Il governo di Sertorio in Spagna
VERSIONE DI GRECO di Plutarco
TRADUZIONE dal libro np

Μεγαλοφροσύνης δὲ τοῦ Σερτωρίου πρῶτον μὲν τὸ τοὺς φεύγοντας ἀπὸ Ῥώμης βουλευτὰς καὶ παρ' αὐτῷ διατρίβοντας σύγκλητον ἀναγορεῦσαι, ταμίας τε καὶ στρατηγοὺς ἐξ ἐκείνων ἀποδεικνύναι, καὶ πάντα τοῖς πατρίοις νόμοις τὰ τοιαῦτα κοσμεῖν· ἔπειτα τὸ χρώμενον ὅπλοις καὶ χρήμασι καὶ πόλεσι ταῖς Ἰβήρων μηδ' ἄχρι λόγου τῆς ἄκρας ἐξουσίας ὑφίεσθαι πρὸς αὐτούς, Ῥωμαίους δὲ καθιστάναι στρατηγοὺς καὶ ἄρχοντας αὐτῶν, ὡς Ῥωμαίοις ἀνακτώμενον τὴν ἐλευθερίαν, οὐκ ἐκείνους αὔξοντα κατὰ Ῥωμαίων. καὶ γὰρ ἦν ἀνὴρ φιλόπατρις καὶ πολὺν ἔχων ἵμερον τοῦ κατελθεῖν· ἀλλὰ δυσπραγῶν μὲν ἠνδραγάθει, καὶ ταπεινὸν μὲν οὐδὲν ἔπραττε πρὸς τοὺς πολεμίους, ἐν δὲ ταῖς νίκαις διεπέμπετο πρὸς Μέτελλον καὶ πρὸς Πομπήϊον, ἕτοιμος ὢν τὰ ὅπλα καταθέσθαι καὶ βιοῦν ἰδιώτης καθόδου τυχών· μᾶλλον γὰρ ἐθέλειν ἀσημότατος ἐν Ῥώμῃ πολίτης ἢ φεύγων τὴν ἑαυτοῦ πάντων ὁμοῦ τῶν ἄλλων αὐτοκράτωρ ἀναγορεύεσθαι.

TRADUZIONE

Sertorio era un magnanimo: innanzitutto designava gli esuli da Roma senatori e accolti presso di lui in senato, eleggeva amministratori e strateghi, e governava ogni cosa secondo le leggi patrie: poi usava le armi e le ricchezze e si occupava degli affari delle città degli Iberi, ma non affidava a loro il potere supremo, riacquistando la libertà ai Romani, non esaltando quelli ai danni dei Romani. E infatti era un patriota e aveva desiderio di ritorno nella sua terra: ma mentre negli insuccessi agiva da uomo dabbene e non faceva alcuna cosa umile per i nemici, nelle vittorie invece inviava messaggeri a Metello e a Pompeo pronto a deporre le armi e a vivere da privato in cambio del ritorno; infatti desiderava di più essere designato uno sconosciuto cittadino a Roma che un esule dalla sua terra plenipotenziario di ogni altra cosa.

traduzione Libera elegante

Ben grande magnanimità di Sertorio (fu) il chiamare con il nome di senato quei senatori che fuggiti da roma si trattenevano presso di lui, l'eleggere i questori e gli altri capitani dal loro numero e l'ordinare tutte queste cose a norma delle patrie leggi. In secondo luogo poi (ben grande magnanimità fu) il non aver egli mai neppure a sole parole, ceduto punto della sovrana autorità agli Iberi quantunque impiegasse in quella guerra le armi, i denari e le loro città, ma l'aver dato (l'idea) ad essi comandanti e prefetti romani come se lui conquistasse la libertà per i romani e non ingradisse gli iberi contro i Romani. Infatti egli era un uomo amante della patria e molto desideroso di farvi ritorno ma anche allora che male gli riuscivano le faccende si comportava sempre da forte ne fece mai azione alcuna vile ed abietta verso i nemici, Nelle vittorie mandava a trattare da Metello e Pompeo mostrandosi pronto a deporre le armi e a vivere una vita privata quando ottenesse di poter rientrare in patria. Preferiva essere un cittadino privato in Roma senza alcuna distinzione piuttosto che esule il più grande imperatore di tutti gli altri uomini