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Λυκοῦργον' δὲ τὸν Λακεδαιμόνιον, ἔφη ὁ Σωκράτης, καταμεμάθηκας, ὅτι οὐδὲν ἂν διάφορον τῶν ἄλλων πόλεων τὴν Σπάρτην ἐποίησεν, εἰ μὴ τὸ πείθεσθαι τοῖς νόμοις μάλιστα ἐνειργάσατο αὐτῇ; ...
Socrate disse: "Tu hai considerato (καταμανθάνω, perf 2a sg) che lo spartano Licurgo, chenon avrebbe reso per niente Sparta diversa dalle altre città se non avesse introdotto in essa l'obbedire moltissimo alle leggi?". Non sai che tra i capi nelle città alcuni sono più responsabili per i cittadini dell'obbedire alle leggi, questi sono i migliori e una città nella quale i cittadini obbediscono moltissimo alle leggi vive benissimo in pace e in guerra in guerra. Ma anche la concordia sembra essere un bene grandissimo per cittadini e per lo più in esse le gherusie e gli uomini migliori ordinano ai cittadini di andare d'accordo e dappertutto in Grecia vige la legge che i cittadini giurano che andranno d'accordo e dappertutto giurano questo giuramento. Io credo che questo accada non affinché i cittadini giudichino le medesime danze né affinché lodino i medesimi auleti, né affinché scelgano i medesimi poeti, né affinché godano delle medesime cose, ma affinché obbediscano alle leggi.
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Ἐπειδὴ δὲ ἔγνωσαν, χαλεποὶ μὲν ἦσαν τοῖς ξυμπροθυμηθεῖσι τῶν ῥητόρων τὸν ἔκπλουν, ὥσπερ οὐκ αὐτοὶ ψηφισάμενοι, ὠργίζοντο δὲ καὶ τοῖς χρησμολόγοις...σφῶν μετ᾿ αὐτῶν ἀποστάντας. (da Tucidide)
Quando compresero, erano irascibili verso (part aor dat συμπροθυμέομαι) coloro tra gli oratori che avevano desiderato la partenza, come se non l'avessero decretato loro stessi, ma erano in collera sia con gli interpreti d'oracoli sia con gli indovini e con tutti quanti quelli che allora avendoli ispirati avevano fatto sperare che si sarebbero impadroniti della Sicilia. Ogni cosa li affliggeva in ogni modo e li aveva avvolti paura e terrore per il fatto accaduto. Infatti essendo privati contemporaneamente sia ciascuno in privato sia la città degli opliti, di molte cose, di cavalli, di uomini validi alle armi ( ἡλικίας) e vedevano che non c'era un'altra occasione ( ἡλικίας) erano oppressi. Allo stesso tempo vedendo che le navi negli arsenali marittimi non erano sufficienti e che non c'era denaro nel possesso comune né del servizio di rematori per le navi, erano privi di speranza al presente di essere salvati, ritenevano anche che i nemici sarebbero salpati dalla Sicilia verso il Pireo, inoltre pensavano che avendo ottenuto tanto i nemici da quel luogo stesso allora avrebbero anche preparato tutto due volte tanto a viva forza, che si sarebbero imposti ( ἐπίκειμαι) sia da terra sia da mare e che i loro alleati si erano allontanati.
(By Vogue)
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Σκοπει δη, ην δ' εγω, αυτων λυσιν τε και ιασιν ιων ιε δεσμων...
Osserva dunque, poiché io, delle loro liberazioni e delle loro cure discuto, andando all'escussione dei vincoli e della follia, in quali condizioni potrebbero trovarsi, se per natura si manifestassero loro tali cose: ogni volta che qualcuno venisse sciolto e fosse costretto improvvisamente a alzarsi, girare il collo, camminare e guardare verso la luce, facendo tutte queste cose, avrebbe dolore e a causa dei bagliori non sarebbe in grado di guardare chiaramente quelle cose che allora vide con le ombre; cosa pensi che egli direbbe, se qualcuno gli dicesse che allora vedeva illusioni e ora vedesse più chiaramente ciò che è più vicino all'essere e vedesse meglio ciò che è più reale, e interrogandolo costringesse ciascuna delle cose presenti a rispondere cosa fosse? Non credi, disse lui, che egli sarebbe confuso e pensasse che allora vedeva cose più veritiere rispetto a ora, mentre ora vede cose più chiaramente mostrate? Molto probabilmente, disse lui.
