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Esortazione all'esercito
versione di greco e traduzione dal libro Ellenisti
Il comandante dice all'esercito: "belle speranze, abbiamo salvezza. Infatti noi siamo leali e ci atteniamo a giuramenti degli dei, e i nemici non solo non sono leali, ma contro il giuramento sciolgono i trattati di pace. Dunque gli dei sono contro i nemici invece a noi amici: infatti gli dei hanno il compito di procurare sconfitta ai forti, e salvare i deboli dalle difficoltà. Dunque se valorosi combattiamo i nemici, la vittoria è sicura. Infatti gli dei ammirano le virtù degli uomini leali e valorosi e salvano gli onesti dai tremendi pericoli. "
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Affermazioni logiche e affermazioni illogiche
versione greco dal libro Ellenisti
Queste affermazioni sono illogiche: quelle affermazioni sono più logiche: tu non sei ne il possesso ne il modo di parlare.
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Il giuramento dei medici
versione di greco di Ippocrate
Testo di vari libri - Greco nuova edizione
Ομνυμι Απόλλωνα ίητρόν και Άσκληπιόν και Ύγείαν και Πανάκειαν και θεούς παντός τε και πάσας, 'ίστορας ποιεύμενος, έπιτελέα ποιήσειν κατά δυναμιν και κρίσιν έμήν βρκον τόνδε και ξυγγραφήν τήνδε· ήγήσασθαι μεν τον διδάξαντα με την τέχνην ταύτην Τσα γενέτησιν έμοΤσι, και βίου κοινώσασθαι, και χρεών χρηΐζοντι μετάδοσιν ποιήσασθαι, και γένος το εξ ωΰτέου άδελφοϊς ίσον έπικρινέειν αρρεσι, και διδάξειν την τέχνην ταύτην, ην χρηΐζωσι μανθάνειν, άνευ μισθοϋ και ξυγγραφής, παραγγελίης τε και άκροήσιος και της λοιπής άπάσης μαθήσιος μετάδοσιν ποιήσασθαι υΙοΤσί τε εμοΓσι, και τοϊσι του έμέ διδάξαντος, και μαθηταΐσι συγ-γεγραμμένοισί τε και ώρκισμένοις νόμω ίητρικω, αλλω δε ούδενί.
Διαιτήμασί τε χρήσομαι έπ' ώφελείτ) καμνόντων κατά δυναμιν και κρίσιν έμήν, επί δηλήσει δε καΐ άδικίη ε'ίρξειν. Ου δώσω δε ουδέ φάρμακον οϋδενι αιτηθείς θανάσιμον, ουδέ ύφηγήσομαι ξυμβουλίην τοιήνδε' ομοίως δε ουδέ γυναικί πεσσόν φθόριον δώσω. Άγνώς δε και όσίως διατηρήσω βίον τον έμόν και τέχνην την έμήν. Ου τεμέω δε ουδέ μην λιθιώντας, εκχωρήσω δε έργάτησιν άνδράσι πρήξιος τήσδε.
'Ες οικίας δε όκόσας αν έσίω, έσελεύσομαι έπ' ώφελείτ) καμνόντων, έκτος έών πάσης άδικίης έκουσίης καΐ φθορίης, της τε άλλης και αφροδισίων έργων επί τε γυναικείων σωμάτων και άνδρώων, ελευθέρων τε και δούλων. "Α δ' αν εν θεραπείη ή ϊδω, ή ακούσω, ή και άνευ θεραπηΐης κατά βίον ανθρώπων, 'ά μη χρή ποτέ έκ-λαλέεσθαι ε'ξω, σιγήσομαι, άρρητα ήγεύμενος εΤναι τα τοιαύτα.
