At contra oratorem celeriter complexi sumus, nec eum primo eruditum, aptum tamen ad dicendum, post autem eruditum. Nam Galbam Africanum Laelium doctos fuisse traditum est, studiosum autem eum, qui is aetate anteibat, Catonem, post vero Lepidum, Carbonem, Gracchos, inde ita magnos nostram ad aetatem, ut non multum aut nihil omnino Graecis cederetur. Philosophia iacuit usque ad hanc aetatem nec ullum habuit lumen litterarum Latinarum; quae inlustranda et excitanda nobis est, ut, si occupati profuimus aliquid civibus nostris, prosimus etiam, si possumus, otiosi. In quo eo magis nobis est elaborandum, quod multi iam esse libri Latini dicuntur scripti inconsiderate ab optimis illis quidem viris, sed non satis eruditis.
In compenso, però, abbiamo fatto presto a impadronirci dell'eloquenza: arte che in principio non era basata sull'erudizione, ma semplicemente sull'abilità pratica; soltanto piu tardi si richiese da essa anche una base dottrinale. È noto che Galba, l'Africano e Lelio furono degli uomini di cultura; mentre Catone, che era più anziano di loro, fu semplicemente un dilettante. Più tardi vennero Lepido, Carbone, i Gracchi, in seguito fino al nostro tempo così grandi da cedere poco o addirittura niente ai Greci. La filosofia fu trascurata fino al nostro tempo e no ebbe lo splendore della letteratura latina; dobbiamo abbellirla e darle lustro, affinché, se da impegnati siamo utili in qualche cosa ai nostri cittadini, lo siamo, se possiamo, anche da oziosi. In questo dobbiamo tanto più applicarci assiduamente in quanto si dice che siano ormai molti i libri latini scritti sconsideratamente da alcuni uomini senza dubbio bravissimi, ma non abbastanza colti