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Poiché Temistocle era apprezzato piuttosto poco dai genitori, sia perché viveva troppo liberamente, sia perché trascurava il patrimonio familiare, venne diseredato dal padre. Questa offesa non lo abbatté, bensì lo incoraggiò. Infatti, dopo che fu giunto alla conclusione che essa non poteva essere cancellata senza una enorme applicazione, egli dedicò tutto se stesso allo Stato, mettendosi al servizio degli amici e della reputazione, in maniera molto diligente, e provvedendo sempre alla patria. Compariva molto nelle cause private, spesso partecipava all'assemblea del popolo; in mancanza di lui non veniva trattata nessuna questione importante, per la qual cosa, tuttavia, egli era malvisto da molti. Egli convinse il popolo a che, con quel denaro che arrivava dalle miniere, fosse costruita una flotta di cento navi. Dopo che questa fu velocemente realizzata, prima sconfisse i Corciresi, poi, con il dare la caccia ai predoni del mare, rese il mare sicuro. In tal modo, da un lato rifornì gli Ateniesi di ricchezza, dall'altro li rese anche espertissimi di guerra navale. Quanto di salvezza ciò sarebbe stato per la Grecia intera, lo si scoprì con la guerra contro i Persiani.
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Proserpina era una bella fanciulla. In Sicilia, presso Enna, raccoglieva viole e gigli nel bosco, riempiva cesti, e scherzava con le amiche. Ma il dio Plutone, signore degli Inferi, vede la giovinetta: ne ammira la bellezza e, per amore, rapisce la fanciulla. Invano Proserpina chiama le compagne: è trasportata nel Tartaro dalla carrozza di Plutone. Proserpina è la regina degli inferi, e governa le anime dei morti, e sempre le governerà.
Paulus aedilis in medio foro basilicam Aemiliam iam texit iisdem antiquis columnis et basilicam quam
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L'edile Paolo ha già ricoperto la basilica Emilia, al centro del foro, con le medesime colonne antiche, ed ha reso magnifica la basilica che ha dato in appalto. Cosa vuoi sapere? Quel monumento era veramente gradito, veramente glorioso. E così noi, amici di Cesare, per quel monumento, che tu elogiavi sempre, abbiamo speso sessanta milioni di sesterzi, denaro che abbiamo pattuito con i privati cittadini; inoltre abbiamo anche ampliato il foro, e lo abbiamo esteso fino all'atrio del tempio della Libertà. Realizzeremo un lavoro decisamente glorioso, infatti, per i comizi tributi, nel Campo Marzio, faremo recinti e tetti marmorei, che chiuderemo con un portico altissimo e lungo. Al contempo, al lavoro sarà aggiunta anche una villa pubblica.
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Commodo affrontò anche la lotta gladiatoria e accettò di ricevere i nomi dei gladiatori con una tale gioia come se ricevesse appellativi trionfali. Si recò sempre volentieri agli spettacoli e ordinò che negli atti pubblici fossero registrate tutte le volte che vi si recava. Dicono inoltre che egli combatté settecentotrentacinque volte. Nell'ambito di queste raccontano che combatté durante l'impero del padre trecentossessantacinque volte e che allo stesso modo successivamente collezionò tante vittorie gladiatorie, sia per i reziarii sconfitti che per quelli uccisi, da raggiungere il numero di mille. Volle inoltre uccidere di sua mano bestie differenti, cosicché uccise anche elefanti e molte migliaia. E spesso fece queste cose mentre il popolo Romano assisteva.
C. Plinius Paterno suo salutem dicit, accidit ut confecerint me infirmitates meorum libertorum morte
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C. Plinio saluta il suo Paterno. È accaduto che mi abbiano rattristato le malattie dei miei liberti, e anche le morti, per di più di giovani. Ho due consolazioni, per nulla pari a un così grande dolore, tuttavia (sono) consolazioni: la prima (è) la mia propensione alla liberazione (lett. facilità di liberazione) – reputo, infatti, che non li ho persi del tutto precocemente, coloro che ho perso già liberi – il secondo conforto è il fatto che concedo ai servi anche di fare, per così dire, dei testamenti, e li custodisco come giuridicamente validi. Ne consegue che essi ordinino e chiedano cosa desiderano; io stesso obbedisco – confesserò ciò a chiare lettere – come se avessi ricevuto degli ordini. Spartiscono, regalano, lasciano (in eredità) per lo più all'interno della casa; infatti, è costume che, per i servi, la casa sia quasi uno Stato e, per così dire, una città. Ma, benchè con queste consolazioni mi rassereni, sono abbattuto e avvilito da quella medesima umanità la quale mi indusse a permettere proprio questo. E non ignoro che gli altri, vicende di questo genere, non le chiamano se non un danno, e per questo si credono uomini grandi e saggi. Pensi che questi siano grandi e saggi? Non so, uomini non sono. È caratteristico dell'uomo, infatti, essere commosso dal dolore, provare (emozioni), e tuttavia resistere e accettare conforti, non lo è non aver bisogno di conforti. Stammi bene.
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