- Dettagli
- Scritto da Anna Maria Di Leo
- Categoria: versioni di greco DIODORO SICULO
- Visite: 3
Παραπλησίως δέ τῷ Πριάπῳ τινες μυθολογοῦσι γεγενῆσθαι τόν όνομαζόμενον Έομαφρόδιτον, ὂν έξ Έρμοῦ καί ’Αφροδίτης γεννηθέντα τυχεῖν τῆς έξ άμφοτέρων τῶν γονέων συντεθείσης προσηγορίας. Τούτον δ' οί μέν φασιν εἶναι θεόν καί κατά τινας χρόνους φαίνεσθαι παρ’ άνθρώποις, καί γεννᾶσθαι τήν τοῦ σώματος φύσιν ἒχοντα μεμιγμενην έξ άνδρός καί γυναικός• καί τήν μέν εύπρέπειαν καί μαλακότητα τοῦ σώματος ἒχειν γυναικί παρεμφερῆ, τό δ’ άρρενωπόν καί δραστικόν άνδρός ἒχειν• ἒνιοι δέ τά τοιαῦτα γένη ταῖς φύσεσιν άποφαίνονται τέρατα ύπάρχειν, καί γεννώμενα σπανίως προσημαντικά γίνεσθαι ποτέ μέν κακῶν ποτέ δ’ άγαθῶν.
TRADUZIONE LETTERALE
Alcuni raccontano, in modo quasi uguale a Priapo, che fosse stato generato uno chiamato Ermafrodito tale che, essendo figlio di Ermes e Afrodite, ottenere le caratteristiche comuni di entrambi i genitori. Alcuni dicono che sia un dio e che talvolta si manifesti presso gli uomini e sviluppi il sesso del corpo che ha preso insieme dall'uomo e dalla donna: e che anche la forma dolcissima del corpo ha pressoché simile alla donna, dell'uomo la parte virile e ed attiva; Alcuni dichiarano che queste specie siano discese da generi che produssero le belve, e che, generate raramente, nascessero preannunciate talora da fatti cattivi, talora da buoni.
(By Geppetto)
ALTRA PROPOSTA DI TRADUZIONE
In modo uguale a Priapo alcuni raccontano sia accaduto che quello chiamato Ermafrodito, che nacque da Ermes e Afrodite di avere in sorte un nome che è una combinazione da quelli dei genitori. Alcuni dicono che questo Ermafrodito è un dio che appare di tanto in tanto tra gli uomini, e che è nato con un corpo fisico che è una combinazione di quello di un uomo e di una donna; e che ha un corpo bello e delicato come quello di una donna, ma con qualità maschili e il vigore di un uomo; altri invece dichiarano che questa nascita mostruosa è cominciata dalle nature, e che nascendo raramente sono presaghi a volte di mali a volte di beni. (By Stuurm)
- Dettagli
- Scritto da Anna Maria Di Leo
- Categoria: versioni di greco DIODORO SICULO
- Visite: 3
τὸν Νεῖλόν φασι κατὰ τὴν τοῦ σειρίου ἄστρου ἐπιτολήν, ἐν ᾧ καιρῷ μάλιστα εἴωθε πληροῦσθαι, ῥαγέντα κατακλύσαι πολλὴν τῆς Αἰγύπτου, καὶ μάλιστα τοῦτο τὸ μέρος ἐπελθεῖν οὗ Προμηθεὺς εἶχε τὴν ἐπιμέλειαν· διαφθαρέντων δὲ σχεδὸν ἁπάντων τῶν κατὰ ταύτην τὴν χώραν τὸν Προμηθέα διὰ τὴν λύπην κινδυνεύειν ἐκλιπεῖν τὸν βίον ἑκουσίως. διὰ δὲ τὴν ὀξύτητα καὶ τὴν βίαν τοῦ κατενεχθέντος ῥεύματος τὸν μὲν ποταμὸν Ἀετὸν ὀνομασθῆναι, τὸν δ´ Ἡρακλέα, μεγαλεπίβολον ὄντα καὶ τὴν ἀνδρείαν ἐζηλωκότα, τό τε γενόμενον ἔκρηγμα ταχέως ἐμφράξαι καὶ τὸν ποταμὸν ἐπὶ τὴν προϋπάρξασαν ῥύσιν ἀποστρέψαι. διὸ καὶ τῶν παρ´ Ἕλλησι ποιητῶν τινας εἰς μῦθον ἀγαγεῖν τὸ πραχθέν, ὡς Ἡρακλέους τὸν ἀετὸν ἀνῃρηκότος τὸν τὸ τοῦ Προμηθέως ἧπαρ ἐσθίοντα.
