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IL CANE CHE PORTAVA UN CAMPANELLO
VERSIONE DI GRECO di Esopo
TRADUZIONE
C'era una volta un cane chemordeva a tradimento. Ungiorno ilpadrone gli appese al collo un campanello chelo segnalasse a tutti e il cane, facendo tintinnare ilsuo sonaglio, andò in piazza a farsi ammirare. "Per quale ragione ti pavoneggi?" gli disse però una vecchia cagna. "Non è certo per le tue virtù cheporti quel campanello, ma piuttosto in segno della tua perfidia. " Gli atteggiamenti vanitosi dei fanfaroni lasciano trapelare la loro malvagità nascosta.
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L'ORSO E I VIANDANTI
VERSIONE DI GRECO di Esopo
TRADUZIONE
Due amici viaggiavano insieme, quand’ecco apparire davanti ad essi un orso Uno, più svelto, salì su un albero evi restò nascosto, mentre l’altro, che già stava per esser preso, si gettò al suolo, fingendo d’esser morto. L’orso gli avvicinò il muso, annusandolo, ed egli tratteneva il respiro, perché, a quel che dicono, l’orso non tocca icadaveri. Quando l’orso si fu allontanato, quello che era sull’albero discese echiese all’altro che cosa gli avesse detto nell’orecchio l’orso. “Di non viaggiar mai più con dei compagni che nel pericolo non restano al tuo fianco”, gli rispose quello. La favola mostra che le disgrazie mettono alla prova la bontà degli amici.
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IL CANE INVITATO A PRANZO
VERSIONE DI GRECO di Esopo
TRADUZIONE
Un tale stava preparando un banchetto per un suo intimo amico. Il suo caneandò a chiamare un altro canee gli disse: " Amico mio, vieni qui a pranzocon me ". Quello venne e si arrestò tutto giubilante a contemplare il gran banchetto, esclamando in cuor suo: " Capperi! Che razza di fortuna inaspettata che mi capita! Ora mangio e mi riempio fino alla nausea, in modo da non avere più fame per tutto domani ". Mentre il canecosì parlava tra sé e sé, dimenando la coda, pieno di fiducia per il suo amico, il cuoco notò quella coda che andava in qua e in là, e afferratone il proprietario per le zampe lo scaraventò fuori dalla finestra. Il canese ne tornò indietro, allontanandosi con grandi guaiti. Uno dei cani che incontrò sulla sua strada gli chiese: " Come è andato il pranzo, caro? " "Oh", rispose lui, " a forza di bere mi sono talmente ubriacato che non so nemmeno io da che parte sono passato per uscire". La favola dimostra che non ci si deve fidare di chi promette di beneficarci a spese altrui.
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IL CARBONAIO E IL LAVANDAIO
VERSIONE DI GRECO di Esopo
Άνθρακεύς επί τίνος οικίας εργαζόμενος ώς έθεάσατο γναφέα προσελθόντα, παεκάλει αυτόν, όπως αύτώ σύνοικος γένηται διεςιών, ώς οίκειότεροι άλλήλοις έσονται και λυσιτελέστερον διάξουσι μίαν έπαυλιν οικούντες. Και ό γναψεύς ύποτυχών έφη' «'Αλλ' έμοιγε τούτο παντελώς έστιν αδύνατον. Ά γαρ εγώ λευκανώ, σύ άσβολώσεις». Ό λόγος δήλοι, ότι πάν τό άνόμοιον άκοινώνητόν έστιν.
Un carbonaio vide che vicino alla casa dove egli esercitava il suo mestiere era venuto ad abitare un lavandaio e andò a trovarlo, proponendogli di trasferirsi da lui. perché così, gli spiegava, si sarebbero legati più strettamente in amicizia e avrebbero anche tratto qualche vantaggio economico dal vivere in una sola abitazione. Ma il lavandaio lo interruppe, dicendo: «È assolutamente impossibile da parte mia, perché tutto quello che io laverò, tu me lo imbratterai di fuliggine». La favola mostra che non si possono mettere insieme cose che fanno a pugni tra loro
Ulteriore
Un carbonaio, che operava in un negozio, quando vide che gli era vicino un lavandaio, andando da lui, lo pregò di diventare suo convivente, aggiungendo che sarebbero stati ancora più amici e che, vivendo sotto uno stesso tetto avrebbero tratto maggior vantaggio economico. E il lavandaio, avendolo interrotto, disse: “Per me, di certo, tutto ciò è impossibile. Tu mi sporcherai tutto ciò che laverò”. La storia ci mostra che non ogni cosa opposta non può convivere.
Altro tipo di versione testo greco diverso da altro libro
Vedendo un lavandaio vicino a lui, lo va a trovare e gli propone di abitare con lui. Gli dice: "Abitando in una sola casa saremo piu amici e avremo un vantaggio economico maggiore". Il lavandaio, interrompendolo risponde: "Per me è assolutamente possibile: infatti io laverò e tu sporcherai di fuliggine". Il carbonaio: "Proprio questo voglio, e anche tu, se avessi la ragione, lo vorresti; io sporcherò di fuliggine, tu invece laverai e cosi in breve tempo e con pochi sacrifici, guadagneremo molto".
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L'usignolo e lo sparviero versione greco Esopo da vari libri
Dal libro Ellenisti pagina 297 numero 7
Ἀηδὼν ἐπί τινος ὑψηλῆς δρυὸς καθημένη κατὰ τὸ σύνηθες ᾖδεν. ἱέραξ δὲ αὐτὴν θεασάμενος, ὡς ἠπόρει τροφῆς, ἐπιπτὰς συνέλαβεν. ἡ δὲ μέλλουσα ἀναιρεῖσθαι ἐδέετο αὐτοῦ μεθεῖναι λέγουσα, ὡς οὐχ ἱκανή ἐστιν ἱέρακος γαστέρα αὐτὴ πληρῶσαι, δεῖ δὲ αὐτόν, εἰ τροφῆς ἀπορεῖ, ἐπὶ τὰ μείζονα τῶν ὀρνέων τρέπεσθαι. καὶ ὃς ὑποτυχὼν εἶπεν· ἀλλ' ἔγωγε ἀπόπληκτος ἂν εἴην, εἰ τὴν ἐν χερσὶν ἑτοίμην βορὰν παρεὶς τὰ μηδέπω φαινόμενα διώκοιμι. ὁ λόγος δηλοῖ, ὅτι οὕτω καὶ τῶν ἀνθρώπων ἀλόγιστοί εἰσιν, οἳ δι' ἐλπίδα μειζόνων τὰ ἐν χερσὶν ὄντα προίενται. .
Un usignolo che giaceva su un'alta quercia cantava come abitudine. Ma uno sparviero, avendolo visto, poiché mancava di cibo, dopo essere piombato su lo afferrò. Allora, quello che stava per essere divorato lo pregò di liberarlo dicendo che egli stesso non era adatto a riempire il ventre di uno sparviero; ma occorreva che lui stesso, se mancava di cibo, si volgesse ad uccelli più grandi. E quello, rispondendo disse: "Ma io sarei stupido se, dopo aver lasciato andare l'effettiva preda nelle mani, seguissi le cose che non ancora si presentano". La favola mostra che anche tra uomini sono così stolti quelli che per la speranza di cose più grandi lasciano andare quelle che hanno tra le mani.
Traduzione dal libro Ellenisti 1 pagina pagina 378 numero 15