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Igitur saluberrimum ver est, proxime deinde ab hoc hiems; periculosior quam salubrior aestas, a utumnus longe periculosissumus. Ex tempestati bus vero optimae aequales sunt, sive frigidae sive calidae; pessimae, quae maxime variant; quo fit, ut autumnus plurimos opprimat. Nam fere meridianis temporibus calor, nocturnis atque matutinis simulque etiam vespertinis frigus est. Corpus ergo, et aestate et subinde meridianis calori bus relaxatum, subito frigore excipitur. Sed ut eo tempore id maxime fit, sic, quandocumque evenit, noxium est. Ubi aequalitis autem est, tamen saluberrimi sunt sereni dies; meliores pluvii quam tantum nebulosi nubilive, optimique hieme qui omni vento vacant, aestate quibus favonii perflant. Si genus aliud vento rum est, salubriores septentrionales quam sub solani vel austri sunt, sic tamen haec, ut interdum regionum sorte mutentur. Nam fere ventus ubique a mediterraneis regioni bus veniens salubris, a mari gravis est. Neque solum in nobo tempestatum habitu certior valetudo est, sed morbi quoque, si qui inciderunt, leviores sunt et promptius finiuntur.
Dunque la primavera è (la stagione) più salutare, subito dopo viene l'inverno; l'estate è più pericolosa che salubre, l'autunno è di gan lunga (la stagione più rischiosa di tutte. Tra le stagioni le migliori sono in verità quelle dal clima più costane, sia che siano fredde che calde; (sono) pessime quelle che cambiano moltissimo; perciò avviene che l'autunno crea problemi ai più. Infatti c'è caldo verso mezzogiorno, ma di notte e di prima mattina, così come anche di sera c'è freddo. Ma come ciò s verifica soprattutto in quella stagione, così ciò in qualunque periodo si verifichi è dannoso. Ma quando c'è la regolarità (Climatica) sono anche i più salubri i giorni sereni: migliori sono quelli piovosi che quelli nebbiosi o nuvolosi e in inverno i migliori sono quelli che sono assolutamente privi di tutti i venti, in estate quelli in cui soffiano gli sefiri. Soffia qualche atro tipo di vento, quelli settentrionali sono più salubri di quelli orientali o meridionali, così queste cose possono tuttavia verificarsi in modo che talvolta cambiano direzione di regione in regione. Infatti generalmente il vento che viene dalle regioni mediterranee è più o meno salubre ovunque, quello che viene dal mare è più molesto. E non solo la salute (Fisica) è più certta se il clima stagionale è favorevole, ma anche le malattie, se queste vengono, sono più leggere e terminano più facilmente.
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Igitur saluberrimum ver est, proxime deinde ab hoc hiems; periculosior quam salubrior aestas, a utumnus longe periculosissumus. Ex tempestati bus vero optimae aequales sunt, sive frigidae sive calidae; pessimae, quae maxime variant; quo fit, ut autumnus plurimos opprimat. Nam fere meridianis temporibus calor, nocturnis atque matutinis simulque etiam vespertinis frigus est. Corpus ergo, et aestate et subinde meridianis calori bus relaxatum, subito frigore excipitur. Sed ut eo tempore id maxime fit, sic, quandocumque evenit, noxium est. Ubi aequalitis autem est, tamen saluberrimi sunt sereni dies; meliores pluvii quam tantum nebulosi nubilive, optimique hieme qui omni vento vacant, aestate quibus favonii perflant. Si genus aliud vento rum est, salubriores septentrionales quam sub solani vel austri sunt, sic tamen haec, ut interdum regionum sorte mutentur. Nam fere ventus ubique a mediterraneis regioni bus veniens salubris, a mari gravis est. Neque solum in nobo tempestatum habitu certior valetudo est, sed morbi quoque, si qui inciderunt, leviores sunt et promptius finiuntur.
