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Anthropoi pagina 55 numero 44
Τάνταλος, ὁ τῆς Λυδίας δεσπότες..
Tantalo, il signore della Lidia, celebre per ricchezza e gloria, è amico degli dèi ; è invitato perciò spesso ai simposi degli dèi sull'Olimpo. Ma Tantalo, spinto dalla superbia, ruba l'ambrosia, il cibo degli dèi, e la dona agli uomini ; egli rivela anche i misteri degli dèi ai mortali. A causa del furto e di altri misfatti, Tantalo viene punito nell'Ade ; ha un macigno sopra la testa e si trova in una palude. La palude tocca il mento del misero uomo, ma quando vuole bere, si secca. Presso la palude Tantalo vede da entrambe le parti alberi con frutti, ma se tende la destra, volendo mangiare i frutti, i rami sono sollevati dai venti fino al cielo insieme coi frutti. Così viene tormentato terribilmente allo stesso tempo da paura, sete e fame
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Inizio: Η Διομηδεια καλουμενη νησος ερωδιους εχει πολλους Fine: ομως ετι και νυν διαφυλαττουσι το ειναι Ελληνες τε και φιλελληνες
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Si racconta che la regina dei Cilici, Epiassa, domandò (domanda) a Ciro di farle vedere l'esercito. Ciro comandò che i Greci e i barbari si allineassero nella pianura (come) per la battaglia: Memone aveva l'ala destra, Clearco l'ala sinistra, gli altri comandanti l'ala centrale. Dunque Ciro osservò in un primo momento i barbari: quelli passavano a turno. Poi guardò i Greci, passando con il carro e la Cilicia sul cocchio: possedevano elmi di bronzo e mantelli di porpora, schinieri e scudi. Infine Ciro comandò che portassero in avanti le armi e che avanzasse tutta la falange. La (donna) Cilicia, ammirando lo splendore dell'esercito, si meravigliò.
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Antrhopoi pagina 72 numero 59
Δαρειω τω των Περσων δυαστη, απηγγελετο οτι οι ΑΘηναιοι συνεμαχοντο τη Ιωνια Ελληνικοις οτε προς τους Περσας εστασιαζον ο δε τοις ΑΘηναιοις ωργιζετο. Λεγουσι και ως ο Δαρειος προσετασσεν οικετην οτε το δειπνον χρομακρον επεμπεν ουνο Δαρειος μυριους στρατιωτας εις την Αττικην ως του ς ναιους καταστρεφοιτο. Πρωτον μεν ο των Περσων στολος δια του Αιγαιου επι τους των νησων οικητας εκολαζεν, οτι των Περων υπηκοοι ειναι ουκ ηΘελον τα δε ηκον επι την Ερετριαν εν τη Ευβοια νησω. Οι πολιται ανδρειως ημυνοντο δια προδοσιαν η Ερετρια υπο των πολεμιων κατελαμβανετο και δεφΘειρετο. δυνος ηδη εγγυς των ΑΘηνων ην. Ο Ιππιας ο Πεισιστρατου ηγε τους Περσας ακτην του ΜαραΘωνος εμινμησκετο γαρ οτι εκει ηδη ο στρατος απεβαινεν οτε εκ της φυγης εις ΑΘηνας ανηρχετο.
A Dario re dei Persiani era riferito che gli Ateniesi avevano combattuto insieme agli Ellenici nella Ionia, quando si erano ribellati contro i Persiani: egli si adirava terribilmente con gli Ateniesi. Si dice anche che Dario ordinava alla famiglia, quando era servito il pranzo, ogni volta Dario ordinava allo schiavo di dire tre volte: . Pertanto Dario dopo non tanto tempo inviò verso l'Attica innumerevoli soldati per sottomottere gli Ateniesi. In un primo momento la flotta dei Persiani navigava per l'Egeo e castigava gli abitanti delle isole, perché non volevano essere sudditi dei Persiani. In seguito giungevano ad Eretria nell'isola di Eubea. I cittadini combatterono coraggiosamente, ma a causa di un tradimento l'Eretria fu conquistata e distrutta dai nemici. Il pericolo era già vicino ad Atene. Ippia figlio di Pisistrato condusse i Persiani alla penisola di Maratona: ricordava infatti che già Pisistrato sbarcò là, quando ritornò dall'esilio ad Atene.
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Anthropoi pagina 67 numero 52
Inizio: Δολερα μεν μαγος επηγγελετο επωδας και ελεγε δυνατη ειναι ...Fine: Ο λογος δηλοι οτι οι δολεροι, μακρα κατεπαγγελλομενοι ελεγχονται αυδνατοι τακ μετρια διαπρασσειν.