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Dum Psyche summa cum voluptate visenti offert sese vox quaedam corporis sui nuda et: "Quid, " inquit "domina, tantis obstupescis opibus? Tua sunt haec omnia. Prohinc cubiculo te refer et lectulo lassitudinem refove et ex arbitrio lavacrum pete. Nos, quarum voces accipis, tuae famulae sedulo tibi praeministrabimus nec corporis curatae tibi regales epulae morabuntur. " Sensit Psyche divinae providentiae beatitudinem, monitusque vocis informis audiens et prius somno et mox lavacro fatigationem sui diluit, visoque statim proximo semirotundo suggestu, propter instrumentum cenatorium rata refectui suo commodum libens accumbit. Et ilico vini nectarei eduliumque variorum fercula copiosa nullo serviente sed tantum spiritu quodam impulsa subministrantur.
Allora Psiche comprese che tutta quella grazia era un segno della divina provvidenza e seguendo le indicazioni delle voci misteriose prima con il sonno poi con un bagno si liberò della stanchezza. «Fu allora che vide, poco discosta, una tavola semicircolare già apparecchiata per il pranzo e pensando si trattasse del suo, volentieri sedette. «All'istante, senza che nessuno servisse, ma come spinti da un soffio, le vennero recati vini pregiati, svariate pietanze. Non riusciva a vedere nessuno, sentiva solo un rimbalzar di parole é aveva per ancelle soltanto delle voci. «Dopo quel pranzo squisito un essere invisibile entrò e cominciò a cantare e un altro ad accompagnarlo sulla cetra Mentre con sommo piacere ella contemplava tutto questo, sentì una voce misteriosa che le disse: 'Signora, perché stupisci di fronte a tanta ricchezza? Ciò che vedi è tuo. Entra in camera e lasciati andare sul letto e comanda per il bagno, come ti piace Queste voci sono quelle delle tue ancelle, pronte a servirti, e quando avrai terminato di prenderti cura della tua persona, non dovrai attendere per un pranzo regale.
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Damone e Finzia
versione di latino di VALERIO MASSIMO
esistono varie tipologie di versione con questo titolo ed autore Qui trovi la versione di cicerone i n questa pagina invece mettiamo tutto ciò che riguarda questa versione sia il passo originale sia quella presa da altri libri così quando qualcuno cerca e trova questa versione ha tutto sottomano
VERSIONE DAL LIBRO EXPEDITE
Damone e Finzia, filosofi Pitagorici e uomini di eccellente virtù, avevano stretto amicizia tra loro. Dioniso, tiranno Siracusano, avendo condannato una di queste persone e questo avesse ottenuto del tempo da lui affinché, prima che morisse, fosse ritornato a casa e che sistemasse le sue cose, l’altro non esitò a dare sé in qualità di garante per il ritorno dell’amico. Era liberato dal pericolo di morte colui che poco prima aveva la testa sottomessa; alla stessa spada aveva assoggettato la sua testa quello che poteva vivere sicuro. Allora tutti per primo Dioniso spiavano la novità e l’esito incerto della cosa. Poiché era prossimo il giorno stabilito né quello essendo ritornato, il tanto temerario garante condannava ognuno di stupidità, ma quello proclamava di non essere in apprensione per la fermezza dell’amico: infatti nello stesso momento e ora sopraggiunse da Dioniso l’altro con le leggi.
VERSIONE DA Versioni Latine per il Biennio sez. 8 N° 177
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Alexander, Macedonum rex, monitus erat sorte eum, qui occurrisset primus sibi egresso porta, interficeret. Asinarius forte ante omnes obviam factus est: ad mortem eum abripi rex imperavit. Cum is quaereret cur se immerentem capitali supplicio addiceret, Alexander ad excusandum factum suum oraculi praeceptum rettulit. Tum asinarius : "Si ita est", inquit, "res, alium sors huic morti destinavit: nam asellus, quem ego ante me agebam, prior tibi occurit". Delectatus Alexander illius tam callido dicto, occasionem rapuit expiandae religionis in aliquanto viliori animali.
