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Fabulam hanc audiant qui aliis invident, quia hoc modo ruinam suam parant. Asinus cotidie observabat dominum,...
Ascoltino questa favola quelli che invidiano gli altri, perché in questo modo preparano la loro/propria rovina. Un asino guardava ogni giorno il padrone, che in modo affettuoso (avv.) accarezzava un cagnolino e saziava la bestiola con i cibi della tavola familiare. Allora l'asino disse: "Se il mio padrone ama così un piccolo cane, quanto più, se gli renderò omaggio, amerà me! Prenderò in considerazione il mio valore! Io infatti sono di molto più utile di uno stolto cane e per molte cause sono più degno di gratitudine. Sarò nutrito anch'io con le pietanze del padrone, berrò l'acqua della pura sorgente, avrò una vita migliore e grandissimi onori!". Mentre l'asino considera queste cose, ecco che il padrone gli si fece vicino. L'animale iniziò subito a ragliare forte e piacevolmente; mise entrambe le zampe anteriori sulle spalle del padrone, lo leccò con la lingua, stracciò la sua veste con gli zoccoli e infine col suo peso disgraziatamente lo atterrò. Ascoltate le grida dell'uomo (abl. ass.) , la moglie e i figli corsero subito e si precipitano sull'asino con pietre e bastoni; infine abbandonarono lo stolto animale nella stalla stremato e mezzo morto.
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Praeter Latinos, antiquitus multi populi Italiam incolebat, ... vitam exhibent: convivia, ludos, spectacula, dis sacrificia.
Oltre ai latini, molti popoli abitavano l'Italia, come i Galli, i Veneti, gli Umbri, gli Apuli, ma viene considerata straordinaria la reputazione degli etruschi. Gli etruschi vivevano lieti e occupavano le terre tra l'Appennino e le coste tirreniche: qui infatti il suolo è fertile e produce abbondanza di frumento e di ulivi; ancora L'Elba, un'isola del Tirreno, è considerata fortunata, poiché possiede ricche miniere di ferro. Il popolo dell'Etruria ingrandiva la ricchezza della terra con i commerci. Consideriamo splendide molte città dell'Etruria fra le quali spiccavano Fiesole, Pisa, Volterra, Perugia, Chiusi, Tarquinia e Veio. La lingua degli etruschi anche oggi viene considerata sconosciuta, poiché non è stata ancora tradotta; infatti (ne) conosciamo le lettere ma (ne) capiamo poco le parole. Ancora oggi molti visitano i monumenti che illustrano la vita dell'antica Etruria. Straordinari sono i dipinti dei sepolcri di Chiusi e di Tarquinia e rivelano tutta la vita degli Etruschi: i banchetti, i giochi, gli spettacoli e i sacrifici agli dei.
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Aeneas Cumas properat inferorum ianua erat. Vir cum Sibylla Cumana ...
Enea ha premura di giungere a Cuma: qui si trovava la porta degli Inferi. L’eletto si muoveva lungo i regni dell’Averno assieme alla Sibilla Cumana. Davanti al vestibolo dell’Averno ci sono i Lutti e gli Affanni; qui del Morbo abitano sia la Rovina sia la Guerra sia la Discordia sia i tormenti della vita. Nel vestibolo l’olmo distende i rami: sotto l’ombra dell’olmo vi sono i sogni. Appaiono mostri e fiere di ogni genere; Enea vede i Centauri, Scilla, Briareo, l’idra di Lerna, la Chimera, le crudeli Arpie e molti altri flagelli. L’eletto audacemente sguaina la spada, ma viene rimproverato dalla Sibilla poiché gli occhi vedono soltanto ombre, non forme viventi. (by Geppetto)
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Cum Galli trans Anienem fluvium castra posuissent...ab omnibus Manlius "Torquatus" appellatus est.
Dopo che i Galli ebbero posizionato l'accampamento al di là del fiume Aniene, l'esercito Romano uscì dalla città (Roma). Poiché nel mezzo c'era un ponte, e un certo Gallo molto bellicoso era avanzato sicuro sul ponte vuoto, tutti i Romani si trovavano in grande agitazione. Dopo che il Gallo, a voce alta, ebbe gridato: Venga al combattimento il più forte dei Romani!, Tito Manlio si volse al generale, esclamando: Desidero mostrare a codesta belva il valore romano!. E a costui il generale: Vai avanti, o Manlio – rispose – e difendi il buon nome romano! Il Gallo scioccamente lo attendeva allegro, disprezzando la sua bassa statura. Quindi, dopo che ambedue si furono posizionati tra i due schieramenti, il Gallo scagliò contro Manlio un'enorme spada. Ma il Romano, rapidissimo, si gettò contro l'avversario e con un paio di colpi gli trapassò l'addome. Mentre il Gallo stava disteso esanime, Manlio gli sottrasse una collana, per adornare con essa il suo collo: per questo da tutti fu chiamato Manlio "Torquato".
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Nauta procella ad insulam desertam et nebulosa impellitur....et aniculae gratias agit.
Un marinaio viene spinto da una tempesta verso un'isola deserta ed oscura. In quel luogo non c'è vita: non brucano l'erba caprette, agnelle e vitelle e ne (vi) scorrono placide acque. Allora il marinaio tende in avanti i palmi delle mani ed invoca la fortuna (infatti la fortuna è una dea): "Fortuna dove sei? Perché sono scampato alla tempesta, se ora muoio d'inedia? Allora la dea appare al marinaio, dissolve la nebbia e (gli) mostra una piccola casa. Il marinaio bussa alla porta e la porta d'ingresso viene aperta da una vecchietta pia e canuta. La vecchietta ospita amorevolmente il marinaio. Subito viene preparata dalla buona donna un'abbondante cena: sulla mensa vengono poste delle uve rosse e gialle, focacce profumate, gradite olive ed una brocca piena di acqua fresca. Allora il marinaio rende grazie alla Fortuna e alla vecchietta.
(By Vogue)
Ulteriore proposta di traduzione
Un marinaio è sospinto da una tempesta su di un'isola deserta e tenebrosa. In quel luogo non c'è vita: le caprette, le agnelle, le vitelle, non brucano l'erba né scorrono le placide acque. Allora il marinaio protende le mani ed invoca la fortuna (Infatti c'è la dea Fortuna; "Fortuna dove sei? perché sono scampato alla tempesta, se ora sono distrutto dalla fame? Allora la dea appare al marinaio, dissolve la nebbia e fa vedere una piccola capanna. Il marinaio bussa alla porta e la porta è aperta da una bianca e pia vecchietta. La vecchietta accoglie cortesemente il marinaio. Subito viene preparata dalla buona donna un'abbondante cena: Sulla tavola vengono posti grappoli d'uva rossa e dorata, profumate focacce, gradevoli olive e una brocca ricolma di acqua fresca. Allora il marinaio ringrazia la Fortuna e la vecchietta.
(By Maria D. )