Ικτινος οφιν αρπασας φερει ανω πετασας. Ο δ'οψις επιστραφεις εδακε τουτον και αμφοτεροι εκ του υψου κατηνεχθησαν... και μη ελπιζν, εκτισει κακα α προτερον εποιησε. (da Esopo)

Avendo un nibbio rapito un serpente levandosi in volo lo porta in alto (πετάσας = participio aoristo nominativo diπετάννῡμι). Ma il serpente dopo essersi rigirato (εδακε = aoristo di δάκνω ) lo morse (ἐπιστρέφω ). Il nibbio morì (θνῄσκω) e il serpente disse:" ( Μαίνω aoristo seconda sing. ) Perchè sei stato così tanto folle da far del male a chi non voleva farti assolutamente alcun torto e ti procuri la morte? Tu patisci allo stesso modo ciò che volevi (βούλομαι imperfetto indicativo seconda singolare) fare a me. La favola dimostra che chi si comporta con prepotenza e commette ingiustizia verso i deboli una volta o l'altra incontrando ( μπίπτω participio aoristo) dei più forti e non temendoli (futuro ἐκτίνω) pagherà i mali che ha fatto in precedenza. (by A.M.)

Altra proposta di Traduzione

Un nibbio, che aveva catturato un serpente, distendendosi (in volo: πετάννῡμι) lo porta verso alto. Il serpente, voltatosi, lo morse (aor. b di δάκνω) e ambedue ricaddero (καταφέρω) dall’alto. Il nibbio rimase ucciso (θνῄσκω), il serpente diceva: «Perché fosti tanto folle (μαίνω) che volevi nuocere e causare la morte di qualcuno che certamente non era tra quelli che ti danneggiano? Nello stesso modo che volevi per me, tu soffrirai». Il racconto insegna che persistendo nella bramosia di avere e nuocendo ai deboli, a volte, se si finisce contro i più forti, anche non pensandolo, pagherai il fio delle cose che hai fatto prima. (By Geppetto)