Alessandro, re dei Macedoni, era stato esortato da un oracolo ad uccidere chi per primo gli fosse venuto incontro mentre usciva dalla porta. Per caso gli si fece incontro prima di tutti un asinaio: il re ordinò che fosse messo a morte. Poiché egli chiedeva perché lo condannasse alla pena di morte sebbene fosse innocente, Alessandro riferì l'imposizione dell'oracolo per giustificare il suo operato. Allora l'asinaio disse: “Se le cose stanno così, l’oracolo destinò un altro a questa morte: infatti per primo ti è venuto incontro l'asinello, che io spingevo davanti a me. Alessandro, divertito dalla così astuta trovata di quellp, colse al volo l'opportunità di adempiere il suo obbligo religioso nei confronti di un animale di alquanto minor valore.
Dal libro Expedite
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Stultus Arcas vir, qui in uno pede diu stare poterat, cum Lacedaemonem pervenissent, iactanter praedicabat nullum hominem in illa urbe esse, qui facere posset... fine: quod facetum responsum Tthebanorum risum movit sed absumpsit vitam Lacedaemonio militi.
un uomo stolto, che poteva stare su un piede a lungo, dopo che era giunto a Sparta, affermava che non c’era nessun uomo in quella città che avrebbe potuto fare quella medesima cosa. Allora uno Spartano disse: “certamente no, ma non c’è nessuna oca che non possa fare questa cosa!”. Un uomo Ateniese, avendo visto un quadro, nella quale gli Ateniesi mettevano in fuga gli Spartani, esclamò: “quanto sono forti gli Ateniesi!”; allora un Lacedemone, che assisteva con tenacia, subito aggiunse “nella tavola!”. I Tebani, dopo che avevano vinto gli Spartani in battaglia presso Leutra, passarono nel Peloponneso e giunsero al fiume Eurota, il quale non è molto lontano da Sparta. Qui, dopo che un soldato Tebano disse tutto compiaciuto: “non vedo per nulla gli Spartani!”, un soldato Spartano, che i Tebani prendevano con loro prigioniero disse: “i lacedemoni non sono presenti, altrimenti voi non sareste qui!”. Questa risposta spiritosa mosse il sorriso dei Tebani ma costò la vita al soldato Spartano.
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Asia, in tertia orbis terrarum parte disposita, ex nomine mulieris, quae antiquis temporibus imperium Orientis tenuit, appellata est. Asia ab oriente ortu solis, a meridie Oceano, ab occasu solis mari nostro finitur, a septemtrione Maeotide lacu et Tanai fluvio terminatur. Habet autem multas provincias et regiones, quarum PAradisus et India sunt. Paradisus est locus omni genere ligni et pomiferarum arborum consitus, habens etiam et lignum vitae; non ibi frigus, non aestus, sed perpetua aeris temperis est. Mirabilis loci auditus post peccatum Adam hominibus interclusus est. India, ab Indo flumine vocata, a meridiano mari usque ad ortum solis pertinet et a septentrione usque ad montem Caucasum pervenit. Terra Indiae, venti favonii spiritu salubris, in anno bis metit fruges
L'Asia prende il nome della donna ch presso gli antichi tenne il dominio dell'oriente. essa, estesa su un terzo del mondo è delimitata dall'estremo oriente, dall'oceano a sud, dal nostro mare a occidente, a nord è delimitata dal lago meotide e dal fiume tango, ha inoltre molte province e regioni e regioni tra cui sono il paradiso e l'india. ilparadiso nella nostra ligua significa giardino dele delizie infatti è ricco di ogni genere di legno e di albero da frutto essendoci anche l'albero della vita. qui non c'è freddo, non calura ma perpetuo clima temperato. l'acceso di questoluogo è stato chiuso agli uomini dopo il peccato di Adamo fu infatti circondatotutto intorno da unmuro di fuoco. L'india chiamata dal fiume indo dal quale viene delimitata a occidente. questa si estende dal mare del sud fino a oriente e giunge a nord fino al fiume caucaso. La terra d'India, per il soffio del vento salubre, offre per due volte l'anno frutti.