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Telegonus, Ulixis et Circes filius, cum missus esset a matre ut genitorem quaereret, tempestate in Ithacam est delatus. Quod fame coactus erat atque agros vastare inceperat, Ulixes et Telemachus ignari in iuvenem impetum fecerunt. Ulixes a Telegono filio est interfectus, quod ei responsum erat filium mortem daturum esse. Postquam Telegonus cognovit se patrem suum necavisse, iussu Minervae cum Telemacho et Penelope in patriam revertit, in insulam Aeaeam; ad Circen Ulixem mortuum deportaverunt ibique sepulturae tradiderunt. Minervae monitu Telegonus Penelopen, Telemachus Circen duxerunt uxores. Circe et Telemacho natus est Latinus, qui ex suo nomine Latinae linguae nomen imposuit; ex Penelope et Telegono natus est Italus, qui Italiam ex suo nomine denominavit.
Telegono, figlio di Ulisse e Circe, essendo stato mandato dalla madre, affinché chiedesse del padre, con una tempesta fu trasportato a Itaca. Poichè era spinto dalla fame, aveva iniziato a devastare i campi, Ulisse e Telemaco, Ignari, fecero un assalto contro il giovane. Ulisse fu ucciso dal figlio Telegono, "come nel responoso che il figlio gli avrebbe dato la morte". Dopo che Telegono riconobbe suo padre e lo uccise, per volere di Minerva tornò in partia con Telemaco e Penelope, nell'isola di Eea; da circe portarono Ulisse morto, e qui gli diedero la sepoltura. Per ordine di Minerva, Telegono sposò Penelope, Telemaco (sposò) Circe. Da Circe e Telemaco nacque Latino, che dal suo nome diede il nome alla lingua latina; da Penelope e Telegono nacque Italo, che diede il nome all'Italia.
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Hectore sepulto, cum Achilles circa moenia Troianorum vagaretur, ac diceret se solum Troiam expugnasse, Apollo iratus, Alexandrum Parin se simulans, talum, quem mortalem habuisse dicitur, sagitta percussit et occidit. Achille occiso ac sepulturae tradito, Aiax Telamonius, quod frater patruelis eius fuit, postulavit a Danais, ut arma sibi Achillis darent: quae ira Minervae, ei abiurgata sunt ab Agamemnone et Menelao, et Ulixi data. Aiax, furia accepta, per insaniam pecora sua et se ipsum vulneratum occidit eo gladio, quem ab Hectore muneri accepit, dum cum eo in acie contendit.
Sepolto Ettore, Achille vagava intorno alle mura dei Troiani e diceva che da solo, aveva espugnato Troia il dio Apollo, adirato per quel che era successo, simulando (di essere) Alessandro Paride con una freccia trafisse il suo tallone che si diceva fosse vulnerabile e lo uccise. Dopo la morte di Achille e dopo avergli dato una degna sepoltura, Aiace Telamonio, poiché era fratello del padre, chiese ai Greci di assegnargli le armi di Achille: a causa dell’ira di Minerva, Agamennone e Menelao gliele negarono e le diedero invece ad Ulisse. Aiace era così preso dalla furia che uccise tutte le sue pecore e si suicidò con la sua spada, avuta da Ettore, quando duellò con lui.
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Argonautae cum per Cyaneas cautes, quae dicuntur Petrae Symplegades, intrassent mare quod dicitur Euxinum et errarent, voluntate Iunonis delati sunt ad insulam Diam. Ibi invenerunt naufragos nudos atque inopes Phrixi et Chalciopes filios, Argum, Phrontiden, Melam, Cylindrum; qui cum casus suos exposuissent Iasoni, se cum ad avum festinarent Athamanta ire, naufragio facto, ibi esse eiectos, quos Iason receptos auxilio iuvit; qui Iasonem Colchos perduxerunt per flumen Thermodoontem. Et cum iam non longe essent a Colchis, iusserunt navem in occulto collocari, et venerunt ad matrem Chalciopen Medeae sororem, indicantque Iasonis beneficia et cur venisset. Tunc Chalciope de Medea indicat, perducitque eam cum filiis suis ad Iasonem. Quae cum eum vidisset, agnovit quem in somnis adamaverat, Iunonis impulsu, omniaque ei pollicetur, et perducunt eum ad templum.
Gli Argonauti, essendo entrati nel mare detto Eusino attraverso gli scogli delle Cianee, che sono dette pietre delle Simplegadi e sbagliando rotta, per volontà di Giunone vennero trascinati verso l'sola Diam. Qui trovarono per caso dei naufraghi nudi e abbandonati, figli di Frisso e Calciope: Argo, Frontide, Melas e Cilindro, i quali, dopo aver esposto le proprie disavventure a Giasone, cioè che mentre si affrettavano ad andare dal nonno Atamante, dopo aver fatto naufragio, erano stati gettati lì, e che Giasone, accoltili, li aveva soccorsi. Essi condussero Giasone nella Colchide attraverso il fiume Termodonte. Ed essendo ormai non lontani dalla Colchide ordinarono che la nave fosse collocata in un luogo nascosto e giunsero dalla madre Calciope, sorella di Medea e riferirono le buone azioni di Giasone e perché fossero venuti. Allora Calciope fa rivelazioni riguardo a Medea e la conduce con i suoi figli da Giasone. Ella, dopo averlo visto, riconobbe colui che aveva amato appassionatamente nei sogni su influenza di Giunone e gli promette ogni cosa e lo conducono al tempio.
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Laocoon, Apollonis sacerdos, contra voluntatem Apollinis cum uxorem duxisset atque liberos procreavisset, forte ductus est ut sacrem faceret Neptuno ad litus; Apollo, cum occasionem habuisset, a Tenedo per fluctus maris dracones misit duos, qui filios eius Antiphantem et Thambraeum necarent. Quibus Laocoon cum auxilium portare optaret, ipsum quoque nexum necaverunt. Quod Phyges idcirco factum esse putaverunt, quod Laocoon hastam in equum Troianum miserat
Laocoonte, sacerdote di Apollo, avendo preso moglie contro la volontà di Apollo e generato dei figli, per caso fu condotto a fare sacrifici a Nettuno presso il litorale; Apollo, avendo avuto l'occasione, mandò da Tenedo due serpenti per le onde del mare, i quali uccidessero i suoi figli Antifante e Timbreo. Laocoonte, volendo portare loro aiuto uccisero anche lui dopo averlo avvinghiato. Pertanto i Frigi pensarono che ciò fosse accaduto perché Laocoonte aveva scagliato una lancia verso il cavallo di Troia. E i Frigi pensarono che ciò fosse accaduto perché Laocoonte aveva conficcato un bastone nel cavallo di Troia.
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Laio Labdaci filio ab Apolline erat responsum de filii sui manu mortem ut caveret. Itaque Iocasta Menoecei filia uxor eius cum peperisset, iussit exponi. Hunc Periboea Polybi regis uxor, cum vestem ad mare lavaret, expositum sustulit; Polybo sciente, quod orbi erant liberis, pro suo educaverunt eumque, quod pedes transiectos haberet, Oedipum nominaverunt.
A Laio, figlio di Labdaco, era stato predetto dall'oracolo di Apolllo di evitare la morte per mano di un suo figlio. Così, quando sua moglie Giocasta, figlia di Meneceo, partorì, egli ordinò di esporre il bambino. Ma Peribea, moglie del re Polibo, lo trovò mentre si recava al mare per lavare le vesti e lo raccolse; poiché essi non avevano figli, d’accordo con Polibo lo educarono come se fosse il loro e dato che aveva i piedi trapassati lo chiamarono Edipo.