Πίνδαρος τὸ μὲν γένος ἦν Θηβαῖος, υἱὸς Παγώνδα καὶ Μυρτούς, ἀπὸ κώμης Κυνοκεφάλων. Ἐδιδάσκετο νέος τὴν αὐλητικὴν καὶ τὴν λυρικήν. Ὁμῆλιξ ἦν δὲ Αἰσχύλου, καὶ ἀπέθανε ὅτε καὶ τὰ Περσικὰ ἤκμαζον. Ἔσχε δὲ θυγατέρας δύο, Εὔμητιν καὶ Πρωτομάχην. ...
Pindaro era un tebano, figlio di Pagonda e Mirto, dal (originario del) villaggio di Cinocefale. Da giovane, imparava l'arte del flauto e lirica. Era della stessa età di Eschilo, morì quando le guerre persiane erano al culmine. Ebbe due figlie, Eumetide e Protomache. Abitava a Tebe, avendo casa vicino al santuario della Madre degli Dei. Onorava molto la dea, essendo devotissimo, (onorava) anche Pan e Apollo, per il quale scrisse moltissime opere (lett cose). Era più giovane di Simonide e più anziano di Bacchilide. Durante la discesa di Serse era nel pieno dell'età. Era molto stimato da tutti i Greci, per l'essere amato da Apollo. Si racconta che, una volta gli Spartani avendo attaccato i Beoti e avendo incendiato Tebe, risparmiarono solo la sua casa, vedendo scritto sopra il verso: "Non bruciate la dimora di Pindaro, poeta delle Muse".
(By Vogue)