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Ὁ μὲν οὖν Ῥωμαίοις καὶ Καρχηδονίοις συστὰς περὶ Σικελίας πόλεμος ἐπὶ τοιούτοις καὶ τοιοῦτον ἔσχε τὸ τέλος, ἔτη πολεμηθεὶς εἴκοσι καὶ τέτταρα συνεχῶς, πόλεμος ὧν ἡμεῖς ἴσμεν ἀκοῇ μαθόντες πολυχρονιώτατος καὶ συνεχέστατος καὶ μέγιστος. ἐν ᾧ χωρὶς τῶν λοιπῶν ἀγώνων καὶ παρασκευῶν, καθάπερ εἴπομεν ἀνώτερον, ἅπαξ μὲν οἱ συνάμφω πλείοσιν ἢ πεντακοσίοις, πάλιν δὲ μικρῷ λείπουσιν ἑπτακοσίοις σκάφεσι πεντηρικοῖς ἐναυμάχησαν πρὸς ἀλλήλους. ἀπέβαλόν γε μὴν Ῥωμαῖοι μὲν ἐν τῷ πολέμῳ τούτῳ πεντήρεις μετὰ τῶν ἐν ταῖς ναυαγίαις διαφθαρεισῶν εἰς ἑπτακοσίας, Καρχηδόνιοι δ' εἰς πεντακοσίας. ὥστε τοὺς θαυμάζοντας τὰς Ἀντιγόνου καὶ Πτολεμαίου καὶ Δημητρίου ναυμαχίας καὶ τοὺς στόλους εἰκότως ἂν περὶ τούτων ἱστορήσαντας ἐκπεπλῆχθαι τὴν ὑπερβολὴν τῶν πράξεων. (Polibio)
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Ει πατερα τον Τιθωνος ειχες, αθανατον μεν οντα χρειαν δ' εχοντο δια γηρας αει πολλης επιμελειας... εκπαλαι κατωργιασμενον αυταις.
Se avevi Titone come padre, mortale sì, ma bisognoso di molte cure a causa della sua eterna vecchiezza, non credo che ti saresti sottratto né ti saresti rifiutato di assisterlo e di chiamarlo padre, pur essendo tu stesso immortale. La patria e la madre, invece, che i Cretesi chiamano "πρεσβύτερα" (più anziane) e "μείζονα δίκαια γονέων έχουσα" (che hanno diritti maggiori dei genitori), sono di certo più longeve, ma non senza vecchiaia e non autosufficienti. Anzi, necessitano sempre di grande attenzione, aiuto e cura, e attirano a sé e trattengono il cittadino, afferrandolo come un'edera e impedendogli di allontanarsi. Eppure, tu sai che io ho servito il dio di Delfi per molte Piziadi, ma nessuno oserebbe dirmi: "Basta, o Plutarco, hai sacrificato, officiato e danzato abbastanza. Ora è tempo che tu, essendo vecchio, deponga la corona e abbandoni l'oracolo a causa della tua età avanzata". Pertanto, non pensare neanche tu di dover abbandonare le onoranze di Zeus Politico e Agoraiο, di cui sei l'araldo e il profeta, dopo averle celebrate per così tanto tempo.
(By Starinthesky)
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Αυτος δε ως επι τον Ινδον ποταμον ηδη ηγε, και η στρατια αυτω ωδοποιει το προσω ιουσα απορα αλλως οντα τα ταυτη χωρια... Περδικκας αυτω εξωκοδομηκοτες παλαι ησαν.
Traduzione letterale
Egli (Alessandro Magno) avanzava ormai verso il fiume Indo: procedendo (partcipio εἶμι) l'esercito gli apriva la strada (ὁδοποιέω), poiché qui la regione era altrimenti invalicabile. Qui catturò pochi fra i barbari (genitivo partitivo) e da loro venne a sapere che gli Indiani (che risiedevano) in quella regione che erano fuggiti presso Abisare avevano lasciato gli elefanti a pascolare presso il fiume Indo; Egli ordinò loro di guidarlo sul sentiero verso gli elefanti. Molti fra gli indiani sono cacciatori (κῠνηγέτης) di elefanti; e Alessandro li aveva cari presso di sé ed una volta andava (θηράω imperf. ) a caccia di elefanti con loro. Due fra loro morirono (presente storico) gettandosi in un precipizio durante l'inseguimento; gli altri dopo averli catturati sopportavano di essere montati, furono inseriti nello schieramento (συντάσσω) con l'esercito. Presso il fiume trovò anche legna adatta a essere lavorato e questa fu tagliata (κόπτω aoristo passivo 3a singolare) per lui dall'esercito e furono costruite (ποιέω, aoristo passivo 3a plurale) navi. E queste furono condotte al fiume Indo fino al ponte che era quello che (ἥντινα = ὅστις femm. Sing. accusativo) Efestione e Perdicca avevano costruito per lui. (ἐξοικοδομέω participio perfetto) da molto tempo.
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Δαιδαλω μεν γενους τε Αθηνησιν υπηρχεν ειναι του βασιλικου των καλουμενων Μητιονιδων... τας γυναικας ες χαριν Δαιδαλου.
Egli sia per l'eccellenza della sua arte, sia per ragioni dei gran viaggi, e delle molte sue disgrazie, fu illustre presso tutti gli uomini. Avendo ucciso un figlio della sorella, e sapendo la pena, che le leggi della sua patria gli imponevan, volontariamente si rifugiò da Minosse a Creta, dove allo stesso Minosse e alle figlie fece delle statue, secondo quanto Omero dimostrò nell'Iliade. Ma riconosciuto di aver commesso di nuovo un delitto da Minosse, e messo in prigione con il figlio, fuggì da Creta e andò ad Inico città della Sicilia presso Cocalo, (e questo) fu il motivo della guerra tra i siciliani contro Creta, perché essendoglielo chiesto da Minosse, Cocalo non volle darglielo; e giunse a tal punto l'affetto delle figlie di Cocalo che le donne decisero di dare la morte a Minosse a favore di Dedalo.
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Ο Αλεξανδρος δε σπουδη αυθις ηγεν την στρατιαν επι τον ποταμον και καταλαμβανει...Αθηνας κατεστραψαν και τα ιερα ενεπρησαν.
Alessandro marciava rapidamente verso il fiume e raggiunGEVA un ponte che era stato costruito sopra quello e lo attraversava rapidamente con l'esercito. Da qui si dirigeva rapidamente verso i Persiani cosicché giungeva prima che le sentinelle rubassero le ricchezze. Si impadronì anche delle ricchezze a Pasargade nel tesoro di Ciro il primo. Mise in carica come satrapo di Persia, Fraserte, figlio di Reomito; bruciò la reggia persiana. Consigliandolo Parmenione di risparmiarla sia per le altre cose sia perché non è bello distruggere ricchezze ormai sue e perché gli uomini dell'Asia non lo avrebbero accolto allo stesso modo nel caso che non avesse capito di occupare l'impero dell'Asia, ma giungendo egli solo come un vincitore. Egli diceva che voleva che i Persiani fossero puniti perché (quelli) quando mossero contro la Grecia distrussero Atene e bruciarono i suoi templi.