TRADUZIONE LIBERA
Dicono che il Nilo, all'epoca del sorgere dell'astro Sirio, stagione nella quale il fiume di solito è in piena, rotti gli argini inondò la larga larga parte dell'Egitto e che in particolare invase quella zona in cui Prometeo aveva la sovrintenza. Poichè quasi tutte le località in qella regione furono distrutte, Prometeo per il dolore per poco non si suicidò. A causa della rapidità e della violenza con cui la corrente precipitava, al fiume fu dato nome Aetos (aquila); ma Eracle, che aspirava a grandi cose e agognava la fama di valoroso, rapidamente ostruì il punto dove l'acqua aveva fatto irruzione e rimandò il fiume nel corso preesistente. Perciò anche alcuni poeti trasposero in mito il fatto, dicendo che Eracle aveva eliminato l'aquila che mangiava il fegato di Prometeo.
Traduzione letterale
Si dice che il Nilo prorompendo, al sorgere del sole ardente, in quel momento era solito essere moltissimo in piena, sommergesse gran parte dell’Egitto, e che soprattutto raggiungesse quella parte di cui Prometeo si prendeva cura; poiché distruggeva quasi tutto in questa regione, Prometeo per la pena rischiava volontariamente di morire. Per la rapidità e la violenza della corrente che scorreva, il fiume era denominato Aquila, Eracle che era di grandi imprese e aveva un coraggio ammirabile, abbia subito bloccato l’avvenuto straripamento e abbia volto indietro il fiume al corso preesistente. Perciò anche alcuni tra i poeti presso i Greci ricondussero il fatto compiuto ad un mito, come se Eracle che uccideva l’aquila che mangiava il fegato di Prometeo. (by Stuurm)
- Dettagli
- Scritto da Anna Maria Di Leo
- Categoria: versioni di greco DIODORO SICULO
- Visite: 3
Της βουλης κρινασης αυτον λεγειν τα συμφεροντα τη πολει και ηδη συγχωρησαντος του δημου τον νεον λιμενα κατασκευασαι... κατασκευαζεσθαι τον λιμενα. (Da Diodoro Siculo)
Dopo aver valutato il Consiglio che egli dicesse i vantaggi alla città e già avendo convenuto il demo che costruisse il nuovo porto, Temistocle assume l'autorità di fare ciò che viene deciso. Si allontanava da ciascuna assemblea ammirando la virtù dell'uomo. Temistocle, avendo ogni favore disponibile per le cose che intraprendeva, pensò di nuovo di ingannare gli Spartani; infatti sapeva esattamente che come proprio gli Spartani impedissero per la fortificazione della città, che allo stesso modo per la costruzione del porto avrebbero tentato di spezzare le iniziative degli Ateniesi. Dunque gli sembrò opportuno mandare ambasciatori agli Spartani, affinché spigassero di convenire alla comune politica della Grecia avere un porto adeguato contro la spedizione militare da parte dei Persiani. In questo modo rendendo gli Spartani più deboli per ostacolare, egli si mise all'opera e, avendo tutti rivaleggiato, accadde di pervenire presto e in modo inaspettato di essere costruito il porto.
