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Οὐκοῦν οὐδ’ ἂν εἷς ἀντείποι ὡς οὐ συμφέρει τῇ πόλει καὶ Λακεδαιμονίους ἀσθενεῖς εἶναι καὶ Θηβαίους τουτουσί. ἔστι τοίνυν ἔν τινι τοιούτῳ καιρῷ τὰ πράγματα νῦν, εἴ τι δεῖ τοῖς εἰρημένοις πολλάκις παρ’ ὑμῖν λόγοις τεκμήρασθαι, ὥστε Θηβαίους μὲν Ὀρχομενοῦ καὶ Θεσπιῶν καὶ Πλαταιῶν οἰκισθεισῶν ἀσθενεῖς γενέσθαι, Λακεδαιμονίους δ’, εἰ ποιήσονται τὴν Ἀρκαδίαν ὑφ’ ἑαυτοῖς καὶ Μεγάλην πόλιν ἀναιρήσουσι, πάλιν ἰσχυροὺς γενήσεσθαι. σκεπτέον τοίνυν μὴ πρότερον τούσδε γενέσθαι φοβεροὺς καὶ μεγάλους ἐάσωμεν ἢ ’κεῖνοι μικροὶ γεγενήσονται, καὶ λάθωσιν ἡμᾶς πλείονι μείζους οἱ Λακεδαιμόνιοι γενόμενοι ἢ ὅσῳ τοὺς Θηβαίους ἐλάττους συμφέρει γενέσθαι. οὐ γὰρ ἐκεῖνό γ’ ἂν εἴποιμεν, ὡς ἀνταλλάξασθαι βουλοίμεθ’ ἂν ἀντιπάλους Λακεδαιμονίους ἀντὶ Θηβαίων, οὐδὲ τοῦτ’ ἔσθ’ ὃ σπουδάζομεν, ἀλλ’ ὅπως μηδέτεροι δυνήσονται μηδὲν ἡμᾶς ἀδικεῖν· οὕτω γὰρ ἂν ἡμεῖς μετὰ πλείστης ἀδείας εἴημεν.
Traduzione libera
Nessuno dunque potrebbe replicare che alla città sia utile che gli spartani e i Tebani siano deboli. Ora le cose sono ridotte in termine, che, a voler fare una congettura da quello che è stato detto, i Tebani, se fossero ripopolate Orcomeno, Tespia e Platea, diminuirebbero la loro potenza e all'incontro gli spartani, se l'Arcadia fosse da loro stessi popolata e distruggessero Megalopoli, diventerebbero di nuovo forti. Da vedere è dunque se convenga, prima che quelli siano abbassati, che questi diventino più potenti, e senza nostro consenso e con nostro danno la potenza dei Lacedemoni s'accresca troppo, e troppo si diminuisca quella dei Tebani. Infatti senza dubbio non diremmo mai che vogliamo scambiare gli avversari e avere gli spartani invece dei Tebani. Non è questo ciò che abbiamo a cuore; ma bensì che né gli uni né gli altri ci possano nuocere; così infatti noi potremo stare al sicuro.
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Νόσημα γάρ, ὧ ἃνδρες ’Αθηναῖοι, δεινόν έμπέπτωκεν έις τήν Έλλαδα,...ώσθ’ ἳν’ άλλήλων ἃρχωσι καί Φιλίππῳ χαρίζωνται, συγγενείς αυτῶν καί πολίτας μιαιφονεῖν.
Una malattia terribile infatti, o signori Ateniesi, è piombata sulla Grecia, e un male che ha bisogno di una grande fortuna anche da parte della vostra attenzione. Infatti gli uomini di maggior prestigio nella città e ritenuti degni di dirigere gli affari pubblici, gli sventurati che hanno tradito la loro libertà, si procurano volontaria schiavitù, vezzeggiando a Filippo ospitalità amica e amicizia e cose simili; gli altri e quale autorità è mai in ciascuna delle città, che doveva punire costoro e all’istante condannare a morte, così sono poco disposti a fare qualsiasi cosa che si meravigliano ed emulano e vorrebbero essere ciascuno come questo. Per la verità questo modo di agire e siffatte rivalità dei Tessali, signori Ateniesi, fino a ieri o l’altro ieri ha distrutto l’egemonia e il comune prestigio, ecco ora anche si porta via la libertà; di alcuni di loro i Macedoni custodiscono infatti le cittadelle; entrò nel Peloponneso fece stragi nell’Elide, e riempì di siffata follia e pazzia quei miseri da uccidere i loro parenti e cittadini, per comandare sugli uni e gli altri ed essere graditi a Filippo. (by Stuurm)
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Οι γαρ της κατα τον παροντα χρονον γενεας προγονοι, και πατερες και τουτων επανω τας προσηγοριας εχοντες ... οτε τους επτ' επι Θηβας θαπτειν εκωλυεν Κρεων. (Epitafio per i caduti di Cheronea, 7 e 8 di Demostene)
Traduzione libera
Dall'origine della nostra razza fino a questi giorni (της κατα τον παροντα χρονον γενεας ) gli antenati, i padri, e sopra ogni altro, quelli che ebbero più chiaro nome onde sono da loro chiamati discendenti, non fecero mai oltraggio ai Greci o ai barbari, ma furono del buono, dell'onesto, del giusto assai osservanti, e nel difendersi per molte ed egregie gesta salirono in grande fama. Perchè l'esercito delle Amazzoni, le quali gli andavano addosso, le sgominarono a tal punto che le rimandarono di la della Faside, e non solo dalla nostra regione ma da tutta la Grecia misero in fuga Eumolpo e molti altri eserciti che tutti i nostri vicini ed i popoli d'occidente non poterono fermare. Che dire di più? Furono chiamati salvatori dei figli di Ercole che salvò tanti altri, quando fuggendo l'ira di Euristeo arrivarono supplici nel nostro paese. Ed oltre queste ed altre assai nobili gesta non vollero che i defunti non fossero privati dei funebri onori , quando Creonte vietava di dare sepoltura a sette combattenti a Tebe.
