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τὸ τῆς Ἀθηνᾶς ἄγαλμα Φειδίας μὲν κατεσκεύαζε, Περικλῆς δὲ ὁ Ξανθίππου ἦν ἐπιμελητής. τῶν δὲ συνεργασαμένων τῷ Φειδίᾳ τινὲς ἐκάθισαν ἐπὶ τῶν τῶν θεῶν βωμῶν· διὰ δὲ τὸ παράδοξον προσκαλούμενοι ἔφασαν πολλὰ τῶν ἱερῶν χρημάτων ἔχοντα Φειδίαν δείξειν, ἐπισταμένου καὶ συνεργοῦντος τοῦ ἐπιμελητοῦ Περικλέους. διόπερ ἐκκλησίας συνελθούσης περὶ τούτων, οἱ μὲν ἐχθροὶ τοῦ Περικλέους ἔπεισαν τὸν δῆμον συλλαβεῖν τὸν Φειδίαν, καὶ αὐτοῦ τοῦ Περικλέους κατηγόρουν ἱεροσυλίαν. πρὸς δὲ τούτοις Ἀναξαγόραν τὸν σοφιστήν, διδάσκαλον ὄντα Περικλέους, ὡς ἀσεβοῦντα εἰς τοὺς θεοὺς ἐσυκοφάντουν· συνέπλεκον δ´ ἐν ταῖς κατηγορίαις καὶ διαβολαῖς τὸν Περικλέα, διὰ τὸν φθόνον σπεύδοντες διαβαλεῖν τὴν τἀνδρὸς ὑπεροχήν τε καὶ δόξαν. ὁ δὲ Περικλῆς, εἰδὼς τὸν δῆμον ἐν μὲν τοῖς πολεμικοῖς ἔργοις θαυμάζοντα τοὺς ἀγαθοὺς ἄνδρας διὰ τὰς κατεπειγούσας χρείας, κατὰ δὲ τὴν εἰρήνην τοὺς αὐτοὺς συκοφαντοῦντα διὰ τὴν σχολὴν καὶ φθόνον, ἔκρινε συμφέρειν αὑτῷ τὴν πόλιν ἐμβαλεῖν εἰς μέγαν πόλεμον, ὅπως χρείαν ἔχουσα τῆς Περικλέους ἀρετῆς καὶ στρατηγίας μὴ προσδέχηται τὰς κατ´ αὐτοῦ διαβολάς, μηδ´ ἔχῃ σχολὴν καὶ χρόνον ἐξετάζειν ἀκριβῶς τὸν περὶ τῶν χρημάτων λόγον.
TRADUZIONE LETTERALE
Fidia costruiva (imperfetto di κατασκευάζω) la statua di Atena, mentre Pericle, il figlio di Santippo, [ne] era l'amministratore. Ma alcuni fra coloro (genitivo partitivo) che lavoravano (participio genitivo plurale di συνεργάζομαι) con Fidia si sedettero presso l'altare degli dei: essendo stati invitati (προσκαλέω) a dare uno spiegazione (inf. Δείκνυμι) per lo strano fatto dissero che Fidia possedeva molti dei beni sacri e che lo sapeva anche il curatore Pericle e che era suo complice. Perciò quando ci fu l'assemblea su di loro i nemici di Pericle convinsero il popolo ad arrestare Fidia ed accusarono lo stesso Pericle di furto sacrilego. Oltre a questi calunniavano (σῡκοφαντέω) il sofista Anassagora, che era maestro di Pericle come uno che commetteva empietà (ἀσεβέω) verso gli dei; nelle accuse e calunnie univano (συμπλέκω) anche Pericle poiché quelli per invidia si affrettavano a screditare la supremazia e la fama dell'uomo. Ma poiché Pericle sapeva (εἴδω) che il popolo durante le azioni di guerra ammira gli uomini capaci/abili per i bisogni che lo affliggono (κατεπείγω) mentre durante la pace (sott: il popolo) calunnia quelli stessi per ozio e per invidia, decise che era vantaggioso per lui gettare la città in una grande guerra affinché (ὅπως προσδέχηται congiuntivo = finale - προσδέχηται da προσδέχομαι), avendo necessità del valore e della strategia militare di Pericle, non subisse accuse su di lui e non avesse né tempo libero né quiete per esaminare attentamente riguardo il discorso sui beni.
