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triakonta pagina 31 numero 4
Inizio: Πολιτεία γὰρ τροφὴ ἀνθρώπων ἐστίν, καλὴ μὲν ἀγαθῶν, Fine: σοφὸς ἢ ἀγαθὸς εἶναι κρατεῖ καὶ ἄρχει
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Il piacere e il dolore due fratelli siamesi
VERSIONE DI GRECO di Platone
Versione di greco dal libro triakonta
ὁ δὲ Σωκράτης ἀνακαθιζόμενος εἰς τὴν κλίνην συνέκαμψέ τε τὸ σκέλος καὶ ἐξέτριψε τῇ χειρί, καὶ τρίβων ἅμα, ὡς ἄτοπον, ἔφη, ὦ ἄνδρες, ἔοικέ τι εἶναι τοῦτο ὃ καλοῦσιν οἱ ἄνθρωποι ἡδύ· ὡς θαυμασίως πέφυκε πρὸς τὸ δοκοῦν ἐναντίον εἶναι, τὸ λυπηρόν, τὸ ἅμα μὲν αὐτὼ μὴ ᾽θέλειν παραγίγνεσθαι τῷ ἀνθρώπῳ, ἐὰν δέ τις διώκῃ τὸ ἕτερον καὶ λαμβάνῃ, σχεδόν τι ἀναγκάζεσθαι ἀεὶ λαμβάνειν καὶ τὸ ἕτερον, ὥσπερ ἐκ μιᾶς κορυφῆς ἡμμένω δύ᾽ ὄντε. καί μοι δοκεῖ, ἔφη, εἰ ἐνενόησεν αὐτὰ Αἴσωπος, μῦθον ἂν συνθεῖναι ὡς ὁ θεὸς βουλόμενος αὐτὰ διαλλάξαι πολεμοῦντα, ἐπειδὴ οὐκ ἐδύνατο, συνῆψεν εἰς ταὐτὸν αὐτοῖς τὰς κορυφάς, καὶ διὰ ταῦτα ᾧ ἂν τὸ ἕτερον παραγένηται ἐπακολουθεῖ ὕστερον καὶ τὸ ἕτερον. ὥσπερ οὖν καὶ αὐτῷ μοι ἔοικεν· ἐπειδὴ ὑπὸ τοῦ δεσμοῦ ἦν ἐν τῷ σκέλει τὸ ἀλγεινόν, ἥκειν δὴ φαίνεται ἐπακολουθοῦν τὸ ἡδύ.
Traduzione
Socrate, intanto, che s'era seduto sul letto, piegando una gamba, cominciò a grattarsela a lungo: "Che strana cosa, amici, sembra quella che gli uomini chiamano piacere. E che straordinario rapporto tra questo e il suo contrario, cioè il dolore. E pensare che essi convivono nell'uomo e pur si respingono sempre e chi cerca e riesce a cogliere l'uno, si vede costretto, sempre, a sobbarcarsi anche l'altro come se, pur essendo due, fossero attaccati entrambi a uno stesso capo. ""Credo, » soggiunse, «che se Esopo ci avesse pensato su ne avrebbe fatto una favola presso a poco così: "Dio, volendo riconciliare questi due, sempre in guerra tra loro e non riuscendovi, li legò insieme per la testa così che dove va l'uno va anche l'altro. " È quello che è capitato a me: per la catena, qui, alla gamba, poco fa, io sentivo dolore; ed ecco che ora sento piacere. »
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SEVERITà DELLE ANTICHE LEGGI
VERSIONE DI GRECO di Licurgo
TRADUZIONE dal libro Triakonta
TRADUZIONE
è davvero difficile, o uomini, trovare la verità guardando verso l'intelligenza degli antichi legislatori. infatti quelli non ordinavano la morte a colui che aveva rubato 100 talenti, ma a quello che aveva rubato 10 dracmi una pena minore, né uccidevano chi commetteva un grande furto sacrilego, punivano colui che ha rubato con una pena minore, né punivano con una somma di denaro colui che uccideva lo schiavo, né rinchiudevano quello che si libera dalle leggi ma ugualmente verso ogni piccolissima violazione della legge erano in pace che la pena fosse la morte. infatti ciascuno di loro non guardava le azioni che c'erano state verso il proprio né prendevano da lì la grandezza della colpa, ma consideravano proprio questo, se l'errore era per natura portato a danneggiare gli uomini grandemente crescendo sempre più.
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La superstizione del generale Nicia rovinò l'esercito
VERSIONE DI GRECO di Polibio
TRADUZIONE dal libro triakontapagina 330 numero 17
Inizio: Νικιας ο των Αθηναιων στρατηγος δυναμενος σωζειν το περι τας Συρακουσας. .
Fine: . .η γαρ των πελας απειρια μμεγιστον εφοδιον γινεται τοις εμπειροις προς κατορθωσιν.
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IL SISTEMA POSTALE PERSIANO
VERSIONE DI GRECO di Erodoto
TRADUZIONE dal libro Triakonta - pag. 201 n. 12
Inizio: Τουτων δε των αγγελων εστι
fine: Τουτο το δραμημα των ιππον καλεουσι περσαι αγγαρηιον
TRADUZIONE n. 1
Non c'è alcun essere al mondo che arrivi dove vuole andare più rapidamente di questi messaggeri: tale è il sistema che hanno escogitato i persiani. Si dice, infatti, che quante sono le giornate di cammino che richiede l'intero percorso altrettanti sono i cavalli e gli uomini che si trovano pronti a determinati intervalli. Un cavallo e un uomo destinato per ogni tappa di un giorno. Non c'è neve, né pioggia, né caldo, né notte che impediscano loro di compiere con la massima celerità il percorso stabilito. Il primo corriere trasmette al secondo il messaggio che gli è stato affidato; il secondo lo trasmette al terzo e così via finchè esso giunge alla meta passando da uno all'altro, come si passano i greci la fiaccola nella lamapadofria, con la quale concludono le cerimonie in onore di Efesto. Questo servizio di corrieri è chiamato dai persiani gareio. Il sistema postale persiano
traduzione n. 2
Fra i mortali non esiste nulla che sia più veloce di questi messaggeri, ecco che cosa hanno inventato i Persiani. Dicono che quanti sono i giorni di viaggio dell'intero percorso, sono stati distribuiti altrettanti cavalli e uomini, un cavallo e un uomo per ogni giorno di distanza; non c'è neve, pioggia, calore o notte che impedisca loro di divorare nel modo più veloce il tratto fissato. Al termine della sua corsa, il primo affida il mandato al secondo e il secondo al terzo: così si procede, dall'uno all'altro proprio come accade tra i Greci quando festeggiano a Efesto con la corsa delle fiaccole. I Persiani chiamano queste staffette di cavalli "angareion".