Κάμμα καλὴ Γαλατικὴ καὶ Σινάτου τοῦ τετράρχου γυνή ἐστι· ὁ δὲ Σινόριξε ὁ δυνατώτατος τῶν Γαλατῶνα αὐτῆς ἐράεται καὶ νομίζει αὐτὴν οὔτε βιάεσθαι οὔτε πείθεσθαι δύνασθαι εἰ ὁ Σινάτος ζάει. Διὸ ὁ Σινόριξε τὸν Σινάτον κτείνει. Τῇ δὲ Κάμμῃ καταφυγὴ...(Plutarco, Le virtù femminili)

La bella galata Camma è la moglie di Sinato, il tetrarca. Ma Sinoride, il più potente dei Galati, è innamorato di lei e pensa che non può né forzarla né persuaderla se Sinato è vivo. Perciò Sinoride uccide Sinato. Per Camma, rifugio e consolazione del (suo) dolore è il sacerdozio di Artemide, e trascorre sempre il tempo presso la dea. Ma Sinoride la desidera per moglie (μνάομαι, ) e osa parlare di matrimonio. Cadma non evita la proposta né fa rimproveri riguardo all'omicidio, ma dapprima lo accoglie (δεξιόομαι) e lo conduce all'altare della dea; poi da una coppa (gli) offre idromele (miscuglio di miele ed acqua) avvelenato, come poi è stato chiarito, lei beve per prima e offre il resto al Galato. Sinoride beve e muore; mentre sta morendo (lett "nel morire"), anche Camma stessa dice: "Alla fine, io ti punisco, caro uomo; ora accoglimi". Dopo queste parole, muore coraggiosamente e allegramente. (Plutarco, Le virtù femminili)