Καλοῦσι δὲ καὶ τοὺς ξένους ἐπὶ τὰς εὐωχίας, καὶ μετὰ τὸ δεῖπνον ἐπερωτῶσι, τίνες εἰσὶ καὶ τίνων χρείαν ἔχουσιν. Ειώθασι δὲ καὶ παρὰ τὸ δεῖπνον ἐκ τῶν τυχόντων πρὸς τὴν διὰ τῶν λόγων ἅμιλλαν καταστάντες, ...(Diodoro Siculo)
Invitano anche gli stranieri ai banchetti, e dopo il pasto chiedono chi siano e di cosa abbiano bisogno. Sono soliti, anche durante il banchetto, confrontarsi in gare di parole su argomenti casuali, e, su invito, combattere tra loro in duelli, non dando alcun peso alla fine della vita; infatti, tra loro prevale l'affermazione di Pitagora, che aveva convenuto che le anime degli uomini sono immortali e che, dopo determinati anni, rivivono di nuovo, poiché l'anima subentra in un altro corpo. Per questo motivo, durante le esequie dei defunti, alcuni gettano nelle pire lettere scritte ai loro parenti defunti, con la convinzione che i defunti le leggeranno. Durante i viaggi e le battaglie utilizzano carri a due cavalli, con il carro che ha un auriga e un combattente. E, incontrando i cavalieri nelle guerre, provocano i nemici e, scesi (dal carro), ingaggiano un combattimento senza la spada. Alcuni di loro disprezzano la morte a tal punto da scendere nel pericolo nudi e cinti solo da una cintura.
(By Vogue)