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L'ASINO CHE SI CREDEVA LEONE
VERSIONE DI GRECO
TRADUZIONE
Un asino indossava la pelle del leone e si faceva chiamare leone da tutti. Era la fuga sia degli uomini sia dei greggi. Ma un soffio del vento porta via la pelle e l'asino restò nudo, allora tutti gli corrono contro e colpiscono l'asino con un mazza e con un pezzo di legno. La morale fa vedere che il povero non deve imitare i comportamenti dei ricchi, e se lui fa questo, tutti lo deridono. Infatti cio che è strano è inapropriato.
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I CONSIGLI DI UNA VOLPE SENZA CODA
VERSIONE DI GRECO di Esopo
TRADUZIONE
Una volpe, avendo perso la coda in unatrappola, si vergognava moltissimo. E ritenendo invivibile la vita, voleva tagliar via la codaanche alle altre volpi, così da nascondere la sua inferiorità nella comune sventura. Ella le radunava tutte e tentava dipersuadere con parole ingannevoli dicendo che non solo senza codasi conduceva unavita molto vantaggiosa e bellissima, ma anche che la codaera un peso eccessivo. Unadelle volpi: "Cara mia - diceva - il tuo consiglio è più vantaggioso per te che per noi".
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I DUE CANI
VERSIONE DI GRECO di Esopo
TRADUZIONE
Un tale che aveva due cani ne addestrò uno alla caccia e allevò l'altro per la guardia alla casa. Quando poi il primo, andando a caccia, prendeva della selvaggina, ne gettava una parte anche all'altro. Allora il cane da caccia sdegnato, cominciò a insultare il compagno, perché lui andava fuori, sobbarcandosi continue fatiche, mentre l'altro godeva il frutto del suo lavoro, senza fare nulla. Il cane domestico gli rispose: "Non con me devi prendertela, ma col nostro padrone che mi ha insegnato, non a lavorare, bensì a sfruttare il lavoro degli altri ". Così non si possono biasimare i fanciulli pigri, quando li rende tali l'educazione dei loro genitori
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I DUE GALLI
VERSIONE DI GRECO di Esopo
TRADUZIONE dal libro Gymnasion
TRADUZIONE
Due galli del medesimo recinto che si azzuffavano l'un l'altro, dato che è spesso consuetudine tra gli alati, si combattevano duramente nel recinto della dimora beccandosi a vicenda con i duri becchi e graffiandosi con gli aguzzi artigli. Intanto guardavano intimoriti da lungi gli altri animali, ma un' aquila che vola alta attendeva pazientemente la fine della contesa. Finita la battaglia, il vinto ferito si allontanò e cercava riparo in un luogo nascosto mentre il vincitore erettosi sul tetto cantava a gran voce per dimostrare chiaramente a tutti gli animali la vittoria. Ma l'aquila, non curandosi del vinto, d'improvviso scese e lo afferrò. La favola mostra che anche nella vittoria bisogna far uso della moderazione
Altra proposta di TRADUZIONE
Due galli dello stesso recinto, scontrandosi tra loro, come spesso è abitudine presso gli uccelli, lottavano crudelmente nel recinto di una casa beccandosi a vicenda con le forti fauci e graffiando con acuti artigli. Nel frattempo però tutti gli altri animali da lontano guardavano spaventati, un'aquila intanto aspettava la fine del combattimento. Essendo finita la battaglia, quello vinto, essendo stato ferito, cercava anche rifugio in un luogo nascosto; invece colui che vinse, essendo stato preso sul tetto gridò assai forte, pre rendere la vittoria evidente a tutti gli animali. L'aquila veloce scese giù, lo prese non curandosi di quello vinto. La favola dimostra che anche nella vittoria bisogna usare moderazione.
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I DUE VIAGGIATORI E IL PLATANO
VERSIONE DI GRECO di Esopo
TRADUZIONE dal libro E Kale Attike
TRADUZIONE
Due viaggiatori durante la stagione estiva intorno a mezzogiorno estenuati dal caldo guardano un platano e si riposano all'ombra. quando essi guardano verso la pianta dicendo che il platano fosse inutile e senza frutto per gli uomini, il platano rispondendo diceva: "o ingrati, pur rilasciando la mia ombra mi avete denominato inutile e privo di frutti. " cosi a volte coloro che beneficiano non hanno gratitudine verso essi.
OPPURE
Due viaggiatori, in estate, intorno a mezzogiorno, estenuati dal caldo, vedono un platano e si fermano all'ombra. Guardando verso l'albero, dicevano che il platano fosse inutile ed infruttuoso agli uomini. Prendendo la parola, il platano disse: "Oh, ingrati, anche se io rimando la mia ombra voi mi chiamate inutile e sterile. " Qualche volta così i benefattori non hanno riconoscenza.