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Μετ' ὀλίγον γὰρ τελευτήσαντος Ἀλεξάνδρου καὶ τῆς βασιλείας υἱοὺς διαδόχους οὐκ ἔχοντος ἐτόλμησαν ἀντιλαβέσθαι...τι των εις τον πολεμον χρησιμων.
Dopo poco tempo che Alessandro era morto, e poiché non aveva eredi al trono (lett figli successori), osarono impadronirsi della libertà e dell'autorità comune dei Greci. Ebbero come pretesti per la guerra sia il gran numero di ricchezze lasciate da Arpalo, a proposito delle quali avevamo raccontato in precedenza in questo libro, e allo stesso modo (ebbero come pretesti) anche i mercenari che erano stati resi senza paga dai satrapi in Asia, che erano ottomila e vivevano vicino al Taenaro nel Peloponneso. Pertanto, ordinarono in segreto all'Ateniese Leostene, prima di prendere questi [uomini] che seguivano il proprio interesse indipendentemente dalla volontà del popolo affinché Antipatro sistemasse (διατεθῇ, congiuntivo aoristo passivo 3a sg διατίθημι) in modo più agevole i preparativi senza darsi pensiero (lett non dandosi pensiero) di Leostene. Gli Ateniesi invece presero sollievo e tempo per preparare qualcosa delle cose utili per la guerra.
(by Anna Maria Di Leo)
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Σκόπει τό καθηγούμενα καί τά ακόλουθα καί οὒτως ἃπτου τοῦ ἒργου. Δέῖ σ’ εύτακτέϊν, άναγκοτροφεΐν, άπέχεσθαι πεμμάτων, γυμνάζεσθαι πρός ανάγκην, έν ὣρᾳ τεταγμένῃ, έν καύματι, έν ψύχει, μή ψυχρόν πίνειν, μή οίνον, ώς ἒτυχεν, άπλῶς ώς ίατρῳ παραδεδωκέναι σεαυτόν τῳ επιστάτῃ, εἶτα έν τῳ άγῶνι παρορύσσεσθαι, έστι δέ ὂτε χεῖρα έκβαλεῖν, σφυρόν στρέψαι, πολλήν άφήν καταπιέῖν, εσθ’ ὂτε μαστιγωθῆναι καί μετά τούτων πάντων νικηθήναι. Ταῦτα έπισκεψάμενος, ἃν ἒτι θέλῃς, ἒρχου έπί τό άθλεῖν. Εί δέ μή, ώς τά παιδία άναστραφήσῃ, ἃ νῦν μέν παλαιστάς παίζει, νῦν δέ μονομάχους, νῦν δέ σαλπίζει, εἶτα τραγῳδεί· οὒτω καί σύ νῦν μέν αθλητής, νῦν δέ μονομάχος, εἶτα ρήτωρ, εἶτα φιλόσοφος, ὂλῃ δέ τῇ ψυχῇ ούδέν· άλλ’ ώς πίθηκος πᾶσαν θέαν, ἢν ἃν ἳδῃς, μιμῇ καί ἃλλο έξ ἃλλου σοι άρέσκει. Ού γάρ μετά σκέψεως ἧλθες έπί τι ουδέ περιοδεύσας, άλλ’ είκῇ καί κατά ψύχραν επιθυμίαν. Οὒτω θεασάμενοί τινες φιλόσοφον καί άκούσαντες οὒτω τινός λέγοντος, ώς Ευφράτης λέγει (καίτοι τίς οὒτω δύναται είπεῖν, ώς εκεῖνος; ) θέλουσι καί αυτοί φιλοσοφεῖν.
Osserva le cose che istruiscono e le cose conformi come un fatto tangibile. Tu devi essere moderato, stare a regime, astenersi dai dolci, esercitarsi per necessità, nella stagione stabilita, nella calura, nella stagione fredda, non bere acqua fredda, né vino, a caso, semplicemente come affidarsi al medico al sovrintendente, poi nella competizione scavare la sabbia, talora lasciar cadere le mani, volgere indietro il piede, inghiottire molta polvere per impedire la presa, talora essere sferzato e dopo tutte queste cose essere vinto. Avendo esaminato queste cose, se ancora volessi, va’ a combattere. Se invece no, come se ritornassi fanciullo, ora quelle cose gioca a fare il lottatore, ora il gladiatore, ora suona la tromba, poi recita una tragedia: così anche tu ora come atleta, ora come gladiatore, poi retore, poi filosofo, niente con il pensiero tutto intero; ma come una scimmia imita tutta una visione, quella che vedresti, anche altro da altro a te è gradevole. Infatti non con la percezione andresti verso qualcosa né quando vai in giro col pensiero ma fortuitamente e con fredda passione. Così avendo alcuni osservato un filosofo e avendo ascoltato così qualcosa che dice, come dice Eufrate (per altro chi così può dire, come quello?) vogliono anche costoro studiare filosofia. (by Stuurm)
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Έπει έγνωσαν oί Ήρακλεώται ὂτι έκπλεῖν δεδογμένον εἳη καί Ξενοφῶν... έπει πλοῖα έστι, καί κατασχειν τήν Φασιανῶν χώραν.
