, mentre quel Meandrio che nel corteo ha il posto tra i servi lo investe della tirannide di Policrate e fino ad un certo momento lascia che indossi tale maschera; ma, quando arriva il momento giusto del corteo, allora ognuno, restituita la maschera e toltosi di dosso il ruolo insieme con il corpo, allora ridiventa quello che era prima, esattamente identico al suo vicino.
Versione ancora da altro libro
La vita umana, mi pare come una lunga processione. Fortuna è il cerimoniere che ordina e distribuisce gli uffici e le vesti: piglia uno che le viene innanzi, lo veste da re, gli mette la tiara in capo, lo circonda di guardie, lo corona d'un diadema; sopra un altro getta una tonacella da servo; a chi da un aspetto bello, a chi uno brutto e ridicolo, perché lo spettacolo dev'essere variato. Spesso nel mezzo della processione muta gli ordini, e fa scambiar vesti a taluni; spoglia Creso, e gli fa prendere abito di servo e di prigioniero; e Meandro, che era vestito da servo, ella lo riveste dei regali paramenti di Policrate, e glieli fa portare per qualche tempo. Finita la processione, ciascuno restituisce gli ornamenti, e si spoglia delle vesti e del corpo: e tutti ritornano come erano prima, l'uno indifferente dall'altro.
- Dettagli
- Scritto da Anna Maria Di Leo
- Categoria: Versioni di Greco di Luciano
- Visite: 6
L'adulazione il peggiore dei mali
Versione greco Luciano traduzione libro klimax
ἐγὼ μέντοι γε πολὺ τῶν κολακευομένων ἐξωλεστέρους τοὺς κόλακας ὑπείληφα, καὶ σχεδὸν αὐτοὺς ἐκείνοις καθίστασθαι τῆς ὑπερηφανίας αἰτίους: ὅταν γὰρ αὐτῶν τὴν περιουσίαν θαυμάσωσιν καὶ τὸν χρυσὸν ἐπαινέσωσιν καὶ τοὺς πυλῶνας ἔωθεν ἐμπλήσωσιν καὶ προσελθόντες ὥσπερ δεσπότας προσείπωσιν, τί καὶ φρονήσειν ἐκείνους εἰκός ἐστιν; εἰ δέ γε κοινῷ δόγματι κἂν πρὸς ὀλίγον ἀπέσχοντο τῆσδε τῆς ἐθελοδουλείας, οὐκ ἂν οἴει τοὐναντίον αὐτοὺς ἐλθεῖν ἐπὶ τὰς θύρας τῶν πτωχῶν δεομένους τοὺς πλουσίους, μὴ ἀθέατον αὐτῶν μηδ᾽ ἀμάρτυρον τὴν εὐδαιμονίαν καταλιπεῖν μηδ᾽ ἀνόνητόν τε καὶ ἄχρηστον τῶν τραπεζῶν τὸ κάλλος καὶ τῶν οἴκων τὸ μέγεθος; οὐ γὰρ οὕτω τοῦ πλουτεῖν ἐρῶσιν ὡς. τοῦ διὰ τὸ πλουτεῖν εὐδαιμονίζεσθαι. καὶ οὕτω δὴ ^ ἔχει, μηδὲν ὄφελος εἶναι περικαλλοῦς οἰκίας τῷ οἰκοῦντι μηδὲ χρυσοῦ καὶ ἐλέφαντος, εἰ μή τις αὐτὰ θαυμάζοι. ἐχρῆν οὖν ταύτῃ καθαιρεῖν αὐτῶν καὶ ἐπευωνίζειν τὴν δυναστείαν ἐπιτειχίσαντας τῷ πλούτῳ τὴν ὑπεροψίαν: νῦν δὲ λατρεύοντες εἰς ἀπόνοιαν ἄγουσιν.