Dunque la primavera è (la stagione) più salutare, subito dopo viene l'inverno; l'estate è più pericolosa che salubre, l'autunno è di gan lunga (la stagione più rischiosa di tutte. Tra le stagioni le migliori sono in verità quelle dal clima più costane, sia che siano fredde che calde; (sono) pessime quelle che cambiano moltissimo; perciò avviene che l'autunno crea problemi ai più. Infatti c'è caldo verso mezzogiorno, ma di notte e di prima mattina, così come anche di sera c'è freddo. Ma come ciò s verifica soprattutto in quella stagione, così ciò in qualunque periodo si verifichi è dannoso. Ma quando c'è la regolarità (Climatica) sono anche i più salubri i giorni sereni: migliori sono quelli piovosi che quelli nebbiosi o nuvolosi e in inverno i migliori sono quelli che sono assolutamente privi di tutti i venti, in estate quelli in cui soffiano gli sefiri. Soffia qualche atro tipo di vento, quelli settentrionali sono più salubri di quelli orientali o meridionali, così queste cose possono tuttavia verificarsi in modo che talvolta cambiano direzione di regione in regione. Infatti generalmente il vento che viene dalle regioni mediterranee è più o meno salubre ovunque, quello che viene dal mare è più molesto. E non solo la salute (Fisica) è più certta se il clima stagionale è favorevole, ma anche le malattie, se queste vengono, sono più leggere e terminano più facilmente.
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Aetas media tutissima est: longis morbis senectus, acutis (morbis) adulescentia magis vexatur. Pueri, ineunte aestate, tutissimi sunt senes autumni prima parte, iuvenes hieme. Saluberrimum ver est, post hoc hiems; periculosior quam salubrior aestas est, autumnus longe periculosissimus. Ex tempestatibus optimae sunt aequales, vel frigidae vel calidae; pessimae sunt quae maxime variant; qua re fit ut autumnus plurimos homines opprimat. Ubi aequalitas quaedam est, saluberrimi sunt dies sereni; meliores dies pluvii quam nebulosi; optimique hieme illi dies sunt qui omni vento vacant, aestate ii in quibus favonius perflat atque aestum mitigat. Nam valetudo plerumque ex tempestatum habitu dependet.
L'età media è assai agevole: la vecchiaia invece è caratterizzata da molte e gravi malattie, più dell'adolescenza. I fanciulli, arrivata l'estate, sono più sicuri degli anziani nella prima parte dell'autunno, i giovani (lo sono) in inverno. La primavera è molto salubre, dopo questa l'inverno, l'estate è più pericolosa che salubre e l'autunno è molto pericoloso. Tra le tempeste sono ottime quelle simili (che non cambiano), o fredde o calde, pessime sono specialmente quelle che variano. Per questo avviene che l'autunno molti uomini opprime. Quando c'è regolarità, i giorni sono sereni e salubri; i giorni migliori sono quelli in cui piove anzichè quelli nuvolosi, e i giorni migliori in inverno sono quelli privi di vento, in estate quelli in cui soffia il Favonio e mitiga il caldo. Infatti la salute dipende dal tipo delle tempeste.
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Faucibus subest stomachus; in quo plura longa vitia incidere consuerunt. Nam modo ingens calor, modo inflatio hunc, modo inflammatio, modo exulcerato adficit: interdum pituita, interdum bilis oritur; frequentissimumque eius malum est, quo resolvitur, neque ulla re magis aut adficitur aut corpus adficit. Diversa autem ut vitia eius, sic etiam remedia sunt. Ubi exaestuat, aceto cum rosa extrinsecus subinde fovendus inponendusque pulvis cum oleo et ea cataplasmata, quae simul et reprimunt et emolliunt. Potui, nisi quid obstat, egelida aqua praestanda. Si inflatio est, prosunt admotae cucurbitulae neque incidire cutem necesse est: prosunt sicca et calida fomenta, sed non vehementissima. Interponenda abstinentia est; utilis in ieiunio potio est apsinthi vel hysopi vel rutae. Exercitatio primo levis, deinde maior adhibenda est, maximeque quae superiores partes moveat; quod genus in omnibus stomachi vitiis aptissimum est. Post exercitationem opus est unctione, frictione; balineo quoque nonnumquam, sed rarius; interdum alvi ductione; cibis deinde calidis neque inflantibus, eodemque modo calidis potionibus, primo aquae, post, ubi resedit inflatio, vini austeri. Illud quoque in omnibus stomachi vitiis praecipiendum est, ut quo modo se quisque aeger refecerit, eo ut sanus utatur: nam redit huic inbecillitas sua, nisi eisdem defenditur bona valetudo, quibus reddita est.
