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Ἑπόμενοι δὲ τούτοις εἰσὶν οἵ τε Ὑλοφάγοι καὶ οἱ Σπερματοφάγοι καλούμενοι. τούτων δ' οἱ μὲν ὑπὸ τὴν θερείαν τὸν πίπτοντα καρπὸν ἀπὸ τῶν δένδρων ὄντα πολὺν ἀθροίζοντες ἀπόνως διατρέφονται, κατὰ δὲ τὸν ἄλλον καιρὸν τῆς βοτάνης τῆς ἐν ταῖς σκιαζομέναις συναγκείαις φυομένης προσφέρονται τὴν προσηνεστάτην· στερεὰ γὰρ οὖσα τὴν φύσιν, καὶ καυλὸν ἔχουσα παραπλήσιον ταῖς λεγομέναις βουνιάσιν, ἐκπληροῖ τὴν τῆς ἀναγκαίας τροφῆς ἔνδειαν. οἱ δὲ Ὑλοφάγοι μετὰ τέκνων καὶ γυναικῶν ἐπὶ τὰς νομὰς ἐξιόντες ἀναβαίνουσιν ἐπὶ τὰ δένδρα καὶ τοὺς ἁπαλοὺς τῶν ἀκρεμόνων προσφέρονται. τοιαύτην δ' ἐκ τῆς συνεχοῦς μελέτης τὴν ἐπ' ἄκρους τοὺς κλάδους ἀναδρομὴν ποιοῦνται πάντες ὥστε ἄπιστον εἶναι τὸ γινόμενον· καὶ γὰρ μεταπηδῶσιν ἀφ' ἑτέρου ἐφ' ἕτερον δένδρον ὁμοίως τοῖς ὀρνέοις, καὶ τὰς ἀναβάσεις ἐπὶ τῶν λεπτοτάτων κλάδων ποιοῦνται χωρὶς κινδύνων. ἰσχνότητι γὰρ σώματος καὶ κουφότητι διαφέροντες, ἐπειδὰν τοῖς ποσὶ σφάλλωνται, ταῖς χερσὶν ἀντιλαμβάνονται· κἂν τύχωσι πεσόντες ἀφ' ὕψους, οὐδὲν πάσχουσι διὰ τὴν κουφότητα· καὶ πάντα δὲ κλάδον ἔγχυλον τοῖς ὀδοῦσι κατεργαζόμενοι πέττουσιν εὐκόπως ταῖς κοιλίαις. οὗτοι δ' ἀεὶ βιοῦσι γυμνοὶ μὲν ἐσθῆτος, κοιναῖς δὲ χρώμενοι γυναιξὶν ἀκολούθως καὶ τοὺς γεννηθέντας παῖδας κοινοὺς ἡγοῦνται. διαπολεμοῦσι δὲ πρὸς ἀλλήλους περὶ τῶν τόπων ῥάβδοις ὡπλισμένοι, καὶ ταύταις ἀμυνόμενοι τοὺς ἐναντίους διασπῶσι τοὺς χειρωθέντας. τελευτῶσι δ' αὐτῶν οἱ πλεῖστοι λιμῷ καταπονηθέντες, ὅταν τῶν ὀμμάτων ἀπογλαυκωθέντων τὸ σῶμα στερηθῇ τῆς ἀναγκαίας ἐκ ταύτης τῆς αἰσθήσεως χρείας.
Aldilà di questi ci sono i Mangiatori di legno ed i Mangiatori di semi. Questi ultimi, raccogliendo d’estate senza fatica il frutto che cade dagli alberi, che è tanto, se ne nutrono, mentre per tutto il tempo opportuno (si nutrono) del fusto di una dolce pianta che germoglia nelle ombreggiate scarpate; che è di consistenza dura, e che ha lo stelo assai simile alle dette piante di ravizzone (βουνιάς -άδος, ἡ), colmando l’insufficienza dello scarso nutrimento. I mangiatori di legno, muovendo per i pascoli con figli e mogli, salgono sugli alberi e colgono i teneri germogli. Tramite un continuo esercizio tutti si arrampicano (fanno ascesa su) sugli alti rami, in modo (come fosse) incredibile a farsi: e infatti balzano da un albero all’altro proprio come gli uccelli e i passaggi fra i sottilissimi rami sono fatti senza pericoli. E afferrato il succoso ramo con i denti lo digeriscono con facilità nei ventri. Vivono sempre senza (nudi di) veste, così come tengono le donne comuni (in comune) e pure i bambini in comune. (by Geppetto)
Di di conseguenza considerano comuni anche i figli. Lottano tra di loro per il possesso dei luoghi armati di bastoni e respingendo con questi i nemici, fanno a brandelli chi ha avuto la peggio. Per la maggior parte muoiono debilitati dalla fame, quando, affetti da glaucoma agli occhi, il loro corpo resti primo dell'uso che è necessario di questo senso.