Per conto mio, sono più abominevoli gli adulatori e gli adulati, e direi quasi che sono essi i responsabili della superbia e tracotanza di costoro. Quando ammirano la ricchezza dei loro padroni e fanno l’elogio del loro oro e ne affollano di buon mattino i vestiboli e si rivolgono loro con parole da servi a padroni, che devono pensare questi protettori? Che se, per comune intesa, sapessero liberarsi da questa volontaria schiavitù, non pensi che sarebbero, al contrario, i ricchi a presentarsi alle porte dei poveri, a pregarli di non lasciare nell’ombra, senza testimoni, la loro felicità, di non rendere inutile la sontuosità delle loro mense e la magnificenza dei loro palazzi? Perché questi signori, non è che amino tanto le loro ricchezze, quanto, invece, di essere reputati felici per le ricchezze che posseggono. Purtroppo è così: non c’è alcuna soddisfazione per chi abiti una casa bellissima ricca di oro e di avorio, se non c’è nessuno ad ammirarla. Bisognerebbe dunque, buttare giù la loro potenza opponendo alla ricchezza la barriera del disprezzo. Ma purtroppo con siffatta supina adorazione, si fa perdere loro la testa.
- Dettagli
- Scritto da Anna Maria Di Leo
- Categoria: Versioni di Greco di Luciano
- Visite: 6
Dolorosa esperienza versione greco Luciano
traduzione libro Klimax pagina 348 numero 364
καὶ τό γε πρῶτον ἐκεῖνο καὶ σύνηθες τοῖς ἀρχομένοις ἐγίγνετο· ἐγκοπέα γάρ τινά μοι δοὺς ὁ θεῖος ἐκέλευσεν ἠρέμα καθικέσθαι πλακὸς ἐν μέσωι κειμένης, ἐπειπὼν τὸ κοινὸν «ἀρχὴ δέ τοι ἥμισυ παντός». σκληρότερον δὲ κατενεγκόντος ὑπ᾿ ἀπειρίας κατεάγη μὲν ἡ πλὰξ, ὁ δὲ ἀγανακτήσας σκυτάλην τινὰ πλησίον λαβὼν οὐ πράιως οὐδὲ προτρεπτικῶς μου κατήρξατο, ὥστε δάκρυά μοι τὰ προοίμια τῆς τέχνης. ἀποδρὰς οὖν ἐκεῖθεν ἐπὶ τὴν οἰκίαν ἀφικνοῦμαι συνεχὲς ἀναλύζων καὶ δακρύων τοὺς ὀφθαλμοὺς ὑπόπλεως, καὶ διηγοῦμαι τὴν σκυτάλην καὶ τοὺς μώλωπας ἐδείκνυον· καὶ κατηγόρουν πολλήν τινα ὠμότητα, προσθεὶς ὅτι ὑπὸ φθόνου ταῦτα ἔδρασε, μὴ αὐτὸν ὑπερβάλωμαι κατὰ τὴν τέχνην. ἀγανακτησαμένης δὲ τῆς μητρὸς καὶ πολλὰ τῶι ἀδελφῶι λοιδορησαμένης, ἐπεὶ νὺξ ἐπῆλθε, κατέδαρθον ἔτι ἔνδακρυς καὶ τὴν νύκτα ὅλην ἐννοῶν.
E per prima cosa mi accadde quello che suole (accadere) ai principianti. Infatti lo zio mi diede uno scalpello, e mi ordinò di sgrossare leggermente una tavola di marmo che stava in mezzo all’officina, aggiungendo quel proverbio: "chi comincia ha mezzo fatto. " Ma io che non sapevo, diedi forte un po’, e il marmo si ruppe. Egli adirato prende un randello che gli viene in mano, e mi picchia senza una pietà; sicchè la prima lezione fu mazzate e lacrime. Me ne scappai, e giunto a casa singhiozzando e piangendo a caldi occhi, raccontai di quel randello, e mostrai i lividi, e dissi che lui era un crudele, e me l’aveva fatto per invidia perché io non lo superassi nell’arte. La mamma ne fu corrucciata, e ne ebbe a discutere con il fratello: ed io la sera andai a letto, e mi addormentai piangendo ancora, e ripensandoci tutta notte.