Sotto la gola (le fauci) si trova lo stomaco, in cui tendono a verificarsi molte affezioni croniche. Infatti a volte lo colpisce un grande calore a volte flatulenza a volte, infiammazione a volte ulcerazione; a volte produce muco, a volte bile, è il suo male più frequente con cui il corpo viene indebolito, niente altro più di questo colpisce o affligge A seconda dei diversi disturbi, ch'egli (lo stomaco) accusa, si profilano rimedi (medici) diversi (lett. inoltre, come i suoi disturbi sono diversi, così anche i rimedi sono (diversi). Quando la sua temperatura corporea è piuttosto alta (lett. quando è infocato, rovente), deve esser curato con aceto e rosa, da applicare sul corpo (lett. extrinsecus, dall'esterno) con una certa frequenza (subinde); e bisogna applicargli una polvere con un unguento e quei cataplasmi che, allo stesso tempo reprimono (la febbre) ed emollienti. E' possibile, se non c'è alcun altro motivo che lo impedisce (nisi quid obstat), somministrare anche acqua fresca. Se se c'è rigonfiamento (dello stomaco), sono utili piccole ventose applicate, e, in genere, non è necessario incidere: sono utili impacchi secchi e caldi, ma senza esagerazione. Bisogna intervallare anche un digiuno; è utile, durante il digiuno, (assumere) una pozione di assenzio, o di issopo, o di ruta. Bisogna praticare un esercizio fisico prima leggero, quindi uno maggiore, e (il malato) muova soprattutto gli arti superiori, (esercizio) del qual genere è davvero adatto in tutti i disturbi della digestione. Dopo (questo) esercizio, è d'uopo applicare unguenti e frizioni; talvolta anche un bagno, ma più di rado; quindi mangiare cibi caldi, che non procurino gonfiore, e, allo stesso modo, bere pozioni tiepide, in un primo momento d'acqua, poi - qualora il gonfiore dovesse diminuire - di vino aspro. Inoltre, ciò che, in tutti i disturbi intestinali, bisogna consigliare è che un malato, che sarà guarito seguendo un particolare rimedio, continui a praticarlo anche da sano: infatti, la sua fragilità ritorna a lui libera: può ricadere nella malattia), se coloro che sono guariti non preservano, con la prevenzione, la loro buona salute riconquistata (lett. se la salute non viene difesa (con la prevenzione) da coloro ai quali è stata restituita.
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traduzione dal libro tandem volume 2 numero 5 pagina 197
Primo medendi scientia sapientiae pars habebatur quod et morbum curatio...
In passato la scienza (medica) faceva parte della filosofia perché sia la cura delle malattie che la contemplazione della natura si sviluppò sotto gli stessi scrittori, cioè da quelli che interrogandosi in modo particolare su questa scienza, indebolivano la loro energia fisica con la contemplazione inattiva e la veglia notturna. E per questo motivo abbiamo appreso che molti fra i maestri della filosofia erano stati espertianche di questa scienza e fra loro veramente molto famosi sia Pitagora sia Empedocle sia Democrito, ma come certi hanno creduto il discepolo di quest'ultimo, ippocrate di cos, il primo fra tutti degno di essere ricordato e inoltre notevole uomo sia per le cognizioni teoriche sia per l'eloquenza, separò questa disciplina dallo studio della filosofia. Dopo di lui diocle di Caristo e poi Prassagora e Crisippo, come pure Erofilo ed Erasistrato esercitarono questa scienza in modo tale da dare inizio a diversi metodi di cura.