Insigne magnanimitatis exemplum in iis libris invenimus, quos Caesar de bello Gallico scripsit, in quinus narrat quae ipse contra Gallos et Germanos gessit. Erant in Romanis castris duo viri fortissimi et gloriae cupidissimi, quorum alteri Voreno, alteri Pulloni nomem erat. Hi saepe controvesias inter se habere et de gloria contendere solebant. Cum olim Galli Romanorum castra obsiderent, Pullo, ut adversarium provocaret, sic ante omnes commilitones clamavit; Nunc, Vorene, contra hostes uterque nostrum procedat, ut adpareat uter nostrum virtute superior Quae cum dixisset, processit ipse priori contra hostes, nec alter in castris intra vallum se tenuit, quia iudicium commilitonum et ducis sui timebat. Cum autem Pullo in quendam hostem coniecisset telum suum, eius pectus eo ictu transfixit. Tum vero Galli universi in ipsum fecerunt impetum et scutum eius telis transfixerunt. In magno periculo erat miser, neque ullum auxilium ab ullo homine sperare poterat; sed Vorenus statim veteres controversias praetermisit et Pullonem ex certa morte eripuit eundemque incolumem in castra reduxit
Troviamo uno straordinario esempio di magnanimità in quei libri che Cesare scrisse sulla guerra gallica, nei quali narra le imprese militari che lui stesso condusse contro Galli e Germani. Negli accampamenti romani vi erano due validi soldati, molto coraggiosi e desiderosi di gloria: l'uno si chiamava Voreno, l'altro Pullone. Costoro erano spesso in disaccordo tra loro, ed erano soliti misurarsi a riguardo del valore. Avendo i Galli presero d'assalto g li insediamenti romani: Pullone, per provocare il rivale, disse a gran voce davanti a tutti "ora, Voreno? entrambi affrontiamo il nemico, in modo tale che appaia chiaro chi di noi due è superiore in quanto a valore". Detto ciò, egli stesso, precedette Voreno contro il nemico; l'altro non rimase dentro la trincea, nell'accampamento, poiché temeva il giudizio dei commilitoni e del suo comandante. Avendo Pullone scoccato un dardo contro un nemico, lo colp' al cuore. Al che, i Galli- tutti insieme gli si lanciarono contro e colpirono lo scudo con i dardi. Il malcapitato si trovava in una situazione molto pericolosa, né poteva contare aiuto da alcuno; ma Voreno, all'improvvise mise una pietra sopra alle vecchie inimicizie e sottrasse Pullone da una sicura morte, e lo ricondusse nell'accampamento sano e salvo.