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Erga Emeron pagina 341 numero 229
Ου γαρ τους πενομενους και λιαν απορως διακειμενους υβριζειν εικος, αλλα τους πολλω πλειω τον αναγκαιων κεκτημενους· ... βουλομενοις περιγιγνεσθαι των αδικουμενων.
Infatti non i poveri e quelli che si trovano molto in difficoltà sono desiderosi di oltraggiare, ma quelli che hanno conquistato con molta dovizia i mezzi per vivere; né i deboli nei corpi lo sono, ma quelli che confidano nelle loro forze; né quelli che già avanzano nell’età senile, ma quelli ancora giovani che si servono delle giovanili facoltà intellettive. I ricchi infatti con le ricchezze comprano i processi, i poveri sono costretti dal trovarsi in povertà ad essere prudenti: e i giovani sono ritenuti meritevoli di ottenere indulgenza da parte dei vecchi, tutti allo stesso modo non riescono a rendere onore ai vecchi; e ai potenti è permesso che a loro nulla accada, come se lo pretendessero, di essere tracotante, ai deboli no. (by Geppetto)
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ἄξιοι δ᾽ ὑμῖν εἰσιν ὀργῆς, ὦ ἄνδρες δικασταί. οὗτοι γάρ, ὅτε Ἐργοκλῆς ἐκρίνετο, ἐν τῷ δήμῳ περιιόντες ἔλεγον ὡς πεντακόσιοι μὲν αὐτοῖς εἴησαν ἐκ τοῦ Πειραιῶς δεδεκασμένοι, ἑξακόσιοι δὲ καὶ χίλιοι ἐκ τοῦ ἄστεως: μᾶλλον δὲ προσεποιοῦντο πιστεύειν τοῖς χρήμασιν ἢ δεδιέναι τὰ αὑτῶν ἁμαρτήματα. ἐκεῖ μὲν οὖν ἐπεδείξατε αὐτοῖς, ἐὰν δὲ εὖ φρονῆτε, καὶ νυνὶ τοῦτο φανερὸν πᾶσιν ἀνθρώποις ποιήσετε, ὅτι οὐκ ἔστι τοσαῦτα χρήματα ἃ ὑμᾶς, οὓς ἂν λαμβάνητε ἀδικοῦντας, ἀποτρέψει τιμωρεῖσθαι, καὶ μηδεμίαν αὐτοῖς ἄδειαν δώσετε τὰ ὑμέτερα αὐτῶν διαρπάζουσι καὶ κλέπτουσιν. ἐγὼ μὲν οὖν ταῦτα ὑμῖν παραινῶ. πάντες γὰρ ἐπίστασθε ὅτι Ἐργοκλῆς χρηματιούμενος ἀλλ᾽ οὐ πρὸς ὑμᾶς φιλοτιμησόμενος ἐξέπλευσε, καὶ οὐδεὶς ἄλλος ἔχει τὰ χρήματα ἢ οὗτος. ἐὰν οὖν σωφρονῆτε, τὰ ὑμέτερ᾽ αὐτῶν κομιεῖσθε.
Questi uomini si meritano davvero tutto il vostro sdegno, o giudici. Durante il processo di Ergogle costoro giravano fa il popolo dicendo che erano riusciti a corrompere 500 cittadini della parte del Pireo e 600 fra quelli della città: facevano mostra di affidarsi al denaro più che di temere per i loro crimini. In quella occasione avete loro dimostrato, se avete un pò di senno anche ora lo renderete chiaro a tutti, che non ci sono ricchezze abbastanza grandi da distogliervi dalla volontà di punire quelli che avete colto in colpa, e che non lascerete che loro rubino ed impunemente saccheggino i vostri beni. Questa è l'esortazione che rivolgo a voi. Infatti tutti sapete che Ergogle partecipò alla spedizione navale per arricchirsi e non certo per dimostrare zelo nei vostri confronti, e nessun altro, se non Filocrate è in possesso di quel denaro. Se sarete saggi, recupererete ciò che vi appartiene.