(Traduzione letterale by Anna Maria Di Leo)
Versione tratta da Diodoro Siculo
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ORIGINE DEL NOME ERACLE
Ἀλκμήνη δὲ τεκοῦσα καὶ φοβηθεῖσα τὴν τῆς Ἥρας ζηλοτυπίαν, ἐξέθηκε τὸ βρέφος εἰς τὸν τόπον ὃς νῦν ἀπ´ ἐκείνου καλεῖται πεδίον Ἡράκλειον. καθ´ ὃν δὴ χρόνον Ἀθηνᾶ μετὰ τῆς Ἥρας προσιοῦσα, καὶ θαυμάσασα τοῦ παιδίου τὴν φύσιν, συνέπεισε τὴν Ἥραν ὑποσχεῖν τὴν θηλήν. τοῦ δὲ παιδὸς ὑπὲρ τὴν ἡλικίαν βιαιότερον ἐπισπασαμένου [...] Μετὰ δὲ ταῦτα ἡ μὲν Ἥρα δύο δράκοντας ἀπέστειλε τοὺς ἀναλώσοντας τὸ βρέφος, ὁ δὲ παῖς οὐ καταπλαγεὶς ἑκατέρᾳ τῶν χειρῶν τὸν αὐχένα σφίγξας ἀπέπνιξε τοὺς δράκοντας. διόπερ Ἀργεῖοι πυθόμενοι τὸ γεγονὸς Ἡρακλέα προσηγόρευσαν, ὅτι δι´ Ἥραν ἔσχε κλέος, Ἀλκαῖον πρότερον καλούμενον.
Alcmena dopo aver generato Eracle. Temendo la gelosia di Era portò il neonato nel luogo che ora da lui è chiamato "pianura di Eracle." A quel tempo, Atena avvicinandosi (in quel posto) insieme ad Era guardando con meraviglia la natura del bambino, persuase Era ad offrirgli la mammella. Ma quando il bambino tirò alla mammella con troppa violenza per la sua età, Era provando dolore e gettò via il neonato. Ma Atena, lo portò alla madre e la esortana a nutrirlo. Dopo questi fatti [lett. queste cose], Era poi mandò due serpenti per uccidere il bambino ma il bambino, non si intimorì, stringendone il collo con ciascuna delle due mani, soffoca i serpenti. Perciò, gli Argivi, essendo venuti a conoscenza della nascita, chiamarono il bambino Eracle, perché per Era aveva gloria (fama), prima si chiama(va) Alceo.
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Αναρχίας οὒσης κατά τήν Αίγυπτον έπ ἒτη δύο, καί τοῦ ὂχλου εις ταραχάς και φόνους τρεπομένου, έποιήσαντο συνωμοσίαν οί μέγιστοι τῶν ήγεμόνων δώδεκα ὂντες συνεόρεύσαντες δέ έν Μέμφει και συνθήκας ποιησάμενοι περί τῆς πρός άλλήλους όμονοίας καί πίστεως. ένέδειξαν έαυτούς βασιλεῖς. Επ’ ἒτη δέ πεντεκαίδεκα κατά τούς ὂρκους καί τάς ομολογίας ἃρξαντες καί τήν πρός άλλήλους ομόνοιαν διατήρησαντες. έβουλεύσαντο κατασκευάσαι κοινόν εαυτῶν τάφον, ἳνα, καθάπερ έν τῷ ζῆν εύνοοῦντες άλλήλοις τῶν ἳσων τιμῶν έτύγχανον. οὒτω καί μετά τήν τελευτήν έν ένί τόπῳ ἒν μνῆμα τά έαυτῶν σώματα περιέχῃ.
Poiché c'era anarchia in Egitto per due anni, e dirigendosi la plebe verso tumulti ed omicidi, i più potenti dei capi essendo dodici stabilirono un'alleanza; stando a consiglio a Menfi e facendo patti di accordi e di fiducia reciproci, dichiararono sé stessi re. Per quindici anni secondo i giuramenti e gli accordi avendo regnato e mantenuto la concordia tra di loro, stabilirono di allestire una loro comune sepoltura, affinché, come in vita benevolenti fra di loro, toccavano gli stessi onori, così dopo la morte in un unico luogo un unico ricordo circondasse i loro corpi.