(By Stuurm)
- Dettagli
- Scritto da Anna Maria Di Leo
- Categoria: versioni di greco DIODORO SICULO
- Visite: 3
Ῥητέον δ' ἡμῖν καὶ περὶ τῶν καλουμένων Χελωνοφάγων, ὃν τρόπον ἔχουσι τὴν ὅλην διάθεσιν τοῦ βίου. νῆσοι γάρ εἰσι κατὰ τὸν ὠκεανὸν πλησίον τῆς γῆς κείμεναι, πολλαὶ μὲν τὸ πλῆθος, μικραὶ δὲ τοῖς μεγέθεσι καὶ ταπειναί, καρπὸν δὲ οὔθ' ἥμερον οὔτ' ἄγριον ἔχουσαι. ἐν ταύταις διὰ τὴν πυκνότητα κῦμα μὲν οὐ γίνεται, τοῦ κλύδωνος θραυομένου περὶ τὰς ἄκρας τῶν νήσων, χελωνῶν δὲ θαλαττίων πλῆθος ἐνδιατρίβει περὶ τοὺς τόπους τούτους, πανταχόθεν καταφεῦγον πρὸς τὴν ἐκ τῆς γαλήνης σκέπην. αὗται δὲ τὰς μὲν νύκτας ἐν βυθῷ διατρίβουσιν ἀσχολούμεναι περὶ τὴν νομήν, τὰς δ' ἡμέρας εἰς τὴν ἀνὰ μέσον τῶν νήσων θάλατταν φοιτῶσαι κοιμῶνται μετέωροι τοῖς κύτεσι πρὸς τὸν ἥλιον, παρεμφερῆ τὴν πρόσοψιν ποιοῦσαι ταῖς κατεστραμμέναις ἀκάτοις· ἐξαίσιοι γὰρ τοῖς μεγέθεσιν ὑπάρχουσι καὶ τῶν ἐλαχίστων ἁλιάδων οὐκ ἐλάττους. οἱ δὲ τὰς νήσους κατοικοῦντες βάρβαροι κατὰ τοῦτον τὸν καιρὸν ἠρέμα προσνήχονται ταῖς χελώναις· πρὸς ἑκάτερον δὲ μέρος πλησιάσαντες, οἱ μὲν πιέζουσιν, οἱ δ' ἐξαίρουσιν, ἕως ἂν ὕπτιον γένηται τὸ ζῷον. ἔπειθ' οἱ μὲν ἐξ ἑκατέρου μέρους οἰακίζουσι τὸν ὅλον ὄγκον, ἵνα μὴ στραφὲν τὸ ζῷον καὶ νηξάμενον τῷ τῆς φύσεως βοηθήματι φύγῃ κατὰ βάθους, εἷς δ' ἔχων μέρμιθα μακρὰν καὶ δήσας τῆς οὐρᾶς νήχεται πρὸς τὴν γῆν καὶ προσέλκεται μετάγων τὸ ζῷον ἐπὶ τὴν χέρσον, συμπαρακομιζομένων τῶν ἐξ ἀρχῆς τὴν ἐπίθεσιν πεποιημένων.
Parliamo anche di quelli che vengono chiamati "Chelonofagi" e diciamo in qual modo è organizzato il loro sistema di vita. Infatti ci sono nell'Oceano delle isole situate vicino alla terra, molto numerose, di piccole dimensioni e basse, che non producono frutti, né coltivati né selvatici. ...(continua)
- Dettagli
- Scritto da Anna Maria Di Leo
- Categoria: versioni di greco DIODORO SICULO
- Visite: 3
Επομενοι δε τουτοις εισιν οι τε Υλοφαγοι και Σπερματοφαγοι καλουμενοι... και τους παιδας κοινους ηγουνται.
Aldilà di questi ci sono i Mangiatori di legno ed i Mangiatori di semi. Questi ultimi, raccogliendo d’estate senza fatica il frutto che cade dagli alberi, che è tanto, se ne nutrono, mentre per tutto il tempo opportuno (si nutrono) del fusto di una dolce pianta che germoglia nelle ombreggiate scarpate; che è di consistenza dura, e che ha lo stelo assai simile alle dette piante di ravizzone (βουνιάς -άδος, ἡ), colmando l’insufficienza dello scarso nutrimento. I mangiatori di legno, muovendo per i pascoli con figli e mogli, salgono sugli alberi e colgono i teneri germogli. Tramite un continuo esercizio tutti si arrampicano (fanno ascesa su) sugli alti rami, in modo (come fosse) incredibile a farsi: e infatti balzano da un albero all’altro proprio come gli uccelli e i passaggi fra i sottilissimi rami sono fatti senza pericoli. E afferrato il succoso ramo con i denti lo digeriscono con facilità nei ventri. Vivono sempre senza (nudi di) veste, così come tengono le donne comuni (in comune) e pure i bambini in comune. (by Geppetto)