Cogitanti mihi saepe numero et memoria vetera repetenti perbeati fuisse, Quinte frater, illi videri solent, qui in optima re publica, cum et honoribus et rerum gestarum gloria florerent, eum vitae cursum tenere potuerunt, ut vel in negotio sine periculo vel in otio cum dignitate esse possent. Ac fuit cum mihi quoque initium requiescendi atque animum ad utriusque nostrum praeclara studia referendi fore iustum et prope ab omnibus concessum arbitrarer, si infinitus forensium rerum labor et ambitionis occupatio decursu honorum, etiam aetatis flexu constitisset. Quam spem cogitationum et consiliorum meorum cum graves communium temporum tum varii nostri casus fefellerunt. Nam qui locus quietis et tranquillitatis plenissimus fore videbatur, in eo maximae moles molestiarum et turbulentissimae tempestates exstiterunt; neque vero nobis cupientibus atque exoptantibus fructus oti datus est ad eas artis, quibus a pueris dediti fuimus, celebrandas inter nosque recolendas.
Quando penso (lett: a me che penso), fratello Quinto, e spesso richiamo alla memoria le cose antiche, sono soliti apparirmi molto fortunati quelli, che in un ottimo Stato, poiché si distinsero per gli onori e la gloria delle imprese militari, potettero mantenersi nella direzione giusta della vita tale che poterono dedicarsi ai loro affari senza pericolo o al riposo con dignità. E ci fu un tempo in cui pensavo che anche a me sarebbe stato per così dire dovuto e concesso da tutti un inizio di riposo e il volgere l'animo verso studi illustri cari ad entrambi, se fossero cessate l'interminabile fatica degli affari forensi e la preoccupazione per le beghe elettorali, percorsa la carriera delle pubbliche cariche e anche per il declino dell'età una volta che giunto al declinare dell'età, fosse venuta meno la fatica del foro e la preoccupazione elettorale. Le nostre vicissitudini tanto varie quanto gravi dei tempi comuni trassero in errore questa speranza di pensieri e delle mie decisioni. Infatti il luogo che sembrava che sarebbe stato pienissimo di quiete e di tranquillità, in esso si originarono le massime difficoltà di molestie e le turbolentissime tempeste; e in verità il risultato dell'ozio non fu dato a noi che bramavamo e che desideravamo per celebrare e coltivare fra noi queste arti, in cui siamo stati dediti fin da fanciulli.
(By Maria D. )