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ὑπακουσάντων δὲ τῷ θεῷ τῶν Ἀθηναίων, προσέταξεν αὐτοῖς ὁ Μίνως διδόναι κόρους ἑπτὰ καὶ τὰς ἴσας κόρας δι´ ἐτῶν ἐννέα βορὰν τῷ Μινωταύρῳ ὅσον ἂν χρόνον ζῇ τὸ τέρας. δόντων δ´ αὐτῶν, ἀπηλλάγησαν τῶν κακῶν οἱ κατὰ τὴν Ἀττικήν, καὶ ὁ Μίνως πολεμῶν ἐπαύσατο τὰς Ἀθήνας. διελθόντων δὲ ἐτῶν ἐννέα πάλιν ὁ Μίνως ἦλθεν εἰς τὴν Ἀττικὴν μετὰ μεγάλου στόλου, καὶ τοὺς δὶς ἑπτὰ κόρους ἀπαιτήσας ἔλαβε. μελλόντων δ´ ἐκπλεῖν τῶν περὶ τὸν Θησέα, ὁ Αἰγεὺς συνέθετο πρὸς τὸν κυβερνήτην {καὶ προσέταξεν αὐτῷ}, ἐὰν μὲν ὁ Θησεὺς νικήσῃ τὸν Μινώταυρον, καταπλεῖν αὐτοὺς λευκοῖς ἱστίοις, ἐὰν δὲ ἀπόληται, μέλασι, καθάπερ καὶ πρότερον ποιεῖν εἰώθεσαν. καταπλευσάντων δ´ αὐτῶν εἰς Κρήτην Ἀριάδνη μὲν ἡ θυγάτηρ τοῦ Μίνωος ἠράσθη τοῦ Θησέως εὐπρεπείᾳ διαφέροντος, Θησεὺς δ´ εἰς λόγους ἐλθὼν αὐτῇ καὶ ταύτην συνεργὸν λαβών, τόν τε Μινώταυρον ἀπέκτεινε καὶ τὴν ἔξοδον τὴν τοῦ λαβυρίνθου παρ´ αὐτῆς μαθὼν διεσώθη.
Poiché gli Ateniesi furono soggetti al dio, Minosse ordinò loro di dare sette giovani e pari ragazze ogni nove anni come pasto al Minotauro per quanto tempo vivesse il mostro. Poiché essi consegnarono, essi nell’Attica furono liberati dai mali e, Minosse liberò Atene dalle guerre. Giungendo i nove anni di nuovo Minosse venne in Attica con un grande esercito e, prese due volte sette i giovani chiesti. Sul punto di salpare gli amici di Teseo, Egeo concordò col timoniere, che se Teseo vincerà il Minotauro essi navigano con bandire bianche, se invece morisse, nere, come proprio prima era solito fare. Quando essi approdarono a Creta Arianna la figlia di Minosse si innamorò di Teseo che si distingueva per bell’apparenza, Teseo venuto a colloquio con lei anche prendendola come complice, uccise il Minotauro e appreso da lei l’uscita del labirinto si salvò. (by Stuurm)
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Οι δε Γαλαται τοις μεν σωμασιν εισιν ευμηκεις, ταις δε σαρξι καθυγροι δε λευκοι... ηθμου φερετα το πομα.
I Galati sono alti di statura, muscoli flaccidi, pelle bianca, capelli naturalmente biondi ed essi, anche con artifici, sogliono accentuare la particolarità naturale del colore. Lavano, infatti, frequentemente le chiome con acqua di calce e li tirano indietro dalla fronte alla sommità della testa e già fino alla nuca, così da sembrare simili nell’aspetto ai Satiri o a Pan: a seguito di questo trattamento, i capelli diventano tanto pesanti da non differire in nulla dalla criniera dei cavalli. Alcuni radono la barba, altri la fanno un po’ crescere; i nobili radono le guance, lasciando crescere i baffi in modo tale da nascondere la bocca. Perciò quando mangiano, i baffi si riempiono di cibo, quando bevono, la bevanda passa come attraverso un filtro.
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Υπακοσαντων δε τω θεω των Αθηναιων, προσεταξεν αυτοις ο Μινως διδοναι κορους επτα και τας ισας κορας... παῥ αυτης μαθων διεσωθη.
Avendo gli Ateniesi dato ascolto al dio, Minosse ordinò loro di offrire sette giovani uomini ed altrettante giovani donne per essere pasto per il Minotauro per nove anni, questo per il tempo se la fiera vive. Accordate queste cose, furono modificate cose non buone per l'Attica e Minosse pose fine alla guerra contro Atene. Passati i nove anni nuovamente Minosse marciò contro l'Attica con un grande esercito e pretendeva le due sette giovani richiesti. Apprestandosi a mandare per nave per quelli Teseo, Egeo concordò (συντίθημι) col cibernauta, che, se Teseo avesse vinto il Minotauro, di ritornare issando vele bianche, se invece fosse morto, vele nere, proprio come furono soliti fare (ἔθω) in partenza. Dopo aver raggiunto Creta, Arianna, la figlia di Minosse, si innamorò di Teseo che attraeva per la bellezza, Teseo convincendola con le parole e avendo preso quell'arma, uccideva il Minotaro e ritrovò (διασῴζω) l'uscita del labirinto come aveva imparato da lei. by (Geppetto)
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Ο Διονυσιος φησι δ' ουν Αμμωνα βασιλευοντα του μερους της λιβυης Ουρανου γημαι θυγατερα την προσαγορευομενην Ρεαν... απ' εκεινων των τοπων απηρτημενην.
Dionisio afferma dunque che Ammone regnando su quella parte della Libia sposò la figlia di Urano nota con il nome di Rea che era sorella di Crono e degli altri Titani. Ma percorrendo il regno vicino ai monti chiamati Cerauni trovò una fanciulla che si distingueva per la sua bellezza di nome Amaltea. Innamoratosi, giacque con lei e generò un figlio di una bellezza e di una forza meravigliose e designò Amaltea signora di tutta la contrada vicina, la cui forma era simile a un corno di bue, per la quale ragione fu denominata "corno di Espero"; a causa della buona qualità del terrenoera piena di varie specie di viti e di tutti gli alberi che producono frutti coltivati. Quando però la donna appena citata ricevette il dominio, da lei il paese prese il nome di Corno di Amaltea e perciò gli uomini delle generazioni successive per la suddetta ragione chiamano Corno di Amaltea la terra migliore che abbonda di frutti delle varie specie Ora però Ammone per paura della gelosia di Rea nascose il neonato e trasferì nascosto il bambino in una città, Nisa, ad una grande distanza da quei luoghi