la pena di morte non serve
VERSIONE DI GRECO di Tucidide
TRADUZIONE dal libro Euloghia
Inizio: Εν ουν ταίς πόλεσι πολλών Fine: . . ες τόυς κινδύνους.

Dunque, nelle città le pene di morte sono fissate per molti crimini, anche per colpe non pari a questa, ma inferiori: ugualmente, essendo esaltati dalla speranza, (gli uomini) corrono pericoli, nessuno ancora ha affrontato il pericolo ritenendosi incapace di riuscire nelle sue trame. Tutti gli uomini sono portati per natura errori sia come individui privati sia come stati, e non c'è legge che impedirà questo, poiché gli uomini le hanno terminate tutte aggiungendo nuove pene, nella speranza di subire meno ingiustizie da parte degli uomini malvagi. E sembra ragionevole che in passato per le pene fissate per i delitti fossero più leggere, ma poiché le venivano trasgredite con il tempo la maggior parte di queste è arrivata alla morte: tuttavia comunque le leggi vengono trasgredite Pertanto c'è bisogno di inventare una pena più terribile di questa o in verità in ogni caso questa non impedisce nulla, ma la miseria che spinta dal bisogno provoca ardimento, o la ricchezza, la ricchezza, che con l'insolenza e l'orgoglio provoca l'avidità, e le altre condizioni degli uomini, in preda alle passioni, li spingono verso i pericoli.