(By Starinthesky)
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Οι δε Ελληνες ασφαλως πορευόμενοι το λοιπον της ημερας αφίκοντο...
Gli Greci, procedendo al sicuro per il resto della giornata, giunsero al fiume Tigri. Lì c'era una grande città deserta, il cui nome era Larissa; anticamente la abitavano i Medi. La larghezza delle sue mura era di venticinque piedi, l'altezza di cento; il perimetro della cerchia era di due parasanghe; era stata costruita con mattoni d'argilla; alla base c'era un basamento di pietra dell'altezza di venti piedi. Quando i Persiani strapparono l'impero ai Medi, il re dei Persiani, assediandola, non riusciva in alcun modo a prenderla; ma una nuvola, avendo coperto il sole, lo fece scomparire finché gli uomini la abbandonarono, e così fu presa. Presso questa città c'era una piramide di pietra, la cui larghezza era di un pletro, l'altezza di due pletri. Su questa si erano rifugiati molti dei barbari fuggiti dai villaggi vicini. Di lì marciarono per una tappa di sei parasanghe verso una grande fortezza deserta situata presso una città; il nome della città era Mespila; un tempo la abitavano i Medi. Il basamento era di pietra levigata piena di conchiglie, la larghezza di cinquanta piedi e l'altezza di cinquanta. Su questa era stata costruita una struttura di mattoni, la larghezza di cinquanta piedi, l'altezza di cento; il perimetro delle mura era di sei parasanghe. Lì si dice che Medea, moglie del re, si rifugiò quando i Medi persero l'impero per mano dei Persiani. Il re dei Persiani, assediando questa città, non riusciva a prenderla né col tempo né con la forza; ma Zeus con un tuono atterrì gli abitanti, e così fu presa.
(By Star)
ANALISI GRAMMATICALE
VERBI
πορευομενοι: participio presente medio-passivo, nominativo maschile plurale da πορεύω.
αφικοντο: aoristo indicativo medio, 3^a persona plurale da ἀφικνέομαι.
ην: imperfetto indicativo, 3^a persona singolare dal verbo εἰμί (essere).
ωκουν: imperfetto indicativo attivo, 3^a persona plurale da οἰκέω (contratto).
ωκοδόμητο: piuccheperfetto indicativo passivo, 3^a persona singolare da οἰκοδομέω (con aumento temporale).
υπην: imperfetto indicativo, 3^a persona singolare da ὕπειμι (essere sotto).
ελαμβανον: imperfetto indicativo attivo, 3^a persona plurale da λαμβάνω.
πολιορκων: participio presente attivo, nominativo maschile singolare da πολιορκέω (contratto).
εδυνατο: imperfetto indicativo medio-passivo, 3^a persona singolare da δύναμαι.
ελειν: aoristo infinito attivo da αἱρέω.
προκαλύψασα: participio aoristo attivo, nominativo femminile singolare da προκαλύπτω.
ηφάνισε: aoristo indicativo attivo, 3^a persona singolare da ἀφανίζω.
εξελιπον: aoristo indicativo attivo, 3^a persona plurale da ἐκλείπω.
εαλω: aoristo indicativo attivo, 3^a persona singolare da ἁλίσκομαι.
ησαν: imperfetto indicativo, 3^a persona plurale dal verbo εἰμί (essere).
αποπεφευγότες: participio perfetto attivo, nominativo maschile plurale da ἀποφεύγω.
επορεύθησαν: aoristo indicativo passivo (con valore attivo), 3^a persona plurale da πορεύω.
κειμενον: participio presente medio-passivo, accusativo maschile singolare da κεῖμαι.
επωκοδόμητο: piuccheperfetto indicativo passivo, 3^a persona singolare da ἐποικοδομέω.
λεγεται: presente indicativo medio-passivo, 3^a persona singolare da λέγω.
καταφύγειν: aoristo infinito attivo da καταφεύγω.
απώλλυσαν: imperfetto indicativo attivo, 3^a persona plurale da ἀπόλλυμι.
κατεπληξε: aoristo indicativo attivo, 3^a persona singolare da καταπλήσσω.
ενοικούντας: participio presente attivo, accusativo maschile plurale da ἐνοικέω (contratto).
SOSTANTIVI
Οι Έλληνες: nominativo plurale da Ἕλλην, -ηνος (3^a declinazione).
το λοιπον: accusativo singolare (avverbiale) da λοιπόν, -οῦ (2^a declinazione neutro).