Quando gli Eraclei seppero che si era presa la decisione di partire per mare anche lo stesso Senofonte aveva votato, mandano le navi, mentirono riguardo il denaro che offrirono a Timasione e Torace. Allora rimasero turbati e temettero l’esercito quelli che avevano promesso la paga. Quindi prendendo essi con sé tutti gli altri strateghi con i quali si erano consigliati quelle cose che facevano prima (erano tutti tranne Neone figlio di Asinaio, il quale suppliva Crisoforo come generale, Crisoforo non era ancora venuto) vennero da Senofonte, e gli dissero che cambiavano proposito, e che sembrava fosse cosa migliore navigare fino al Fasi, poiché ci sono le navi, ed impadronirsi della regione dei Fasiani.
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Αρχη δε της ολης αποστασεως εγενετο τοιαυτη. Δαμοφιλος τις ην Ενναιος, την δ'ουσιαν ... μηδ'αυτων των υπομαζιων ψειδομενοι.
L'inizio della rivolta fu questo. C'era un certo Damofile di Enna ricchissimo di sostanze, superbo d'indole. Costui trattava estremamente ( εἰς ὑπερβολήν) male gli schiavi anche la moglie Megallide faceva a gara (lett. contendeva) con il marito (τἀνδρί crasi per τῳ ἀνδρί) nell'infliggere una punizione disumana sugli schiavi. (lett. Contendeva con il marito la punizione e altra inumanità sugli schiavi. ) Esasperati da queste cose gli oltraggiati concordavano tra loro a favore della rivolta e sull'omicidio dei padroni. Ed andarono (lett. andando) da Euno per domandargli se la deliberazione era ammessa dinanzi agli dei. Questi con ciarlaneria, come era solito, rispondeva loro (lett. participio rispondendogli) che lo permettevano. Subito dunque radunarono quattrocento tra i servi e (ὠς ἄν) quando il tempo era opportuno, armati irruppero nella città di Enna, marciando Euno alla loro testa che fingeva con questi le fiamme del fuoco. Entrati nelle case causavano una grandissima strage, e non risparmiarono (risparmiando) nessuno dei loro lattanti.
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Μετα δε την θητειαν Αθηνα αυτω την βασιλειαν κατεσκευασε. ζευς δε εδωκεν αυτω γυναικα Αρμονιαν ...Ζευς λυσας τα ραμματα και διδωσιν Ερμη.
Dopo il lavoro stipendiato Atena gli fondò il regno, Zeus gli dava come moglie Armonia, figlia di Afrodite ed Ares. E tutti gli dei banchettando, cantarono festeggiando a Cadmea il matrimonio. Cadmo le donava un peplo ed una collana fatta da Efesto che alcuni dicono che era stata donata da Efesto a Cadmo, Ferecide invece (dice) che gli era stata donata da Europa e che quella l'aveva ricevuta da Zeus. Nascono a Cadmo le figlie ebbe quattro figlie, Autonoe, Ino, Semele e Agave, un figlio, Polidoro. Zeus si innamorò di Semele, e si unì in amore con lei, di nascosto da Era. Ella essendo stata ingannata da Era, avendole Zeus promesso di eseguire ogni (sua) richiesta, (gli) chiede di andare (da lei) soltanto con lo stesso aspetto con il quale corteggiava Era. Zeus non potendo rifiutare si avvicina al letto di lei sul suo carro, tra folgori e saette, e scagliò un fulmine ma poiché Semele morì per la paura (genitivo assoluto)Semele morì per il terrore, e Zeus tirò fuori dal fuoco il bambino di sei mesi che la fanciulla portava in seno, ancora immaturo, e se lo cucì in una coscia. Morta Semele, le rimanenti figlie di Cadmo misero in giro la voce che Semele si era unita ad un mortale, e che Zeus, e che aveva fatto una dichiarazione falsa su Zeus e che per questo l'aveva fulminata. Dopo del tempo, Zeus si scucì la coscia, partorì Dioniso e l’affidò ad Ermes.