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Assassini puniti
versione di latino dal libro lectior facilior 1
omnia maria omnesque terrae arionem cognoscunt ...
se accivit eosque damnavit capite
Tutti i mari e tutte le terre riconoscevano (pres. storico ma lo traduciamo all'imperfetto) arione. con il suo canto si fermavano le acque dei fiumi; giagevano sotto l'ombra dello stesso albero cani, lepri e lupi e angelli. quello visse a corinto, dove c'era il tempio di apollo, presso il re, il suo amico, periandro, il quale tratenne con se per molto anno e gli dono molto della sua ricchezza. i marinai, il quale lo riportavano nella sua patri, complottavano contro la sua vita: infatti desideravano rapire i soldi a lui e i doni che egli dava a periandro. ma alcuni delfini, attirati dal suo canto, avevano circondato la nave, subito, li vide; si buttò in mare: i delfini lo presero e lo riportarono a corinto dal re periandro: dopo alcuni giorni la violenta tempesta spinze la nave dei marinai che avevano aggredito arione alla spiaggia di corinto. allora il re li fece venire da lui e li condanno alla pena capitale
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Fasi della prima guerra punica
versione di latino e traduzione dai libri:
Littera, ae 1B pag. 133 n° 1 Lectior facilior
e lingua magistra
L. Manlio Vulsone M. Atilio Regulo consulibus bellum in Africam translatum est. Contra Hamilcarem, Carthaginiensium ducem, in mari pugnatum est, et Hamilcar victus est. Is enim perditis sexaginta quattuor navibus perdidit retroque se recepit. A Romanis autem viginti duae amissae sunt. Sed nostra classis per Mare Nostrum in Africam pervenit primamque Clypeam, Africae civitatem, in deditionem acceperunt. Consules deidne usque ad Carthaginem processerunt. Manlius multa castella vastavit, Romam victor revertit et viginti septem milia captivorum ab eo reducti sunt; Atilius Regulus autem in Africa remansit. Is contra Afros aciem instruxit. Contra tres Carthaginiensium duces dimicans victor fuit, decem et octo milia hostium cecidit, quinque milia cum decem et octo elephantis cepit, septuaginta quattuor civitates in fidem accepit.
Sotto il consolato di L. Manlio Vulsone e M. Attilio Regolo, il conflitto si spostò in Africa. Lo scontro navale con Amilcare, generale dei Cartaginesi, sortì successo e Amilcare fu vinto. Egli infatti, perse 64 navi e si ritirò. Invece 22 navi furono perse dai Romani. Ma la nostra flotta per il Mare Mediterraneo giunse in Africa e assoggettarono per prima Clipea, città africana. I consoli poi si spinsero fino a Cartagine. Manlio rase al suolo molte fortezze, Manlio tornò a Roma vincitore e 27mila prigionieri (di guerra) furono condotti da lui; invece Attilio Regolo rimase in Africa. Fu lui a preparare lo scontro con gli Afri. Pur fronteggiando 3 condottieri cartaginesi, ne uscì vincitore: trucidò 8mila nemici, ne fece prigionieri 5mila, insieme a 18 elefanti; accettò la resa e la subordinazione di 74 città.
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Una donna vende libri a prezzi folli
Versione latino Aulo Gellio Lectior facilio
Quaedam anus hospita atque incognita traditur olim ad Tarquinium regem se contulisse, novem libros secum ferens, qui divina oracula continere dicebantur et quos mulier vendere cupiebat. Cum Tarquinius pretium percontatus esset (domandare), anus nimiam atque immensam pecuniam petivit; rex fertur anum derisisse, quasi illa aetate desiperet (desipere, perdere il senno). Tum illa, foculo (braciere) cum igni ante eum posito, tres ex novem libris combussit (bruciare) et ex eo num sex reliquos eodem pretio emere vellet quaesivit. Sed Tarquinio, multo magis ridenti, anus sine dubio delirare visa est. At mulier statim aliis tribus libris combustis, placide ex rege iterum quaesivit num reliquos tres libros eodem pretio emere vellet. Tum Tarquinius ore serio ac animo attentiore factus est; nam anus, tam constans securaque de se, ei visa est contemnenda sibi non esse; itaque libros statim maximo pretio emit. Cum a Tarquinio anus abisset, nemo umquam quo ea se contulisset scivit: narratur enim nusquam loci (in nessun luogo) iam ea conspecta esse (conspicere, vedere).
Si dice che una certa vecchia straniera e sconosciuta una volta si fosse recata presso il re Tarquinio portando con sé nove libri, che si diceva contenessero degli oracoli divini e che la donna desiderava vendere. Poiché Tarquinio (ne) aveva domandato il prezzo la vecchia esigette una somma (letterale: un denaro) immensa e smodata; si tramanda che il re avesse deriso la vecchia come se stesse perdendo il senno a causa dell'età. Allora quella, dopo aver collocato una braciere con del fuoco davanti a lui, bruciò tre dei nove libri e gli chiese se volesse comprare sei rimanenti libri allo stesso prezzo. Ma a Tarquinio, che rideva ancora di più, la vecchia sembrò senza alcun dubbio delirare. Ma la donna, dopo aver bruciato immediatamente altri tre libri, chiese placidamente per la seconda volta al re se volesse comprare i rimanenti tre libri al medesimo prezzo. Allora Tarquinio divenne con il volto serio e l'animo più attento: infatti gli sembrò di non dover sottovalutare la vecchia, tanto ferma e sicura di sé; e così comprò immediatamente i tre libri al prezzo più alto. Dopo che la vecchia si fu allontanata da Tarquinio, nessuno seppe mai dove essa si fosse rifugiata; si narra infatti che ella non fu mai (più) vista in nessun luogo. "
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Attilius Regulus, cum contunderet in Africa potentiam Poenorum victoriis crebris adhibebat assiduam curam de suo agello in Latio. Item cum descendisset Alexander in fines Phoenicum et (cum) redegisset Sidonem in suam potestatem, optabat constituere novum regem. Tum Alexander, cum convocavisset principes civitatis dixit: ”Ostendite civem dignum regno”, et statim principes designaverunt una voce hominem qui, cum esset stirpis regiae, tolerabat adversam fortunam cum magna patientia et colebat hortum suburbanum ob inopiam. Itaque legati Alexandri accederunt ad hominem cum insignibus Regis et salutaverunt regem eum qui repurgabat hortum
Attilio regolo domando in Africa il dominio dei cartaginesi alle frequenti vittorie militari (lett. rivolgeva) alternava un’assidua cura al suo orticello nel Lazio. E così (accadde che) dopo che Alessandro era sceso nei confini Fenici e dopo aver ridotto Sidone sotto la sua autorità, desiderava costituire un nuovo sovrano. Allora Alessandro, dopo aver convocato i più nobili cittadini disse: ”Presentate al regno un degno cittadino” e immediatamente i nobili indicarono all’unanimità l’uomo che, poiché era di stirpe regale, tollerava la fortuna avversa con grande sopportazione e coltivava l’orto nei pressi di Roma (suburbanum = podere nei pressi di Roma) per necessità. Perciò gli ambasciatori di Alessandro andarono dall’ uomo con le insegne regali e questo (quest’uomo) che ripuliva un’orto salutarono come un re.