"Ορκον μεν οδν μοι τόνδε έπιτελέα ποιέοντι, και μη ξυγχέοντι, εΐη έπαύρασ-θαι και βίου καί τέχνης δοξαζομένω παρά πασιν άνθρώποις ες τον αίεί χρόνον πα-ραβαίνοντι δε και έπιορκοϋντι, τάναντία τουτέων.
traduzione
Giuro per Apollo medico e Asclepio e Igea e Panacea e per gli dèi tutti e per tutte le dee, chiamandoli a testimoni, che eseguirò, secondo le forze e il mio giudizio, questo giuramento e questo impegno scritto. Terrò chi mi ha insegnato quest'arte in conto di genitoree dividerò con lui i miei bene e se ne avrà bisogno lo metterò a parte dei miei averi in cambio del debito contratto con lui e che considererò i suoi figli come fratelli e insegnerò quest'arte, se essi desiderano apprenderla; di rendere partecipi dei precetti e degli insegnamenti orali e di ogni altra dottrina i miei figli e i figli del mio maestro e gli allievi legati da un contratto e vincolati dal giuramento del medico, ma nessun altro. Regolerò il tenore di vita per il bene dei malati secondo le mie forze e il mio giudizio, mi asterrò dal recar danno e offesa.
Non somministrerò ad alcuno, neppure se richiesto, un farmaco mortale, né suggerirò un tale consiglio; similmente a nessuna donna io darò un medicinale abortivo. Con innocenza e purezza io custodirò la mia vita e la mia arte. Non opererò coloro che soffrono del male della pietra, ma mi rivolgerò a coloro che sono esperti di questa attività. In qualsiasi casa andrò, io vi entrerò per il sollievo dei malati, e mi asterrò da ogni offesa e danno volontario, e fra l'altro da ogni azione corruttrice sul corpo delle donne e degli uomini, liberi e schiavi.
Ciò che io possa vedere o sentire durante il mio esercizio o anche fuori dell'esercizio sulla vita degli uomini, tacerò ciò che non è necessario sia divulgato, ritenendo come un segreto cose simili. E a me, dunque, che adempio un tale giuramento e non lo calpesto, sia concesso di godere della vita e dell'arte, onorato degli uomini tutti per sempre; mi accada il contrario se lo vioeròo e se trasgredirò".
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Il vecchio e la morte
versione di greco di Esopo
Da libro Ellenisti 3 pag. 233
Una volta un vecchio, avendo raccolto la legna e trasportandola, percorreva molta strada. Per la fatica del cammino, avendo poggiato il carico, invocava la morte. Essendogli apparsa la Morte e avendogli domandato per quale motivo la invocava, il vecchio disse: “Affinché mi porti il carico”. La favola insegna che ogni uomo ama la vita.
Da libro Meletan
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IL TEMPO E' IMPREVEDIBILE
Versione greco Esopo Traduzione libro Ellenisti
2 tentativi di traduzione diversi
Alcuni imbarcatisi sulla nave, navigavano. Mentre quelli erano in alto mare, accadde ke la tempesta divenne violenta, e che la nave x poco non affondò. Ciascuno dei naviganti, strappandosi l'abito, invocavano le divinità paterne tra pianti e lamenti, promettendo di fare sacrifici di ringraziamento, qualora si fossero salvati. Quando la tempesta terminò e il mare divenne nuovamente calmo essendosi rivolti verso il banchetto, non solo danzavano, ma esultavano anche, in quanto scampati improvvisamente al pericolo. Allora il rigido timoniere, diceva a quelli, cominciando(così): "Ma, o amici, bisogna ke noi ci rallegriamo, qualora per caso ci sarà di nuovo una tempesta " La favola insegna di non montarsi affatto la testa considerando l facile mutamento della sorte.
Altra stesura di traduzione
Imbarcandosi alcuni su una nave viaggiavano per mare. Essendo stati quelli in alto mare, avvenne che si verificasse una violenta tempesta e che la nave quasi affondasse. Ognuno dei naviganti, avendo strappato il vestito, invocavano gli dei paterni con pianto e lamenti, promettendo che avrebbero fatto sacrifici di ringraziamento, qualora si fossero salvati. Essendo la tempesta cessata e essendondoci di nuovo mare calmo, essendosi volti alla festa danzavano poiché dunque avevano evitato inaspettatamente un pericolo. Essendoci anche il timoniere aspro disse loro: “ O amici, bisogna che noi così come abbiamo gioito, così di nuovo (gioiamo) qualora ci sia una tempesta. La favola insegna di non ergersi del tutto davanti ai successi, considerando il mutare