- Dettagli
- Scritto da Anna Maria Di Leo
- Categoria: LATINO ITALIANO VERSIONI TRIENNIO- versioni latino
- Visite: 4
Inizio: Cn. autem Lentulus multo maiorem opinionem dicendi actione faciebat ... Fine: Sic in hoc nihil praeter actionem fuit, cetera etiam minora quam in superiore.
- Dettagli
- Scritto da Anna Maria Di Leo
- Categoria: LATINO ITALIANO VERSIONI TRIENNIO- versioni latino
- Visite: 3
C. Caesar adulescens, paene potius puer, incredibili ac divina quadam mente atque virtute, cum maxime furor arderet Antoni cumque eius a Brundisio crudelis et pestifer reditus timeretur, nec postulantibus nec cogitantibus, ne optantibus quidem nobis, quia non posse fieri videbatur, firmissimum exercitum ex invicto genere veteranorum militum comparavit patrimoniumque suum effudit: quamquam non sum usus eo verbo quo debui; non enim effudit: in salute rei publicae conlocavit. Cui quamquam gratia referri tanta non potest quanta debetur, habenda tamen est tanta quantam maximam animi nostri capere possunt. Quis enim est tam ignarus rerum, tam nihil de re publica cogitans qui hoc non intellegat, si M. Antonius a Brundisio cum eis copiis quas se habiturum putabat, Romam, ut minabatur, venire potuisset, nullum genus eum crudelitatis praeteriturum fuisse? Quippe qui in hospitiis tectis Brundisi fortissimos viros optimosque civis iugulari iusserit; quorum ante pedes eius morientium sanguine os uxoris respersum esse constabat. Hac ille crudelitate imbutus, cum multo bonis omnibus veniret iratior quam illis fuerat quos trucidarat, cui tandem nostrum aut cui omnino bono pepercisset?
Caio Giulio Cesare, adolescente, o piuttosto (ancor) quasi un fanciullo, di un intelletto incredibile e, per così dire, prodigioso, ... (continua)
- Dettagli
- Scritto da Anna Maria Di Leo
- Categoria: LATINO ITALIANO VERSIONI TRIENNIO- versioni latino
- Visite: 4
LATINO - ITALIANO VERSIONI PER TRIENNIO
Pagina 424 Numero 328
Inizio: Sed in ore sunt omnia, in eo autem ipso dominatus est omnis oculorum; Fine: is autem oculis gubernatu
- Dettagli
- Scritto da Anna Maria Di Leo
- Categoria: LATINO ITALIANO VERSIONI TRIENNIO- versioni latino
- Visite: 4
Incipit: Quorum virtuti nihil cedit Q. Occius, qui propter ... Fine: quando inter Romanos et Celtiberos pax foret restituta.
Per nulla inferiore al loro valore è Quinto Occio, il quale fu soprannominato a causa della sua forza fisica Achille. Infatti, per non parlare delle sue altre imprese, tuttavia si potrebbe conoscere a sufficienza attraverso due fatti, che sono sul punto di riferirvi, quanto fu bellicoso. . Partito per la Spagna come luogotenente del console Q. Metello, combattendo ai suoi ordini la guerra contro i Celtiberi, dopo aver appreso di essere stato sfidato a duello da un (tale) giovane di quel popolo - ma casualmente gli era stata servita la cena (per mangiare) - lasciata la tavola, ordinò che di nascosto fossero portate le armi ed il cavallo fuori dalla trincea, per non essere ostacolato da Metello, e raggiunto quel Celtibero che con molta arroganza cavalcava intorno all'accampamento, lo uccise e sottratte dal corpo le sue spoglie, esultando per la gioia, ritornò all'accampamento. Lo stesso (Occio), quando Pirreo, che superava tutti i Celtiberi per nobiltà e coraggio, lo aveva provocato a duello, lo costrinse a dichiararsi vinto. E non si vergognò quel giovane, nonostante il suo grandissimo ardimento, a consegnargli la propria spada ed il mantello alla presenza di entrambi gli eserciti. Ma lo stesso Occio volle che fossero per sempre uniti dal vincolo di ospitalità, quando la pace si fosse ristabilita tra Romani e Celtiberi.
Valerio Massimo latino italiano versioni per il triennio
- Dettagli
- Scritto da Anna Maria Di Leo
- Categoria: LATINO ITALIANO VERSIONI TRIENNIO- versioni latino
- Visite: 3
Inizia: Hoc in tempore nulla civitas Atheniensibus auxilio fuit Finisce: nulla enim umquam tam exigua manus tantas opes prostravit.
In questo momento critico nessuna città fu di aiuto agli Ateniesi ad eccezione degli abitanti di Platea. Questa inviò mille soldati. Pertanto con il loro arrivo si raggiunse il numero complessivo di diecimila armati; e questo manipolo ardeva dallo straordinario desiderio di combattere. Per cui accadde che Milziade avesse il maggior potere dei suoi colleghi. Quindi gli Ateniesi spronati dalla sua autorevolezza, condussero le truppe fuori dalla città e si accamparono in una località opportuna. Quindi, il giorno seguente, schierato l'esercito in un luogo non eccessivamente scoperto, alle pendici di una montagna, diedero inizio alla battaglia (infatti gli alberi in molte zone erano rari) con tale stratagemma, e cioè per essere protetti dall'altezza dei monti ed ostacolare la cavalleria nemica grazie ai filari degli alberi con l'intento di non essere accerchiati dalla massa dei nemici. Dati, sebbene non considerasse la situazione favorevole per i suoi, tuttavia, confidando nel gran numero delle proprie truppe, desiderava lo scontro e questo soprattutto perché riteneva conveniente combattere, prima che gli Spartani venissero in aiuto (agli Ateniesi). Ma in questa battaglia gli Ateniesi furono talmente superiori in valore, da sconfiggere un numero dieci volte maggiore di nemici e li spaventarono ad un punto tale, che i Persiani si rifugiarono non nell'accampamento, ma sulle navi. Nessuna battaglia c'è stata finora più celebre di questa: infatti mai nessun manipolo tanto esiguo ha distrutto uno schieramento così ingente.
Latino Italiano versioni per il triennio Cornelio Nepote