αἱ δὲ τῶν Λακεδαιμονίων ἀντιτεταγμέναι ἦσαν ἅπασαι ἐπὶ μιᾶς ὡς πρὸς διέκπλουν καὶ περίπλουν παρεσκευασμέναι... τῶν δὲ Πελοποννησίων Λακωνικαὶ μὲν ἐννέα, πασῶν οὐσῶν δέκα, τῶν δ' ἄλλων συμμάχων πλείους ἢ ἑξήκοντα.
Le navi degli Spartani erano tutte quante schierate su una sola fila, perché fossero preparate a rompere le file nemiche e ad accerchiare, per questo navigavano meglio. Callicratida occupava il lato destro : Ermone di Megera, il pilota di Callicratida, gli disse che era bene ritirarsi; infatti le trireme degli Ateniesi erano di molto più numerose, ma Callicratida disse che Sparta non sarebbe stata affatto governata peggio se lui fosse morto, ma fuggire, aggiunse, sarebbe stato vergognoso. In seguito combatterono per molto tempo, prima serrati, poi in ordine sparso. Quando Callicratida, mentre la nave effettuava un attacco, scomparve, dopo che cadde in mare, Protomaco con i suoi contingenti sull’ala destra vinse l’ala sinistra (avversaria), e in seguito ci fu la fuga della maggior parte dei Peloponnesiaci verso Chio, di altri invece verso Focea; gli Ateniesi invece di nuovo si diressero verso le Arginuse. Andarono perse venticinque navi ateniesi con i loro equipaggi, tranne pochi uomini trasportati verso terra, delle navi peloponnesiache i Laconi ne persero nove -in tutto erano dieci- delle navi alleate ne persero più di venticinque. (Senofonte)