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PER CONSEGUIRE UNA META SI DEVE ESSERE DISPOSTI A SOFFRIRE
VERSIONE DI GRECO di Polieno
TRADUZIONE dal libro Scholè
Inizio: Αρχιδαμος νυκτωρ τους στρατιωτας...
Fine: ...παντων κρατειν πεφυκεν.
TRADUZIONE
Archidamo di notte conduceva i soldati verso caria; la strada era arida pietrosa, molta, e i soldati si dolevano x la fatica. Archidamo li incoraggiava poiché era solo e sollecitava a non cedere mai. Dal momento che improvvisamente avendo assalito e avendo ucciso molti dei nemici distrussero la regione, quelli davano un banchetto essendo felici per la vittoria, Archidamo si alzò, nell'ora in cui sembravano aver distrutto la città. Dal momento che dicevano alcuni altri altri lui non disse in nessun modo, ma allora quando attraversavamo la strada lunga e arida; infatti il voler faticare di tutti ha messo in fuga il voler dominare.
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PER CONSEGUIRE UNA META SI DEVE ESSERE DISPOSTI A SOFFRIRE
VERSIONE DI GRECO di Polieno
TRADUZIONE dal libro Scholè
Inizio: Αρχιδαμος νυκτωρ τους στρατιωτας...
Fine: ...παντων κρατειν πεφυκεν.
TRADUZIONE
Archidamo di notte conduceva i soldati verso caria; la strada era arida pietrosa, molta, e i soldati si dolevano x la fatica. Archidamo li incoraggiava poiché era solo e sollecitava a non cedere mai. Dal momento che improvvisamente avendo assalito e avendo ucciso molti dei nemici distrussero la regione, quelli davano un banchetto essendo felici per la vittoria, Archidamo si alzò, nell'ora in cui sembravano aver distrutto la città. Dal momento che dicevano alcuni altri altri lui non disse in nessun modo, ma allora quando attraversavamo la strada lunga e arida; infatti il voler faticare di tutti ha messo in fuga il voler dominare.
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LE RANE
VERSIONE DI GRECO di Esopo
TRADUZIONE dal libro Schole
TRADUZIONE
Due rane essendo stanche giungevano in un qualche luogo per cercare un rifugio. Quando si trovavano presso a un pozzo, una delle due consiglia negligentemente di saltare giu. L'altra diceva: "Sebbene senza dubbio potremmo risalire dall'acqua", ma gettandosi non riuscirono a risalire. La favola insegna che non si deve andare contro i guai(contro imprese imprudenti)
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Ciro il giovane viene avviato alla paideia
versione greco Senofonte traduzione libro scholè
Κύρος έτι παις ών, οτ' έπαιδεύετο και σϋν τω άδελφω και σϋν τοις άλλοις παισί" πάντων κράτιστος ένομίζετο. Πάντες γαρ οί των αρίστων Περσών παίδες έπΐ ταις βασιλέως θύραις παιδεύονται-οί δέ παϊδες θεώνταί τε και άκούουσι τους τε τιμωμένους ύπό βασιλέως και τους άτιμαζομένους. ώστε εϋθϋς παίδες 6ντες μανθάνουσιν άρχει ν τε και άρχεσθαι. "Ενθα Κΰρος αίδημονέστατος μεν πρώτον των ήλικιωτών έδόκει είναι, τοΐς τε πρεσβυτέροις και των εαυτού υποδεεστέρων μάλλον πείθεσθαι, έπειτα δέ φιλιππότατος και τοΐς ϊπποις άριστα χρήσΟαι. Έκρίνετο δέ και των είς τον πόλεμον έργων, τοξικής τε και άκοντίσεως, φιλομαθέστατος είναι και μελετηρότατος.
Ciro era ancora fanciullo, quando veniva educato con il fratello e con gli altri fanciulli: era considerato il migliore di tutti. Infatti tutti i fanciulli dei nobili persiani si alla corte del re: i fanciulli vedono e ascoltano coloro che sono stimati dal re e coloro che sono disprezzati, così che subito i fanciulli presenti imparano a dominare e ad essere dominati. Qui Ciro sembrava essere innanzitutto il più rispettoso fra i coetanei e quello che più obbediva ai vecchi tra i più piccoli di lui, quindi molto amante dei cavalli e utilizzava ottimamente i cavalli. Era giudicato anche nelle cose riguardanti la guerra desiderosissimo di imparare e costantissimo nell’esercitarsi.
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Storia della formica
VERSIONE DI GRECO di Esopo
TRADUZIONE dal libro Scholè
Ό μυρμηξ πάλαι άνθρωπος ην, και την γεωργίαν έσπευδεν. Ουκ έβιότευε δε τωι-δίφ έργω και πόνοις, αλλά, ως κλώψ, τους των πλησίων καρπούς ύφηρεΐτο. Διό ό Όλύμπιος αγανακτεί και τον κλώπα δια την πλεονεξίαν κολάζει και εις μικρόν ζωδάριον μεταμορφοι, μύρμηκα ονομαζρμρ. νργ^παντελώς όμοιο^αισχρ^σκώληκι Ό μυρμηξ ούν την μορφην μεν μετεβαλλετο, την δε συνήθειαν ουδέ τους τρόπους ουκ ήλλασσεν έτι και νυν γαρ κατά τάς άρούρας περιέρχεται, και τους των άλλων πύρους και κριθάς συλλέγει, και βιοτεύει τοις άλλοτρίοις πόνοις χρώμενος. Ό λόγος δήλοι ότι3 οι πονηροί, ει και κολάζονται, τους τρόπους ου μεταβάλλονται.
TRADUZIONE
Un tempo, quella che oggi è la formica era un uomo che attendeva all’agricoltura e, non contento del frutto del proprio lavoro, guardava con invidia quello degli altri e continuava a rubare il raccolto dei vicini. Sdegnato della sua avidità, Zeus lo trasformò in quell’insetto che chiamiamo formica; ma esso, mutata natura, non mutò costumi, perché anche oggi gira per i campi, raccoglie il grano e l’orzo altrui e li mette in serbo per sé. La favola mostra che chi è cattivo di natura, anche se è gravemente punito, non muta costumi.
VERSIONE DI UN ALTRO UTENTE
La formica anticamente era un uomo, e si adoperava per l'agricoltura, non viveva però della propria opera e di fatiche, ma, come un ladro rubava i prodotti del vicino. Perciò Zeus si indisna a punisce il ladro per l'aspirazione ad avere di più e lo trasforma in un piccolo animaletto, che è chiamato formica, interamente uguale a un brutto verme. La formica quindi cambiava aspetto, non cambiava però l'abitudine e le maniere: ancora, anche oggi, infatti gira per i campi, raccoglie il frumento degli altri e l'orzo e vive servendosi delle fatiche altrui. La favola insegna che i maligni, anche se vengono puniti, non cambiano le maniere.