της ημερας: genitivo singolare da ἡμέρα, -ας (1^a declinazione).
τον Τίγρητα: accusativo singolare da Τίγρης, -ητος (3^a declinazione).
ποταμον: accusativo singolare da ποταμός, -οῦ (2^a declinazione).
πολις: nominativo singolare da πόλις, -εως (3^a declinazione).
ονομα: nominativo singolare da ὄνομα, -ατος (3^a declinazione neutro).
Λαρισα: nominativo singolare da Λάρισα, -ας (1^a declinazione).
Μηδοι: nominativo plurale da Μῆδος, -ου (2^a declinazione).
Του τείχους: genitivo singolare da τεῖχος, -ους (3^a declinazione neutro).
το ευρος: nominativo singolare da εὖρος, -ους (3^a declinazione neutro).
πόδες: nominativo plurale da πούς, ποδός (3^a declinazione).
υψος: nominativo singolare da ὕψος, -ους (3^a declinazione neutro).
του κυκλου: genitivo singolare da κύκλος, -ου (2^a declinazione).
η περιοδος: nominativo singolare da περίοδος, -ου (2^a declinazione femminile).
παρασάγγαι: nominativo plurale da παρασάγγης, -ου (1^a declinazione maschile).
πλινθοις: dativo plurale da πλίνθος, -ου (2^a declinazione femminile).
κρηπις: nominativo singolare da κρηπίς, -ῖδος (3^a declinazione).
ποδων: genitivo plurale da πούς, ποδός (3^a declinazione).
βασιλευς: nominativo singolare da βασιλεύς, -έως (3^a declinazione).
Περσων: genitivo plurale da Πέρσης, -ου (1^a declinazione maschile).
Μηδων: genitivo plurale da Μῆδος, -ου (2^a declinazione).
την αρχην: accusativo singolare da ἀρχή, -ῆς (1^a declinazione).
Περσαι: nominativo plurale da Πέρσης, -ου (1^a declinazione maschile).
τροπων: genitivo plurale da τρόπος, -ου (2^a declinazione).
ηλιον: accusativo singolare da ἥλιος, -ου (2^a declinazione).
νεφελη: nominativo singolare da νεφέλη, -ης (1^a declinazione).
οι ανθρωποι: nominativo plurale da ἄνθρωπος, -ου (2^a declinazione).
την πολιν: accusativo singolare da πόλις, -εως (3^a declinazione).
πυραμις: nominativo singolare da πυραμίς, -ίδος (3^a declinazione).
πλέθρου: genitivo singolare da πλέθρον, -ου (2^a declinazione neutro).
πλεθρων: genitivo plurale da πλέθρον, -ου (2^a declinazione neutro).
των βαρβαρων: genitivo plurale da βάρβαρος, -ου (2^a declinazione).
των κωμων: genitivo plurale da κώμη, -ης (1^a declinazione).
σταθμον: accusativo singolare da σταθμός, -οῦ (2^a declinazione).
παρασαγγας: accusativo plurale da παρασάγγης, -ου (1^a declinazione maschile).
τειχος: accusativo singolare da τεῖχος, -ους (3^a declinazione neutro).
τη πολει: dativo singolare da πόλις, -εως (3^a declinazione).
Μεσπιλα: nominativo singolare (neutro plurale) usato come nome proprio, indeclinabile o da Μέσπιλα, -ων.
λιθου: genitivo singolare da λίθος, -ου (2^a declinazione).
Μηδεια: nominativo singolare da Μήδεια, -ας (1^a declinazione).
γυνη: nominativo singolare da γυνή, γυναικός (3^a declinazione irregolare).
χρονω: dativo singolare da χρόνος, -ου (2^a declinazione).
βια: dativo singolare da βία, -ας (1^a declinazione).
Ζευς: nominativo singolare da Ζεύς, Διός (3^a declinazione irregolare).
βροντη: dativo singolare da βροντή, -ῆς (1^a declinazione).
AGGETTIVI
ασφαλως: avverbio da ἀσφαλής, -ές (sicuro).
ερημη: nominativo femminile singolare da ἔρημος, -ον (o -η, -ον).
μεγάλη: nominativo femminile singolare da μέγας, μεγάλη, μέγα.
το παλαιον: accusativo avverbiale neutro singolare da παλαιός, -ά, -όν.
κεραμεαις: dativo femminile plurale da κεραμεοῦς, -ᾶ, -οῦν (contratto).