(By Stuurm)
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Τάνταλος Διὸς μὲν ἦν υἱός, πλούτῳ δὲ καὶ δόξῃ διαφέρων κατῴκει τῆς Ἀσίας περὶ τὴν νῦν ὀνομαζομένην Παφλαγονίαν. διὰ δὲ τὴν ἀπὸ τοῦ πατρὸς Διὸς εὐγένειαν, ὥς φασι, φίλος ἐγένετο τῶν θεῶν ἐπὶ πλέον. ὕστερον δὲ τὴν εὐτυχίαν οὐ φέρων ἀνθρωπίνως, καὶ μετασχὼν κοινῆς τραπέζης καὶ πάσης παῤῥησίας, ἀπήγγελλε τοῖς ἀνθρώποις τὰ παρὰ τοῖς ἀθανάτοις ἀπόῤῥητα. δι´ ἣν αἰτίαν καὶ ζῶν ἐκολάσθη καὶ τελευτήσας αἰωνίου κατὰ τοὺς μύθους τιμωρίας ἠξιώθη, καταταχθεὶς εἰς τοὺς ἀσεβεῖς. τούτου δ´ ἐγένετο Πέλοψ υἱὸς καὶ Νιόβη θυγάτηρ· αὕτη δ´ ἐγέννησεν υἱοὺς ἑπτὰ καὶ θυγατέρας τὰς ἴσας {εὐπρεπείᾳ διαφερούσας}. ἐπὶ δὲ τῷ πλήθει τῶν τέκνων μέγα φρυαττομένη πλεονάκις ἐκαυχᾶτο καὶ τῆς Λητοῦς ἑαυτὴν εὐτεκνοτέραν ἀπεφαίνετο. εἶθ´ ἡ μὲν Λητὼ κατὰ τοὺς μύθους χολωσαμένη προσέταξε τῷ μὲν Ἀπόλλωνι κατατοξεῦσαι τοὺς υἱοὺς τῆς Νιόβης, τῇ δ´ Ἀρτέμιδι τὰς θυγατέρας. τούτων δ´ ὑπακουσάντων τῇ μητρὶ καὶ κατὰ τὸν αὐτὸν καιρὸν κατατοξευσάντων τὰ τέκνα τῆς Νιόβης, συνέβη τὴν προειρημένην ὑφ´ ἕνα καιρὸν ὀξέως ἅμα εὔτεκνον καὶ ἄτεκνον γενέσθαι.
TRADUZIONE LETTERALE
Tantalo era figlio di Zeus, distinguendosi per ricchezza e saggezza, risiedeva in Asia in quella parte allora chiamata Paflagonia. Per discendenza dal padre Zeus, come si dice, diventa in pieno amico degli dei. Nel tempo siccome umanamente non sentiva felicità anche partecipando (μετέχω) alla tavola comune e ad ogni confidenza, riportava agli uomini cose segrete degli immortali. Per questa colpa fu punito (κολάζω) sia vivendo sia diventando immortale fu ritenuto meritevole (ἀξιόω) di castigo secondo i disegni, destinato a ciò per gli atti di empietà. Quindi nascono il figlio Pelope e la figlia Niobe: questa generA sette figli e ugual numero di figlie che erano di bell'aspetto. Essendo molto orgogliosa per l'elevato numero dei figli, troppo spesso si vantava (καυχάομαι) e diceva di avere migliore fertilità di Latona. Allora, secondo le leggende, Latona che ne era adirata, ordinò ad Apollo di uccidere con le sue frecce i figli di Niobe, ad Artemide le figlie. Obbedendo costoro alla madre (gen. ass. ) e nello stesso tempo uccidendo a colpi di freccia i figli di Niobe accadde che subito in un solo momento quella donna fosse contemporaneamente madre fortunata e senza figli.
(By Geppetto)
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Ο δ' Επαμεινωνδας πανδημει τους Θηβαιους τους εν ηλικια στρατιας οντας καταλεξας εις την μαχην και των αλλων Βοιωτων τους ευθετους... αριστος αμυνεσθαι περι πατρης.
Epaminonda passando in rassegna in massa i soldati Tebani che erano validi alle armi per la battaglia e quelli idonei fra gli altri Beozi, scortava le forza fuori da Tebe avendo in totale non più di seimila uomini. Nell'uscita dei soldati dalla città a molti sembrò manifestarsi un segno sgradevole per la spedizione militare. Infatti alle porte andava incontro a quelli intorno ad Epaminonda un banditore cieco, che proclamava pronunciando il bando, proprio come era abituato, che uno schiavoera fuggito via, e di non farlo uscire da Tebe e di non ucciderlo ma di salvarlo quando ricondotto. Gli anziani ascoltato il banditore (gen. assoluto) si avevano presagio del futuro mentre i giovani facevano silenzio per non sembrare, per viltà, dissuadere Epaminonda dalla spedizione. Epaminonda, verso coloro che affermavano che doveva prestare attenzione ai presagi diceva che è bellissimo difendere la patria.