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Ἐτελεύτα μὲν δὴ Ἀλέξανδρος ἐπὶ Ἡγησίου ἄρχοντος Ἀθήνησιν· ἐβίω δὲ δύο καὶ τριάκοντα ἔτη καὶτοῦ τρίτου μῆνας ἐπέλαβεν ὀκτώ͵ ὡς λέγει Ἀριστόβουλος· ἐβασίλευσε δὲ δώδεκα ἔτη καὶ τοὺς ὀκτὼτούτους μῆνας͵ τό τε σῶμα κάλλιστος καὶ φιλοπονώτατος καὶ ὀξύτατος γενόμενος καὶ τὴν γνώμην ἀνδρειότατος καὶ φιλοτιμότατος καὶ φιλοκινδυνότατος καὶ τοῦ θείου ἐπιμελέστατος· ἡδονῶν δὲ τῶν μὲν τοῦ σώματοςἐγκρατέστατος͵ τῶν δὲ τῆς γνώμης ἐπαίνου μόνουἀπληστότατος· ξυνιδεῖν δὲ τὸ δέον ἔτι ἐν τῷ ἀφανεῖὂν δεινότατος͵ καὶ ἐκ τῶν φαινομένων τὸ εἰκὸς ξυμβαλεῖν ἐπιτυχέστατος͵ καὶ τάξαι στρατιὰν καὶ ὁπλίσαιτε καὶ κοσμῆσαι δαημονέστατος· καὶ τὸν θυμὸν τοῖςστρατιώταις ἐπᾶραι καὶ ἐλπίδων ἀγαθῶν ἐμπλῆσαι καὶτὸ δεῖμα ἐν τοῖς κινδύνοις τῷ ἀδεεῖ τῷ αὑτοῦ ἀφανίσαι͵ξύμπαντα ταῦτα γενναιότατος. καὶ οὖν καὶ ὅσα ἐντῷ ἐμφανεῖ πρᾶξαι͵ ξὺν μεγίστῳ θάρσει ἔπραξεν͵ ὅσατε φθάσας ὑφαρπάσαι τῶν πολεμίων͵ πρὶν καὶ δεῖσαίτινα αὐτὰ ὡς ἐσόμενα͵ προλαβεῖν δεινότατος· καὶ τὰμὲν ξυντεθέντα ἢ ὁμολογηθέντα φυλάξαι βεβαιότατος͵πρὸς δὲ τῶν ἐξαπατώντων μὴ ἁλῶναι ἀσφαλέστατος͵χρημάτων τε ἐς μὲν ἡδονὰς τὰς αὑτοῦ φειδωλότατος͵ἐς δὲ εὐποιΐαν τῶν πέλας ἀφθονώτατος.
Alessandro morì quando ad Atene era arconte Egesia. Visse trentadue anni e otto mesi, come dice Aristobulo; regnò dodici anni e gli otto mesi che si è detto. Era di corpo bellissimo e. amante delle fatiche; acutissi-mo di mente e coraggioso; amante della gloria e dei pericoli e molto rispettoso del divino. Dei piaceri del corpo era padrone; di quelli della mente solo della gloria era insaziabile. In situazioni ancora oscure era abilissimo nell'intuire ciò che si doveva fare; da circostanze evidenti era capace di individuare con successo la via da seguire. Nello schierare, armare ed equipaggiare l'esercito era bravissimo; nel sollevare l'animo dei soldati, riempirli di buone speranze, togliere loro la paura nei pericoli, mostrandosi lui stesso impavido, in tutto questo eccelleva grandemente. E dunque, quando era manifesto ciò che si doveva fare, egli dispiegava nell'azione il più grande coraggio; quando, invece, si doveva ghermire una vittoria prevenendo i nemici, era abilissimo nel colpire prima ancora che qualcuno potesse temere ciò che sarebbe accaduto. Nel rispetto dei patti e degli accordi fu fidatissimo, e sicuro nel non farsi prendere in trappola dagli ingannatori. Risparmiava il denaro se si trattava dei propri piaceri, ma ne era prodigo per fare del bene a chi gli era vicino.
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IL FIUME OXO
VERSIONE DI GRECO DI ARRIANO
Il fiume Oxo sorge dal monte Caucaso, è il più grande tra i fiumi asiatici, quanti Alessandro e i suoi ne raggiunsero, escludendo il fiume Indo (e) quelli indiani sono i maggiori tra i fiumi. L’Oxo sfocia nell’oceano presso l’Ircania. A chi tentasse di attraversare il fiume, l’impresa si presentava del tutto impossibile : infatti esso si estendeva in larghezza per circa 6 stadi, non più grande in profondità, ma in qualche punto (ancora) molto più profondo, sabbioso e violento nella corrente, così da togliere senza difficoltà ciò che era conficcato (nel profondo) contro corrente, come cose poggiate instabilmente sulla sabbia. Inoltre vi era difficoltà nei lavori ed era palese (che ci sarebbe voluto) molto tempo, se prima avessero cercato di fermare la corrente.
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Il nodo di Gordio vesione di greco di Arriano traduzione dal libro ESERCIZI GRECI
παρῆλθε, πòθος...τά τε σημεῖα καὶ τοῦ δεσμοῦ τὴν λυσιν
I greci conferiscono ad Alessandro Magno il comando della spedizione contro la persia - VERSIONE ARR
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I greci conferiscono ad Alessandro Magno il comando della spedizione contro la persia
Versione di greco di Arriano
Λέγεται δὴ Φίλιππος μὲν τελευτῆσαι ἐπὶ ἄρχοντος Πυθοδήλου Ἀθήνησι. παραλαβόντα δὲ τὴν βασιλείαν Ἀλέξανδρον, παῖδα ὄντα Φιλίππου, ἐς Πελοπόννησον παρελθεῖν. εἶναι δὲ τότε ἀμφὶ τὰ εἴκοσιν ἔτη Ἀλέξανδρον. ἐνταῦθα ξυναγαγόντα τοὺς Ἕλληνας, ὅσοι ἐντὸς Πελοποννήσου ἦσαν, αἰτεῖν παρ' αὐτῶν τὴν ἡγεμονίαν τῆς ἐπὶ τοὺς Πέρσας στρατιᾶς, ἥντινα Φιλίππῳ ἤδη ἔδοσαν. καὶ αἰτήσαντα λαβεῖν παρ' ἑκάστων πλὴν Λακεδαιμονίων. Λακεδαιμονίους δὲ ἀποκρίνασθαι μὴ εἶναί σφισι πάτριον ἀκολουθεῖν ἄλλοις, ἀλλ' αὐτοὺς ἄλλων ἐξηγεῖσθαι. νεωτερίσαι δὲ ἄττα καὶ τῶν Ἀθηναίων τὴν πόλιν. ἀλλὰ Ἀθηναίους γε τῇ πρώτῃ ἐφόδῳ Ἀλεξάνδρου ἐκπλαγέντας καὶ πλείονα ἔτι τῶν Φιλίππῳ δοθέντων Ἀλεξάνδρῳ εἰς τιμὴν συγχωρῆσαι. ἐπανελθόντα δὲ ἐς Μακεδονίαν ἐν παρασκευῇ εἶναι τοῦ ἐς τὴν Ἀσίαν στόλου.
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Alessandro risparmia la casa del poeta Pindaro
versione di greco di Arriano
traduzione dal libro i greci e noi
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