Cicerone è abbandonato da Ottaviano alla vendetta di Antonio
VERSIONE DI GRECO di Plutarco
TRADUZIONE dal libro kata logon
Αὐξηθεὶς γὰρ ὁ νεανίας καὶ τὴν ὑπατείαν λαβών, Κικέρωνα μὲν εἴασε χαίρειν, Ἀντωνίῳ δὲ καὶ Λεπίδῳ φίλος γενόμενος καὶ τὴν δύναμιν εἰς τὸ αὐτὸ συνενεγκών, ὥσπερ ἄλλο τι κτῆμα τὴν ἡγεμονίαν ἐνείματο πρὸς αὐτούς, καὶ κατεγράφησαν ἄνδρες οὓς ἔδει θνῄσκειν ὑπὲρ διακοσίους. Πλείστην δὲ τῶν ἀμφισβητημάτων αὐτοῖς ἔριν ἡ Κικέρωνος προγραφὴ παρέσχεν, Ἀντωνίου μὲν ἀσυμβάτως ἔχοντος, εἰ μὴ πρῶτος ἐκεῖνος ἀποθνῄσκοι, Λεπίδου δ’ Ἀντωνίῳ προστιθεμένου, Καίσαρος δὲ πρὸς ἀμφοτέρους ἀντέχοντος. Ἐγίγνοντο δ’ αἱ σύνοδοι μόνοις ἀπόρρητοι περὶ πόλιν Βονωνίαν ἐφ’ ἡμέρας τρεῖς, καὶ συνῄεσαν εἰς τόπον τινὰ πρόσω τῶν στρατοπέδων, ποταμῷ περιρρεόμενον. Λέγεται δὲ τὰς πρώτας ἡμέρας διαγωνισάμενος ὑπὲρ τοῦ Κικέρωνος ὁ Καῖσαρ ἐνδοῦναι τῇ τρίτῃ καὶ προέσθαι τὸν ἄνδρα. Τὰ δὲ τῆς ἀντιδόσεως οὕτως εἶχεν. Ἔδει Κικέρωνος μὲν ἐκστῆναι Καίσαρα, Παύλου δὲ τἀδελφοῦ Λέπιδον, Λευκίου δὲ Καίσαρος Ἀντώνιον, ὃς ἦν θεῖος αὐτῷ πρὸς μητρός. Οὕτως ἐξέπεσον ὑπὸ θυμοῦ καὶ λύσσης τῶν ἀνθρωπίνων λογισμῶν, μᾶλλον δ’ ἀπέδειξαν ὡς οὐδὲν ἀνθρώπου θηρίον ἐστὶν ἀγριώτερον ἐξουσίαν πάθει προσλαβόντος.
TRADUZIONE n. 1
Infatti il giovane Ottaviano essendosi accresciuto in potenza e avendo preso il consolato, diede il ben servito a Cicerone, essendo diventato amico di Antonio e Lepido e avendo raccolto una grande potenza per ciò, si spartì il potere con loro come un qualunque possesso privato, e furono annotati i nomi degli uomini che dovevano morire a più di duecento. Il proclama di Cicerone provocò moltissime dispute con loro, Antonio sarebbe stato irriconciliabile, se questi non fosse morto per primo poiché Lepido patteggiava per Antonio mentre Cesare (Ottaviano) si opponeva ad entrambi. Soli tennero delle riunioni segrete vicino alla città di Bologna per 3 giorni, e i triumviri si riunirono in un luogo lontano dagli accampamenti che era circondato dal fiume. Si dice che Cesare avendo combattuto per i primi giorni per Cicerone, glielo consegnò all'indomani e lasciò andare l'uomo. Le cose riguardanti lo scambio andarono così. Cesare dovette sacrificare Cicerone ma Lepido suo fratello Paullo, Antonio sacrificò Lucio Cesare, che era per lui zio da parte di madre. Così furono rovesciati dal coraggio e dalla follia dei pensieri umani, mentre piuttosto mostrarono che nessuna belva è più feroce dell'uomo che guadagnò il potere con la passione.
traduzione n. 2 di altro utente
Quando il giovane (Ottaviano) divenne potente e assunse il consolato dette il benservito a Cicerone e alleandosi con Antonio e Lepido e unendo insieme alla loro la propria forza militare, ripartì il potere con loro come un qualsiasi altro bene personale e vennero proscritti più di 200 uomini che dovevano far morire. La proscrizione di Cicerone causò loro il più grande disaccordo sui punti controversi e poiché Antonio era irremovibile se quello non fosse stato ucciso per primo, Lepido stava dalla parte di Antonio mentre Cesare si opponeva ad entrambi. Gli incontri segreti avvennero tra loro solo presso la città di Bologna per tre giorni e si riunirono in un qualche luogo, lontano dagli accampamenti, attorno al quale scorreva un fiume. Si dice che dopo aver lottato in difesa di Cicerone i primi due giorni, Cesare mostrò segni di cedimento ed il terzo abbandonò quell'uomo. I patti dello scambio stavano così. Cesare doveva abbandonare Cicerone, Lepido (doveva abbandonare) suo fratello Paolo, Antonio (doveva abbandonare) Lucio Cesare che era suo zio per parte di madre. Così sotto l'effetto di un furore, rabbiosi si allontanarono dai sentimenti umani, o meglio, dimostrarono come nessuna bestia è più crudele dell'uomo quando unisce alla passione il potere.
traduzione n. 3 di altro utente
In quella occasione, quindi, più che in qualunque altra circostanza della sua vita, Cicerone, che pure era vecchio, si lasciò coinvolgere e abbindolare da un ragazzetto. Infatti, ne sostenne l'elezione a console e gli procacciò il favore del Senato. Ma gli amici lo misero sùbito sotto accusa e non passò molto che egli stesso si rese conto di essersi rovinato con le proprie mani e di aver compromesso la libertà del popolo.
Appena il giovane vide rafforzata la sua posizione e fu ufficialmente console, disse addio a Cicerone, strinse un'alleanza con Antonio e Lepido e unì alle loro le proprie forze, spartendo il potere come fosse un qualunque altro bene. Vennero, poi, proscritti quegli uomini che era meglio far sparire, in numero superiore a duecento.
La decisone più difficile da prendere, quella che creò i problemi maggiori fra i tre, riguardò Cicerone: Antonio non sarebbe sceso ad alcun accordo se quello non fosse stato il primo a morire, Lepido stava dalla parte di Antonio, mentre Cesare si opponeva ad entrambi.
La riunione, che rimase segreta perché vi parteciparono loro tre soli, si protrasse per tre giorni e si tenne nei pressi di Bologna. Si riunirono, infatti, in un luogo appartato, attorno al quale scorreva un fiume, lontano dagli accampamenti.
I primi due giorni Cesare si batté per Cicerone (così si racconta), ma al terzo mostrò segni di cedimento e abbandonò l'oratore alla sua sorte. Ci fu un vero e proprio compromesso, così articolato: Cesare dové sacrificare Cicerone, ma Lepido suo fratello Paullo, Antonio Lucio Cesare, che era suo zio per parte di madre.
Così rabbia e furore li tennero lontani da ogni ragione umana: o meglio, dimostrarono come nessuna bestia è più selvaggia dell'uomo quando a un'indole passionale si aggiunge il potere.