ELOGIO DI ATENE
VERSIONE DI GRECO
TRADUZIONE dal libro Ermeneumata - pagina 34 numero 27
TRADUZIONE

Utilizziamo infatti un ordinamento politico che non imita le leggi dei vicini dal momento che siamo noi ad essere d'esempio per qualcuno più che imitatori degli altri. E di nome, per il fatto che si governa non nell'interesse di pochi ma di molti, è chiamata democrazia. Per ciò che concerne la vita pubblica viviamo la vita da cittadini in libertà e per il sospetto vicendevole delle abitudini quotidiane non essendo in collera con il vicino se fa qualcosa per piacere né infliggendo umiliazioni non dannose ma fastidiose a vedersi. Inoltre ci siamo procurati parecchie pause dalle fatiche per il nostro spirito praticando giochi e feste religiose nel corso dell'anno e grazie a case e suppellettili eleganti di cui il godimento quotidiano allontana lo sconforto. In sintesi affermo che tutta la città è scuola dell'Ellade e mi sembra che lo stesso uomo presso di noi, preso singolarmente, possa offrire, alle più diverse forme di vita con eleganza e con la massima versatilità, una personalità indipendente.