λιθινη: nominativo femminile singolare da λίθινος, -η, -ον.
ουδενι: dativo maschile singolare da οὐδείς, οὐδεμία, οὐδέν.
πλησιον: avverbio usato come aggettivo (vicino).
ερημον: accusativo neutro singolare da ἔρημος, -ον.
μεγα: accusativo neutro singolare da μέγας, μεγάλη, μέγα.
ξεστου: genitivo maschile singolare da ξεστός, -ή, -όν (levigato).
κογχυλιάτου: genitivo maschile singolare da κογχυλιάτης, -ου (pieno di conchiglie).
πλίνθινον: nominativo neutro singolare da πλίνθινος, -η, -ον (fatto di mattoni).
πολλοι: nominativo maschile plurale da πολύς, πολλή, πολύ.
NUMERALI
πεντε: indeclinabile (cinque).
εικοσι: indeclinabile (venti).
εκατον: indeclinabile (cento).
δυο: indeclinabile (due).
ενος: genitivo neutro singolare da εἷς, μία, ἕν (uno).
ενα: accusativo maschile singolare da εἷς, μία, ἕν (uno).
εξ: indeclinabile (sei).
πεντηκοντα: indeclinabile (cinquanta).
ALTRO (PRONOMI, PREPOSIZIONI, CONGIUNZIONI, AVVERBI)
δε: congiunzione avversativa/copulativa (e, ma, invece).
επι: preposizione con accusativo (verso, contro) o genitivo (sopra, al tempo di) o dativo (su, sopra).
Ενταυθα: avverbio (lì, in quel luogo).
αυτη: dativo femminile singolare del pronome αὐτός, -ή, -ό (a lei/essa).
αυτην: accusativo femminile singolare del pronome αὐτός, -ή, -ό (lei/essa).
αυτης: genitivo femminile singolare del pronome αὐτός, -ή, -ό (di lei/essa).
και: congiunzione (e).
Ταυτην: accusativo femminile singolare del pronome dimostrativo οὗτος, αὕτη, τοῦτο (questa).
οτε: congiunzione temporale (quando).
παρα: preposizione con genitivo (da parte di), dativo (presso), accusativo (lungo, contro, presso).
μεχρι: congiunzione temporale (finché).
ουτως: avverbio (così).
μεν ... δε: particelle correlative (da una parte... dall'altra).
εκ: preposizione con genitivo (da, fuori da).
Εντευθεν: avverbio (di lì, da quel luogo).
προς: preposizione con accusativo (verso, contro).
τουτη: dativo femminile singolare del pronome dimostrativo οὗτος, αὕτη, τοῦτο (questa).
υπο: preposizione con genitivo (da - complemento d'agente).
ουκ (ου, ουχ): avverbio di negazione (non).
ουτε ... ουτε: congiunzioni correlative negative (né... né).
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Ενιοι μεν ουν των συγγραφεων πλανηθεντες...
Alcuni fra gli storici (gen part) quindi essendo stati ingannati (πλανηθέντες πλανάω aor part pass nom pl) presupposero (aor ὑπολαμβάνω) che quelli vicini a Romolo, generati dalla figlia di Enea, avevano fondato (ἐκτικέναι = κτίζω) Roma: ma la realtà non è così, poiché ci furono molti re nel frattempo (ἐν τῳ μεταξὺ χρόνῳ = nel frattempo) tra Enea e Romolo e Roma è stata fondata (ἐκτισμένης — κτίζω perf part mp fem gen sg) nel secondo anno della settimana olimpiade: la fondazione infatti segue la presa di Troia di 103 anni. Infatti, trascorsi tre anni dopo la guerra di Troia Enea prese il regno dei Latini e, dopo averlo mantenuto per tre anni, scomparve (ἠφανίσθη — ἀφανίζω aor ind pass 3a sg ) dagli uomini ed ottenne (τυγχάνω regge genitivo) onori immortali. Il figlio Ascanio, avendo ereditato (διαδέχομαι aor part med masc nom sg - διαδείκνυμι aor part med masc nom sg) il potere, fondò (ἔκτῑσεν, κτίζω aor ind att 3a sg) Alba ora chiamata Longa, chiamò questa (=ην) dal fiume che era chiamato allora Alba, e che ora invece (δε) è chiamato Tevere.
(Traduzione di Anna Maria Di Leo)
Versione tratta da Diodoro Siculo