- Dettagli
- Scritto da Anna Maria Di Leo
- Categoria: JUVENTAS - versioni latino tradotte
- Visite: 5
Nova mente, juventas, nove discere
Perseo crebbe sano e valido nella corte, ma Polidette, innamorato di Danae, desiderava sposarla. Poiché la donna non era convinta dalle sue preghiere, il re ebbe il sospetto che il matrimonio fosse ostacolato da Perseo. Perciò, usando lo stimolo della sua ambizione di gloria, inviò il giovane a prendere la testa di Medusa, la più ripugnante delle Gorgoni, che poteva trasformare in pietra gliuomini. Ma Perseo, con l'ausilio di Minerva tagliò la testa a Medusa, infine fugg' tormentato dalle Gorgon. Quando arrivò in Etiopia, il giovane salvò la bella Andromeda da un orribile dragone e la sposò. Dopo che ritornò a Serifo, con la testa di Medusa mutò Polidette in pietra, poi, con la moglie e la madre, si diresse verso Argo dove Acrisio, era fuggito poiché si ricordava che sarebbe morto per il nipote, era fuggito. Ma non potè evitare il fato. Infatti Perseo arrivò a Larissa per gareggiare nei giochi pubblici: scagliando il disco, involontariamente uccise il nonno.
- Dettagli
- Scritto da Anna Maria Di Leo
- Categoria: JUVENTAS - versioni latino tradotte
- Visite: 5
Fedro, nova mente, nove discere, juventas
Due uomini, che ardevano di mortale odio tra di loro, navigavano trasportati dalla stessa nave, l'uno sedendo a poppa, l'altro sedendo a prua. Ormai la nave era in procinto di entrare nel porto quando improvvisamente sorge una terribile tempesta, e tutti percepiscono la morte per se imminente. Alcuni, ormai in procinto di perdere la vita, invocano gli dei, altri piangono miseramente, altri, spinti dal terrore comune, stringono in un abbraccio gli altri. Il terrore prevale su tutto, ma non sull'odio dei due nemici. Infatti quello che sedeva a poppa si alza e domanda al timoniere: "dimmi: quale parte della nave sarà coperta prima dalle onde? La poppa o la prua?" E quello: "la prua senza dubbio". E avendo sentito queste parole, disse con volto sereno, e quasi felice: "Bene; infatti la morte mi sarà leggera se prima avrò guardato il mio nemico che perde la vita fra le onde"
- Dettagli
- Scritto da Anna Maria Di Leo
- Categoria: JUVENTAS - versioni latino tradotte
- Visite: 5
Curzio Rufo Nova Mente, Nove discere, juventas
Casualmente un soldato gregario che si reggeva a stento, era arrivato tuttavia nell'accampamento. Alessandro non appena lo scorse, benché stesse in quel momento riscaldandosi gli arti ad un braciere che gli aveva portato un servo, si alzò dal suo sedia regale, e fece sedere al suo posto il soldato intirizzito e a stento padrone di sé. Quello a lungo non capì dove stesse riposando e da chi fosse stato aiutato. Alla fine, recuperato il calore vitale, appena vide la sedia regale, si alzò in piedi atterrito. Alessandro avendo visto il timore del soldato gli disse: "Soldato, ora comprendi, con quanta migliore sorte di loro che non i Persiani voi viviate sotto un re? Infatti per loro, essersi seduti sulla sedia del re sarebbe stato un delitto capitale, mentre per te è stata la salvezza. "
- Dettagli
- Scritto da Anna Maria Di Leo
- Categoria: JUVENTAS - versioni latino tradotte
- Visite: 5
Fedro Juventas Nova Mente, nove discere
Vide questo un contadino che dichiarò agli spettatori: " Io farò lo stesso domani e meglio. " Il giorno seguente la folla di spettatori fu maggiore. Entrambi si presentarono al cospetto degli spettatori. Ormai la moltitudine parteggiava per il buffone e tutti sedevano con il proposito di ridicolizzare il contadino. Il buffone grugnisce per primo ed ottiene applausi e suscita clamori. Poi il contadino, facendo mostra di coprire sotto i suoi abiti un porcellino (e lo faceva davvero, ma sfuggendo ai sospetti), tira con forza un orecchio al maialino vero che aveva nascosto, e quello esprime con un grugnito il proprio dolore. La folla però, sostenendo che il buffone aveva fatto un'imitazione molto migliore, acclama l'altro e caccia dalla scena il contadino. Ma quello, estratto dalle pieghe del mantello il porcellino in carne e ossa, dimostrando con l'evidenza della prova il loro turpe errore, (dice): "Ecco, popolo, questo porcellino rende manifesto che pessimi giudici siete!».
- Dettagli
- Scritto da Anna Maria Di Leo
- Categoria: JUVENTAS - versioni latino tradotte
- Visite: 5
Giustino Juventas Nova Mente, nove discere
Morendo Mutto, re di Tiro, designò come (suoi) eredi il figlio Pigmalione e la figlia Didone, vergine di straordinaria aspetto. Ma il popolo tramandò il regno a Pigmalione, ancora alquanto giovane. Didone invece sposò suo zio Acherba, sacerdote di Ercole. Costui aveva grandi ma celate ricchezze, ma per paura del re aveva custodito l'oro non in casa, ma sotto terra; anche se gli uomini non sapevano la cosa, alla fine la voce circolava. Pigmalione, dimentico del diritto umano, uccise suo zio senza rispetto della pietà e si impadronì delle sue ricchezze. Didone, avendo disprezzato a lungo il fratello per il delitto, arrivò all'estremo odio nei riguardi del re ma simulò di voler andare da lui affinché la casa del marito non restasse lei, desiderosa di oblio, il grave ricordo del lutto. Pigmalione, pensando che con lei sarebbe arrivato anche l'oro di Acherba, si felicità della decisione della sorella. Così Didone, dopo aver fatto ripetutamente sacrifici a Ercole, di cui Acherba era stato sacerdote, si diresse in esilio chiedendo nuove sedi.