Γεωργου υιεα οφις δακνων εν τω ποδι απεκτεινεν. Ο δε γεωργος επι τουτω δεινοπαθων πελεκυν ανελαμβανε και παραγιγνομενος εις τον φωλεον αυτου παρετηρει ... Ο λογος δηλοι οτι αι δειναι εχθραι ου ραδιας τας μεταλλαγας εχουσι
Un serpente, mordendo in un piede il figlio di un contadino, lo uccideva. Il contadino, addolorato per questo, prendeva una scure e, recandosi presso la tana di quello, si appostava perché, quando sarebbe uscito (cong. di ἐξίημι), lo avrebbe ucciso. Avendo il serpente fatto capolino, impugnando la scure, lo manca in pieno, colpisce un sasso che era lì vicino. In seguito, per paura lo prega perché diventi suo amico. Egli diceva: «Ma io non riesco ad essere benevolo con te pur mirando il sasso, né tu a me pur considerando la tomba del figlio».
Il racconto insegna che le potenti avversioni non hanno agevoli scambi. (by Geppetto)